INSANIA FEST, IL BILANCIO POSITIVO DEL FESTIVAL SULLA SALUTE MENTALE

Sania Fest, un bilancio positivo per la quarta edizione. La salute mentale riguarda tutti e tutte

Da agosto a ottobre, tra Cori, Latina e Sezze, il festival ha intrecciato teatro, libri, musica e incontri per contrastare lo stigma e aprire nuovi spazi di confronto

Si chiude con un bilancio più che positivo la quarta edizione di inSania Fest, il festival della contronarrazione della salute mentale promosso dalle associazioni Collettivo Primo Contatto e Polygonal, con il patrocinio del Comune di Cori.

Da agosto a ottobre, tra Cori, Cisterna, Latina e Sezze, la manifestazione ha affrontato il tema della salute mentale attraverso linguaggi e prospettive differenti. Nato da «un momento di lucidità nel caos», come lo definisce il suo ideatore Peppe Cardilli, inSania ha portato nelle piazze e negli spazi culturali del territorio spettacoli, presentazioni di libri, talk, mostre e concerti, costruendo occasioni di ascolto e partecipazione.

“Esprimiamo la nostra grande soddisfazione per questa quarta edizione di inSania Fest che si conferma come un progetto culturale estremamente vivo, con un forte legame con il territorio e ancora in crescita. Raccontare il disagio mentale attraverso le lenti dell’arte, della cultura e della partecipazione si è rivelata una scelta capace di scardinare un radicato tabù, permettendo narrazioni e condivisioni su un tema che troppo spesso resta ai margini del discorso pubblico», sottolineano gli organizzatori. «Quest’anno, con l’inSania Village, ci siamo accampati per tre giorni nella centralissima piazza Signina, a Cori, vivendo un contatto continuo con il pubblico e con chi si trovava a passare: uno scambio che reputiamo vitale per questo genere di discussioni. Altrettanto preziosa è stata l’ospitalità degli spazi amici, come il Sottoscala9 a Latina e il Matutateatro a Sezze. Ancora una volta, la forza del festival è stata la commistione di forme e linguaggi: libri, talk, dibattiti, teatro, mostre e concerti, fino alla sfilata rumorosa, colorata e ricca di performance artistiche nelle piazze più suggestive di Cori Monte“.

Tra le novità dell’edizione, l’inSania Village è diventato per tre giorni il cuore della manifestazione: un luogo di incontro con stand, associazioni e punti ristoro, dove conoscere gli artisti, partecipare alle attività e condividere esperienze. Ad animarlo sono stati, tra gli altri, i laboratori STEAM per bambini e bambine curati da Alberigo “Ciao” D’Arienzo e Ilenia Rossini, l’installazione collettiva di Gloria Menichelli di “Nuvole di Gloria”, il Collettivo Artist3 di Montemario, la web radio Radio32, la libreria Anacleto di Cisterna di Latina e la libreria Athena. Presenti anche le opere di Silvia Ciotti e Stefano Cascapera.

Marco Cavallo, il grande cavallo azzurro in legno e cartapesta realizzato nel 1973 nell’ospedale psichiatrico di Trieste, allora diretto da Franco Basaglia, con la partecipazione dei ricoverati, dello scrittore Giuliano Scabia e dell’artista Vittorio Basaglia, nato per custodire simbolicamente i sogni e i desideri delle persone internate, divenne il simbolo della lotta per il superamento dei manicomi e per il riconoscimento della libertà, della dignità e dei diritti di chi vive un disagio mentale, è stato uno dei protagonisti ed ospite della scorsa stagione ed è simbolicamente tornato nella mostra fotografica di Marcello Scopelliti e Gabriele Maschio Marco Cavallo a Cori, visibile proprio negli spazi del Village.

Numerosi gli ospiti che hanno contribuito al confronto. Lo scrittore Alcide Pierantozzi è intervenuto in videocollegamento in un incontro rivolto ai gruppi di lettura e aperto al pubblico, moderato da Letture Agonistiche, la Rete dei Gruppi di Lettura di Latina e provincia.

Particolarmente sentito anche l’incontro con Elena Cerkvenič, autrice di Sono schizofrenica e amo la mia follia, moderato da Carlo Miccio. Attraverso il racconto autobiografico del proprio percorso di cura e consapevolezza, l’autrice ha offerto una testimonianza capace di mettere in discussione lo stigma e restituire centralità alla persona, oltre la diagnosi.

Riccardo Noury, portavoce italiano di Amnesty International, ha dialogato con Lavinia Bianchi sul tema della pena di morte, prendendo le mosse dal celebre romanzo di Victor Hugo L’ultimo giorno di un condannato a morte: un’occasione per riflettere sui diritti, sulla dignità umana e sulle forme di esclusione.

Uno degli eventi di questa stagione ha visto il ritorno ad inSania di Giacomo Doni, fotografo e ricercatore che dal 2006 documenta gli ex manicomi italiani, ripercorrendo il cammino aperto dalla riforma Basaglia e dalla legge 180. Il suo archivio visivo e documentale custodisce la memoria dei luoghi dell’istituzione manicomiale, un percorso confluito anche nel monologo teatrale L’uomo che fotografa manicomi – Persistenze oltre l’istituzione, che ha debuttato al Collegno Fòl Fest nel giugno 2026.

Tra gli appuntamenti più coinvolgenti, lo spettacoloRi-Anima, ospitato al Sottoscala9 e curato dal Collettivo Nuovo CalaMajo, il progetto teatrale del Liceo Scientifico “E. Majorana” di Latina, in collaborazione con l’associazione Viviamo d’arte e Luca Ceccherelli. Un momento che ha portato al centro le esperienze delle nuove generazioni, dando spazio alle loro domande e alla necessità di trovare parole, strumenti e interlocutori con cui affrontare il disagio.

A restituire lo spirito della manifestazione è stato, infine, l’inSania Pride: il corteo rumoroso, festoso e colorato che ha attraversato il centro storico di Cori, con tappe animate da artisti, musicisti e performance dedicate alla salute mentale. Un appuntamento capace di richiamare anche partecipanti arrivati appositamente dalla Campania, allargando la comunità del festival oltre i confini del territorio.

È proprio nella dimensione della comunità che questa quarta edizione lascia il suo messaggio più importante: la salute mentale riguarda tutti e tutte, non soltanto chi vive un’esperienza di disagio o chi se ne occupa professionalmente. Riguarda le relazioni che costruiamo, le parole che scegliamo, la disponibilità ad ascoltare senza giudicare e gli spazi che sappiamo aprire alle fragilità. inSania Fest chiude così il suo programma, ma lascia aperto un impegno condiviso: continuare a parlarne, contrastare lo stigma e fare della cura una responsabilità collettiva.

Quest’anno il progetto grafico del festival è stato affidato a Chiara Spagnol e Massimo Marson di Studio Spaam che hanno interpretato lo spirito e l’identità di inSania Fest come un groviglio di pensieri, idee.

Gli organizzatori ringraziano gli sponsor che hanno collaborato e permesso la realizzazione di questa edizione di inSania: Aenova, BCC Roma, Farmacia Fonteviva Latina

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