IMPIANTO SPORTIVO DI VIA TIBERIO SOMMERSO TRA LE STERPAGLIE, M5S APRILIA: “ORDINANZA ANTI-INCENDIO IGNORATA”

Ragusa (M5S Aprilia): “Il Comune fa le regole, ma dimentica di rispettarle”. il caso paradossale di Via Tiberio

“C’è un’ordinanza fresca di stampa, la n. 7 del 28 maggio 2026, firmata dalla Commissione Straordinaria del Comune di Aprilia, che parla chiaro: l’erba alta va tagliata, i lotti privati vanno ripuliti e chi non si adegua rischia sanzioni salate. Il fine è nobilissimo e sacrosanto, ovvero prevenire il rischio incendi con l’arrivo della stagione calda, proteggendo le case e i cittadini. Peccato, però, che la teoria e la pratica viaggino su binari completamente opposti quando a dover dare l’esempio è proprio l’amministrazione pubblica.

Il paradosso perfetto si sta consumando in via Tiberio, proprio intorno all’impianto sportivo polivalente della zona. Come documentano le immagini, l’area verde circostante la struttura è letteralmente sommersa da una giungla di sterpaglie e fieno ingiallito. Un tappeto di vegetazione secca, alto e fittissimo, che arriva a lambire i balconi delle palazzine adiacenti e le mura dell’impianto stesso, creando una vera e propria bomba a orologeria per il rischio incendi. Se un privato cittadino lasciasse il proprio terreno in queste condizioni, la sanzione sarebbe immediata. Ma se l’area è pubblica, che succede?

Succede il classico gioco dello scaricabarile all’italiana, intrappolato in un cortocircuito burocratico? Per regolamento, la pulizia e lo sfalcio di quella zona spetterebbero alla municipalizzata Progetto Ambiente. Tuttavia, l’Azienda ha le mani legate e non può intervenire. Il motivo? L’impianto sportivo è stato oggetto di lavori di ristrutturazione finanziati con i fondi del PNRR. I lavori sono finiti (o quasi), ma formalmente l’area risulta ancora catalogata come “cantiere”. Come si può chiaramente notare dalle immagini, la recinzione di cantiere con tanto di teloni verdi e cartelli di divieto è ancora tutta al suo posto.

Niente chiavi, niente accesso. La Progetto Ambiente non può entrare perché legalmente violerebbe un cantiere blindato e l’erba continua a crescere e a seccarsi. I residenti del quartiere guardano dalle finestre quella distesa infiammabile pregando che nessuno getti un mozzicone di sigaretta.

È l’ennesima dimostrazione di come la burocrazia interna agli enti pubblici riesca a bloccare anche il buonsenso più elementare. Un Comune non può emanare severe ordinanze per la sicurezza del territorio e poi restare ostaggio delle proprie recinzioni e dei propri passaggi amministrativi interni. I fondi PNRR servono a migliorare le città, non a lasciarle temporaneamente esposte a pericoli strutturali. I residenti di via Tiberio non chiedono miracoli, chiedono solo di non essere messi a rischio per il mancato rispetto di un’ordinanza proprio da chi l’ha emanata, il Comune. Speriamo che quell’erba venga tagliata quanto prima altrimenti, in caso di incendio, a rimetterci sarebbe anche il nuovo impianto sportivo compreso il pallone pressostatico che risulta circondato dall’erba alta”.

Così, in una nota, l’attivista del Movimento Cinque Stelle di Aprilia, Andrea Ragusa.

Articolo precedente

ASILO NIDO PRIVATIZZATO A LENOLA, FP CGIL: “GRAVI IRREGOLARITÀ”

Articolo successivo

LAZIO, OLTRE 27 MILIONI AI COMUNI PER STRADE, SCUOLE E INFRASTRUTTURE

Ultime da Politica