INDAGINI, VELENI E CONSIGLI DISERTATI A CORI, LA MINORANZA AL SINDACO: “SI DIMETTA”

Indagine sul responsabile del Comune di Cori, la minoranza risponde alla maggioranza che ha scelto di non partecipare all’assise

“Siamo qui perché, il 31 marzo, dai giornali, abbiamo saputo che il 25 marzo, il giorno prima dell’ultimo Consiglio Comunale, è stata “notificata l’iscrizione sul registro degli indagati della dirigente” per “falso, omissioni?” “ma l’ipotesi più probabile è quella di falso ideologico”. Questo è quello che abbiamo letto, tutti, nell’articolo del giornale!

Sarebbe stato notificato il 25 marzo, e noi eravamo qui il 26 marzo. Nel Consiglio Comunale dove la Presidente del Consiglio ha rassegnato le dimissioni. Un caso che quelle dimissioni siano arrivate dopo questa notifica?

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Il problema lo conoscevamo: il TAR, con sentenza emessa sulla vicenda dell’abuso edilizio del marito dell’allora Presidente del Consiglio, aveva manifestato “stupore” per i comportamenti tenuti dal Comune di Cori ed aveva inviato tutti gli atti in Procura”.

“È per questo che avevamo chiesto un Consiglio urgente, che si è tenuto il 16 marzo. Dal sindaco e da tutta la Maggioranza nessun chiarimento, nessuna misura, e a tutt’oggi non è stata presa nessuna misura! Per un Atto così grave: il TAR che segnala alla Procura il Comune di Cori, tutta la maggioranza, tutti voi, non avete avuto altri argomenti se non che “è colpa degli Uffici” Ma la Sentenza del TAR è chiara! Non si parla solo degli Uffici. Il Collegio del Tribunale amministrativo parla chiaramente: “il Sindaco, il Segretario Generale e l’Ufficio Legale” sapevano e non si sono costituiti. Ma diciamo di più. Nessuno sapeva delle richieste del TAR?

Nessuno aveva letto la prima Ordinanza che riguardava il provvedimento della famiglia della Presidente del Consiglio? Non è credibile che nessuno la conoscesse! Che nessuno, tra l’altro tutti avvocati e esperti in legge, avesse compreso che il Giudice Amministrativo aveva messo in guardia l’Ente Comunale per i comportamenti reticenti che stava adottando non rispondendo compiutamente alle richieste. Tutti sapevano! Non solo l’ufficio competente! E nessuno si è interessato, ha controllato, l’attività degli uffici?

Eppure, l’Ente Comunale ha continuato a non inviare la documentazione e non ha assunto motivata posizione in merito all’abuso. Noi, come Consiglieri di Minoranza, per ben due volte vi abbiamo segnalato, a tutti, di integrare la documentazione e rispondere adeguatamente al TAR.

Ora, seguendo le norme, abbiamo richiesto questo Consiglio Comunale. La richiesta è arrivata il 2 aprile. E avete tentato di tutto per evitare che si facesse. Il legale della dipendente ci ha diffidato a tenere questo consiglio. Ha diffidato tutti. HA diffidato noi, Consiglieri di Minoranza, per averlo richiesto. Ma è un nostro diritto/dovere richiederlo. Ha diffidato il Presidente Vicario del Consiglio per averlo convocato. MA è un suo dovere convocarlo

Ha diffidato il Segretario Generale, che si è dato assente la sera prima di questa seduta! E, guarda caso anche il vice segretario era indisponibile per questo Consiglio! Ha diffidato tutti i Consiglieri, anche quelli di Maggioranza. Le ragioni? La privacy. Tranquilli! Non abbiamo nessuna intenzione di non rispettare la privacy.

Abbiamo anche ricevuto ben due comunicazioni che dovrebbero rappresentare le motivazioni giuridiche del perché non si può trattare questo argomento.

La prima è quella del responsabile della protezione dati del Comune di Cori: l’avvocato Emiliano Vitelli. Ebbene, l’avvocato Vitelli dopo vari giri di parole, per avvallare una presunta violazione del diritto alla privacy, si appella ad una Sentenza della Corte di Cassazione del 2019 (la n. 19681/2019: la citiamo a beneficio dei grandi giuristi che sui social stanno spopolando con le loro sentenze sulla illegittimità di questa discussione), La sentenza a cui fa riferimento l’avv. Vitelli riguarda il diritto all’oblio e si riferisce ad un contenzioso di un privato cittadino (uxoricida) contro una testata giornalistica che ha riesumato la sua vicenda dopo tanti anni.

Cosa c’entra con la convocazione del Consiglio Comunale richiesto legittimamente da un quinto dei Consiglieri per affrontare gli effetti politici- amministrativi e le misure conseguenziali a seguito dell’iscrizione nel registro degli indagati di un dipendente? Non c’entra proprio nulla. Si è trattato solo di un espediente (ridicolo) per intimidire la Minoranza!

La seconda comunicazione è del Segretario Generale, ricevuta poco prima che si dichiarasse indisponibile a presiedere a questa seduta. E anche lui si rifà alla nota dell’avvocato Vitelli: cioè al nulla. E poi la Conferenza dei Capigruppo. È intervenuto persino il sindaco per tentare di far saltare questo Consiglio.

Questi comportamenti ostruzionistici, da parte della Maggioranza, del Segretario Generale e del Responsabile della Protezione Dati sono la conferma che “c’è del marcio in Danimarca”

Ed è per questo che, oggi, oltre alle risposte, ci attendiamo che il sindaco si dimetta.

Siamo qui, non per fare il processo penale al dipendente, ma perché un’iscrizione nel registro degli indagati di un dipendente comunale a seguito di comportamenti e atti che riguardano l’abuso edilizio del marito della allora Presidente del Consiglio

Questa non è una questione della Minoranza, ma una richiesta politica, nel senso più alto del termine, perché la trasparenza, la legalità sono il sostrato della democrazia.

E il Consiglio Comunale ha il ruolo di controllo politico-amministrativo sull’ente. E quando un procedimento penale coinvolge un settore strategico, già interessato da una sentenza penale, da una confisca e da due ordinanze del TAR il Consiglio ha il diritto di essere informato e il Sindaco ha il dovere di riferire.

Oggi non chiediamo giudizi sulle persone. Chiediamo chiarezza istituzionale.

Chiediamo quindi al Sindaco di rispondere puntualmente alle seguenti domande:

  • –  quando è stato informato dell’iscrizione nel registro degli indagati del dipendente ?
  • –  è a conoscenza di altri procedimenti penali, a qualsiasi fase, in atto?
  • –  è a conoscenza di eventuali altri avvisi di garanzia notificati, a dipendenti e a politici?
  • –  Chi era a conoscenza delle richieste avanzate dal TAR all’Ente Comunale nel merito del ricorso attivato dal coniuge della Presidente del Consiglio contro l’ordinanza di demolizione della villa costruita al posto della falegnameria?
  • –  l’Ente ha avviato verifiche interne sugli atti oggetto di indagine;
  • –  Quali sono gli indirizzi politici di questa Maggioranza in merito agli abusi edilizi totali?

quali misure intende adottare per garantire il corretto funzionamento dell’Area Urbanistica?

come intende tutelare l’Ente da eventuali responsabilità amministrative?

Il Consiglio comunale non può essere spettatore passivo. Deve essere messo nelle condizioni di conoscere per valutare e vigilare. Quindi ci attendiamo risposte chiare, complete e trasparenti, nell’interesse esclusivo dei cittadini di Cori e Giulianello”.

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