INCHIESTA CISTERNA-LATINA, GLI AFFARI SULL’EX MANIFATTURE DEL CIRCEO E GLI OCCHI DELL’ANTIMAFIA

Il sito delle ex Manifatture del Circeo
Il sito delle ex Manifatture del Circeo

Maxi inchiesta di Cisterna di Latina: la Procura di Latina inviò alla Direzione Distrettuale Antimafia uno degli episodi indagati

Il Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Latina, per quanto riguarda l’inchiesta che ha coinvolto il consigliere comunale di Cisterna, Renio Monti, indagava sulla base di un esposto pervenuto da un pubblico ufficiale, un tempo in servizio a Cisterna, che aveva riferito di presunte irregolarità nel Comune di Cisterna sul noto sito “Le buche” che veniva dato come assegnato ad una società riconducibile al noto imprenditore Domenico Capitani.

I finanzieri indagavano su Cisterna e in quel preciso momento su una delle società del noto imprenditore Domenico Capitani, per un periodo iscritto nel registro degli indagati per il reato di turbativa d’asta in merito a due strutture edilizie insieme ad altre persone. D’altra parte nel “mare magnum” della maxi inchiesta che da Cisterna è arrivata anche a Latina e al ballottaggio per le Comunali 2021, ci sono intercettazioni che coinvolgono anche il sindaco di Cisterna, Valentino Mantini, e l’assessore del PD di Cisterna, Andrea Santilli. Comun denominatore sono le interlocuzioni copiose con l’imprenditore Domenico Monti, padre del consigliere comunale di maggioranza Reanio Monti ed entrambi in attesa delle decisioni del Gip di Latina sulla loro richiesta di arresto.

Ad essere menzionati e interessati dall’indagine una cinquantina tra politici, imprenditori e professionisti. La sfera politica è soprattutto quella di Latina e Cisterna, la sfera imprenditoriale arriva fino ad Aprilia, con un importante costruttore, Mario Stradaioli, la cui vicenda è finita in una delle contestazioni a carico di Sergio Gangemi nel processo antimafia “Assedio”. Gangemi, notoriamente vicino alle cosche di ‘ndrangheta e al gruppo capeggiato dal boss narcotrafficante Patrizio Forniti, avrebbe elargito a Stradaioli la somma di 120mila euro per conto della consorteria di cui faceva parte. Peraltro lo stesso Stradaioli è stato indagato con l’ipotesi di corruzione, in quanto avrebbe elargito, a sua volta, a pubblici ufficiali del Comune di Cisterna, denaro o altre utilità per il permesso a costruire relativo al complesso ex Manifatture del Circeo.

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Non è dato sapere se, al momento, le posizioni di Capitani e Stradaioli siano state archiviate. Ciò che è certo che sull’operazione per il sito comprato da Stradaioli, la ex Manifatture del Circeo, la Procura ritenne di inviare il fascicolo alla Direzione Distrettuale Antimafia, sulla scorte di uno spunto investigativo del Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Latina.

L’area è quella della ex Manifatture del Circeo, nel territorio di Cisterna ma a soli due chilometri da Borgo Piave, all’ingresso di Latina, a una decina di chilometri da Aprilia. Il sito dismesso, come noto, si trova a ridosso della Pontina e quell’area ospieterà un parco commerciale e un parco naturalistico, come da delibera del Comune di Cisterna di Latina dell’ottobre 2019 che ha accolto il progetto preliminare, con variante urbanistica, della società GIAFRA s.r.l., riconducibile alla famiglia Stradaioli di Aprilia. Un progetto che aveva scatenato anche le polemiche politiche negli scorsi anni.

La Direzione Regionale Ambiente – Area Valutazione Impatto Ambientale, a febbraio 2023, aveva rappresentato la necessità di avvio di una procedura di bonifica presso il sito, in ragione dei risultati dell’indagine ambientale eseguita, indicata e trasmessa nel documento tecnico “Piano preliminare di utilizzo”. In sostanza, prima di realizzare un parco commerciale e un parco naturalistico, l’area necessitava di una bonifica.

Si tratta di un progetto di recupero dell’ex sito dismesso, sul quale nel 2011 la società Giafra ha sottoscritto un compromesso di acquisto del sito con l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Il sequestro arrivò nel 2013, confermata dalla Corte di Cassazione nel 2017, nell’ambito di un’inchiesta sul riciclaggio internazionale e l’evasione fiscale tra la Svizzera, Panama e Malta. Della confisca fu destinatario il noto imprenditore di Cisterna, Fabrizio Perrozzi. La Giafra, invece, come da progetto, investirà un capitale che si aggira sui 100 milioni di euro.

Il centro commerciale sorgerà su 41mila metri quadrati di superficie coperta, 337 mila metri cubi, quasi 130 mila metri quadrati di parcheggi e oltre cento negozi. Sarà tra i più grandi della provincia di Latina. È previsto anche un cinema multisala. Nello studio vengono indicati anche i numeri relativi al personale che troverà lavoro: 20 addetti nel supermercato, 186 per il “food court”, 225 per i negozi. In tutto 439 addetti senza contare il cinema.

Tuttavia, dopo la maxi operazione antimafia “Assedio” del luglio 2024, che terremotò fino al commissariamento la città di Aprilia, con l’arresto dell’allora sindaco Lanfranco Principi, la Procura di Latina, che indagava su Cisterna e gli affari urbanistici della città, apprende del passaggio di denaro per la somma di 120mila euro da Gangemi a Stradaioli.

In quel momento, luglio 2024, per la Procura, Mario Stradaoli è indagato per una ipotesi di corruzione a favore di funzionari del Comune di Cisterna, così da ottenere il rilascio di atti necessari alla definizione della pratica inerente l’acquisizione degli immobii dell’ex Manifatture del Circeo, già di proprietà della E.T.R. srl, una società che, come noto, è riconducibile a Fabrizio Perrozzi. Immobili che, come detto, sono stati sottoposti a confisca divenuta definitiva ad aprile 2017.

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La Procura di Latina ricostruisce che vi fu dapprima la cessione degli immobili delle Manifatture del Circeo, avvenuta a ottobre 2017, in favore della Adogi Immobiliare srl, sempre controllata da Perrozzi e in quel momento intestata alla moglie, per un importo di 4 milioni e 800mila euro. Dopodiché la Adogi, a gennaio 2011, ha proceduto al trasferimento degli immobili delle Manifatture del Circeo in favore della Giafra srl in favore di Mario Stradaioli per un importo di 25 milioni di euro. Un affare per Perrozzi tramite una sottoscrizione di un “Contratto preliminare di compravendita sottoposto a condizioni sospensive”, per il quale però no risulterebbe nessuna registrazione.

Un passaggio milionario che per la Procura comporta un interesse investigativo per la Direzione Distrettuale Antimafia, soprattutto alla luce di quanto dichiarato dal collaboratore di giustizia, Andrea Pradissitto. ex affiliato al clan Ciarelli di Latina: “Gangemi è una persona molto portata a livello criminale nel senso che nella zona di Aprilia, Torvaianica è un personaggio importante. Chiunque sa che in queste zone deve rivolgersi a Gangemi o a Forniti per qualsiasi questione”. E ancora: “Quando sono stato detenuto al carcere di Prato, dal marzo 2021, ho incontrato un calabrese di Reggio Calabria, Nino Mordà. Avendo saputo che ero di Latina, mi chiese se conoscevo Sergio Gangemi e Fabrizio Perrozzi. Mordà mi disse che era cugino di Sergio Gangemi e che aveva conosciuto a Milano Perrozzi”.

Secondo la Procura di Latina è plausibile una convergenza tra le indagini “Assedio” e quella sul mega affare immobiliare delle Manifatture del Circeo.

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