Si è svolta oggi, 8 luglio, davanti al Giudice Monocratico Clara Trapuzzano Molinaro, una nuova udienza del processo relativo al grave attentato incendiario che l’11 settembre 2019 colpì l’allora consigliera comunale di Lbc, oggi nel Movimento Cinque Stelle, Maria Grazia Ciolfi. All’epoca, Ciolfi ricopriva il ruolo di consigliera delegata alla Marina nell’amministrazione Coletta.
L’incendio doloso della nostra autovettura, appiccato all’interno del giardino della nostra abitazione, – spiega Ciolfi in una nota – mise seriamente in pericolo la mia famiglia, mio marito e i nostri tre figli, allora ancora adolescenti. Un episodio che ha lasciato una ferita profonda, personale e familiare, ma che rappresenta anche un attacco ai valori della partecipazione democratica e dell’impegno civico.
L’inchiesta, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Latina, ha portato all’arresto del mandante e dell’esecutore materiale. Successivamente il mandante ha definito la propria posizione con il patteggiamento, mentre prosegue il processo nei confronti dell’esecutore materiale, Valentino Mandrelli.
Nel corso dell’udienza odierna sono stati escussi un testimone del Pubblico Ministero, il Maresciallo Maggiore Guerra, all’epoca dei fatti vice comandante della Stazione dei Carabinieri di Velletri, e un testimone della difesa, medico di medicina generale dell’imputato. Quest’ultimo ha sostenuto che Mandrelli, a differenza di come era stata descritto, non era claudicante al momento dell’attentato.
Il processo è stato rinviato alla prossima udienza fissata al 16 settembre alle ore 12.30 per il prosieguo dell’istruttoria: nella prossima udienza saranno ascoltati altri tre testimoni del Pubblico Ministero e successivamente si procederà con l’esame dell’imputato.
“Desidero rivolgere un sincero ringraziamento ai nostri legali, gli avvocati Stefano Reali e Domenico Casillo, che fin dal primo momento ci hanno accompagnato con professionalità, competenza e
grande vicinanza umana in questo lungo e difficile percorso giudiziario. Anche in questa udienza era presente l’Avvocatura comunale, rappresentata dall’avvocato Francesco Paolo Cavalcanti, in quanto il Comune di Latina è costituito parte civile insieme a noi. Io e mio marito continuiamo a partecipare personalmente a ogni udienza, con fiducia nel lavoro della magistratura e nell’accertamento della verità.
La nostra scelta di costituirci parte civile non nasce soltanto dalla necessità di ottenere giustizia per quanto subito, ma dalla volontà di affermare un principio che riteniamo fondamentale: nessuno deve essere intimidito per il proprio impegno civile, per la partecipazione alla vita pubblica o per aver denunciato situazioni ritenute sospette o riconducibili all’illegalità. Non bisogna lasciare che minacce, velate o esplicite, condizionino la libertà di chi opera nell’interesse della collettività. Tanto meno può riuscirci un gesto gravissimo come quello che ha colpito la nostra famiglia”.
“Quell’incendio ha segnato profondamente le nostre vite, ma non ha mai piegato la nostra determinazione. Se quella ferita deve avere un significato, è quello di ricordare a tutta la città che la
legalità si difende ogni giorno, con il coraggio, con la presenza e con la fiducia nelle istituzioni. Perché fatti come quello dell’11 settembre 2019 non devono più accadere a nessuno”.
