Istituto scolastico “Giulio Cesare” di Sabaudia. La dirigente scolastica Mirana Zannella vince ancora, rigetto il reclamo del Ministero
Il Collegio del Tribunale di Latina, sezione lavoro, presieduto dalla dottoressa Aratari, ha sciolto la riserva assunta all’udienza del 15 ottobre scorso e rigettato il reclamo proposto dal Ministero dell’Istruzione, condividendo la tesi difensiva degli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Cristian Bove sulla sopravvenuta cessazione della materia del contendere, essendo nelle more della pronuncia intervenuto un nuovo contratto della durata di 3 anni proposto per la stessa Dirigente da parte del Ministero, sempre presso l’istituto omnicomprensivo Giulio Cesare di Sabaudia.
“Con la sottoscrizione del nuovo contratto- hanno dichiarato i difensori della Dirigente – è venuto meno ogni interesse a provvedimenti cautelari, ragione per cui la Dottoressa Zannella proseguirà serenamente nel suo incarico”.
Il caso della dirigente scolastica era emerso negli scorsi mesi. Ad agosto, Il Tribunale di Latina, Sezione Lavoro, aveva accolto il ricorso di urgenza presentato dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Cristian Bove nell’interesse della Dirigente Scolastica, Miriana Zannella, dell’istituto omnicomprensivo Giulio Cesare di Sabaudia contro il Ministero dell’Istruzione, che ne aveva disposto il trasferimento a Borgo Faiti, a Latina.
A luglio, il Tribunale Ordinario di Latina, Sezione Lavoro, con il decreto emesso dal giudice Simona Marotta, aveva accolto il ricorso ex articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori presentato dalla FLC CGIL Frosinone Latina e l’avvocato Gianluca Magnani, accertando e sanzionando la condotta antisindacale posta in essere all’interno dell’Istituto Omnicomprensivo “Giulio Cesare” di Sabaudia.
Il Giudice aveva formalmente condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito per il comportamento illegittimo della Dirigente Scolastica, la quale avrebbe violato gli obblighi di informazione preventiva, confronto e contrattazione integrativa d’Istituto previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. La sentenza aveva fatto emergere come, all’interno della scuola, si fosse elusa la normativa disattendendo i termini contrattuali e annullando di fatto il diritto del sindacato di partecipare attivamente alle decisioni organizzative che incidono sulla vita dei lavoratori.
Oltre a riconoscere l’antisindacalità delle azioni della Dirigenza, il Tribunale aveva ordinato al Ministero di conformare per il futuro la gestione delle relazioni sindacali al rigoroso rispetto degli obblighi previsti dal CCNL. Era emerso inoltre, dalle testimonianze raccolte in sede di giudizio, un clima relazionale inaccettabile da parte della Dirigenza nei confronti di tutto il personale scolastico e dell’utenza, caratterizzato da atteggiamenti definiti dal Giudice stesso “del tutto fuori luogo nei confronti di più soggetti indifferentemente appartenenti al plesso scolastico:docenti, collaboratori scolastici e anche genitori”.
Dopodiché, sono arrivate le sentenze che hanno ribaltato il primo giudizio.
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