INCENDIO ALLA LOAS DI APRILIA: I CHIARIMENTI DELL’ARPA SUGLI INQUINANTI NEL TERRITORIO

La mappa evidenzia le aree interessate durante l’evento (dalle ore 20 del 9 agosto alle ore 15 del 10 agosto). I colori rappresentano le zone di probabile impatto (le aree rosse sono quelle maggiormente interessate, quelle blu sono quelle a minore impatto). La mappa non contiene informazioni né sul tipo di inquinante emesso né sulla sua concentrazione al suolo. È stato ipotizzato che sia bruciato il 100% del materiale
La mappa evidenzia le aree interessate durante l’evento (dalle ore 20 del 9 agosto alle ore 15 del 10 agosto). I colori rappresentano le zone di probabile impatto (le aree rosse sono quelle maggiormente interessate, quelle blu sono quelle a minore impatto). La mappa non contiene informazioni né sul tipo di inquinante emesso né sulla sua concentrazione al suolo. È stato ipotizzato che sia bruciato il 100% del materiale

Incendio alla LOAS di Aprilia del 9 Agosto: i chiarimenti dell’Arpa Lazio sulla mappa di possibile ricaduta degli agenti inquinanti sul territorio

LA NOTA DELL’ARPA – La mappa è stata elaborata combinando le varie informazioni disponibili (quantità e tipologia di materiale bruciato, durata dell’incendio, condizioni meteorologiche, etc) e considera la possibile dispersione degli inquinanti nella fase attiva dell’incendio stesso, dalle 20.00 del 9/8/2020 alle 15.00 del 10/8/2020.

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A partire dalle ore 15 del 10 agosto e nei giorni successivi, ad incendio spento, la dispersione degli inquinanti è limitata e in parte dovuta alla movimentazione del materiale da parte dei Vigili; in base alle diverse condizioni meteorologiche (soprattutto in relazione all’intensità e alla direzione del vento) è possibile che i fumi (e il cattivo odore) abbiano raggiunto anche aree non comprese nella mappa di possibile ricaduta.

Va segnalato che, sebbene le particelle fini e ultrafini (che “ospitano” gli inquinanti) possano restare in aria a lungo in assenza di condizioni meteo che le “abbattano” al suolo (es. piogge), alcuni processi fisici determinano una dispersione degli inquinanti stessi, che vengono “diluiti” in aria.

In queste fasi successive all’incendio, non vengono elaborate ulteriori mappe perché necessiterebbero di informazioni di grande dettaglio difficilmente reperibili e non fornirebbero indicazioni significative per il monitoraggio.

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