Detenzione abusiva di armi e munizioni: inizia il processo per il buttafuori della banda di Francesco D’Antonio
Si discuterà e andrà a definizione probabilmente il prossimo 21 gennaio il processo a carico del 36enne di Latina, Alan Gaveglia, assistito dagli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti, arrestato lo scorso 12 maggio nell’ambito dell’operazione Pac Man, in cui gli si contesta la detenzione di un’arma.
Nel processo odierno, invece, Gaveglia deve rispondere di diverse armi trovate nella sua disponibilità per cui erano scattati gli arresti lo scorso febbraio. Dopo l’arresto della Squadra Mobile di Latina con l’accusa di detenzione abusiva di armi, Gaveglia aveva fornito la sua versione dei fatti.
Gaveglia, di professione buttafuori, rispondendo alle domande del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, aveva detto che le pistole trovate in suo possesso sarebbero state acquistate su Internet e che sono idonee per il soft air. La difesa non aveva potuto dimostrare, fattura alla mano, l’acquisto del materiale poiché il cellulare del 36enne era stato sottoposto a sequestro.
La difesa, nell’udienza odierna, si è opposta alla richiesta del pubblico ministero Simona Genile per una perizia balistica sulle armi. Il terzo collegio del Tribunale, composto dai giudici La Rosa-Mongillo-Ciccone, si è riservato, rinviando a gennaio.
Erano stati gli investigatori della Squadra Mobile di Latina, nella mattinata del 17 febbraio scorso, a eseguire una perquisizione a casa nei confronti del 36enne, buttafuori nei locali notturni e sostanzialmente insospettabile.
Durante l’intervento nei pressi della casa del 36enne, nel quartiere Q5, gli agenti avevano individuato numerosi oggetti, procedendo al sequestro di armi, parti di armi, munizionamento di diversi calibri – comprese cartucce classificate come da guerra – oltre a componenti e strumenti utilizzabili per la modifica e la riparazione di armi.
Tra il materiale sequestrato figurano, in particolare, un mini-revolver calibro 22 privo di matricola e segni identificativi, una rivoltella datata anch’essa priva di punzonature, numerose cartucce di diversi calibri, parti meccaniche di armi e ulteriori oggetti ritenuti di interesse investigativo. Trovato anche un fucile, simil lupara. Gli accertamenti preliminari avevano consentito di qualificare alcune delle armi rinvenute come clandestine.
Le operazioni di perquisizione erano state estese anche ad altri locali e a un’autovettura nella disponibilità dell’indagato, dove erano stati rinvenuti ulteriori oggetti di interesse investigativo, tra cui un coltello multiuso. Tutto il materiale sequestrato era stato depositato presso la locale Squadra Mobile a disposizione dell’autorità giudiziaria per i successivi accertamenti tecnici e balistici.
Alla luce della gravità dei fatti emersi e della natura del materiale sequestrato, l’uomo era stato dichiarato in stato di arresto e, su disposizione del pubblico ministero Giuseppe Aiello, tradotto presso la casa circondariale competente.
Il ritrovamento delle armi nella disponibilità di Gaveglia seguiva le operazioni di polizia che nello scorso inverno aveva fatto emergere le prime risultanze sulla fazione capeggiata da Francesco D’Antonio: dall’arsenale con tanto di tritolo nella casa a San Felice Circeo, fino ai due diciottenni arrestati nel centro di Latina. A uno dei due peraltro cadde dalla tasca un mini revolver molto simile a quello trovato in casa dell’insospettabile Gaveglia.
