Sequestrato il sito di stoccaggio della Flegrea Lavoro a Cuma. Ad emettere il provvedimento è stata la Procura di Napoli, a firma del procuratore aggiunto Antonio Ricci. Due gli indagati, tra cui l’attuale Direttrice Generale della Progetto Ambiente di Aprilia, Valentina Sanfelice.
È emerso “un quadro di illeciti sistematici e pervasivi” nel centro di raccolta rifiuti e nell’isola ecologica di Bacoli ed è stato sottoposto a sequestro dai carabinieri del nucleo forestale di Pozzuoli. I militari dell’Arma, come disposto dal Gip, hanno messo i sigilli agli impianti (capannoni industriali, attrezzature, cassoni scarrabili e autocompattatori) per la raccolta rifiuti del Comune di Bacoli.
I reati contestati dagli inquirenti e anche dal giudice sono gestione illecita dei rifiuti, scarichi abusivi e inquinamento, getto pericoloso di cose ed emissioni odorigene, gravi abusi edilizi e violazione delle norme antincendio. L’impianto è gestito dalla “Flegrea Lavoro spa” società in house a partecipazione unica del comune di Bacoli e nel registro degli indagati sono stati iscritti l’amministratrice unica, rimasta in carica fino allo scorso aprile, per l’appunto Valentina Sanfelice e l’attuale amministratore unico, Rosario Apreda, che, all’epoca dei fatti contestati ricopriva il ruolo di responsabile tecnico per la raccolta e il trasporto dei rifiuti.
Gli accertamenti dei carabinieri forestali, che si sono svolti anche con la collaborazione dell’Arpac, dell’Asl Napoli 2 Nord e dell’Ufficio Tecnico comunale, hanno permesso di accertare che, a fronte di un parere iniziale che consentiva la gestione soltanto di 7 tipologie di rifiuti, l’impianto operava in assenza dell’autorizzazione regionale, dal momento che arrivava a gestire 17 differenti codici EER (tra cui rifiuti speciali, pericolosi e ingombranti).
Inoltre, l’impianto, che di facciata era adibito esclusivamente alla raccolta dei rifiuti, in realtà fungeva anche da centro di trasferimento e compattazione massiva di migliaia di tonnellate di rifiuti. Dalle indagini è emerso che, durante le operazioni di pressatura e trasbordo, ingenti quantitativi di reflui liquidi venivano sversati sul suolo e convogliati verso le caditoie delle fogne. Tali condotte illecite e la gestione irregolare del centro hanno provocato emissioni di gas ed esalazioni nauseabonde, che hanno arrecato notevole disagio ai cittadini residente nelle aree limitrofe l’impianto. Nell’area, infine, sono stati riscontrati numerosi abusi edilizi, nonché il mancato rispetto della normativa antincendio.
