IL CORSO DI CUCINA A REBIBBIA, IL PROGETTO DEL DSEFIC LAZIO

Partirà ai primi di giugno 2026 un progetto del DSEFIC Lazio e curato dal promotore lo chef Brunori Bruno, un corso di formazione professionale di cucina che si terrà nella Casa Circondariale di Rebibbia.

Il percorso è strutturato in 42 lezioni da giugno a ottobre con cadenza bisettimanale. Il corso è articolato in moduli teorico–pratici che coprono l’intera filiera del lavoro di cucina: norme igienico–sanitarie e HACCP, preparazioni di carne, pesce e verdure, primi piatti, pasticceria, organizzazione della brigata, servizio e sala.

Al termine del percorso, i detenuti che avranno partecipato alle lezioni riceveranno un attestato professionale che certificherà le competenze acquisite, che potranno facilitare il loro inserimento nel mondo della ristorazione una volta conclusa la detenzione.

Il DSEFIC Lazio è uno dei dipartimenti regionali del Dipartimento Solidarietà Emergenze della Federazione Italiana Cuochi, opera accanto alla Protezione Civile nelle calamità naturali con l’obiettivo rispondere ai bisogni alimentari delle persone colpite e dei soccorritori, organizzando cucine e ristorazione collettiva di emergenza ed offrendo un supporto professionale essenziale nelle situazioni più critiche. Allo stesso tempo realizza progetti di solidarietà e inclusione sociale, utilizzando la cucina come strumento di coesione e sostegno alle persone più fragili.

La scelta di avviare un corso di formazione professionale in carcere risponde direttamente all’articolo 27 della Costituzione italiana, che stabilisce che le pene devono tendere alla rieducazione.

La detenzione è spesso l’esito di condizioni di partenza segnate da svantaggio sociale, famiglie fragili, quartieri difficili, privi di opportunità in cui l’abbandono scolastico diventa terreno fertile che alimenta un contesto favorevole all’illegalità e aumenta il rischio che i giovani ne diventano vittime.

La formazione assume un valore decisivo: trasforma il tempo del carcere in tempo utile a costruire. Fornendo competenze, metodo e prospettive concrete di reinserimento.

Dentro questo quadro si colloca il progetto del DSEFIC Lazio a Rebibbia, che concretizza l’idea del carcere come luogo di rieducazione. Dietro i cancelli, le ore passate ai fornelli e sui banchi di lavoro diventano occasione per imparare un mestiere, lavorare in squadra, rispettare tempi e regole: in una parola, per prepararsi a tornare fuori con una prospettiva diversa. In un sistema in cui spesso si arriva in cella partendo da contesti poveri di opportunità, un corso professionale non è solo “cucina”, ma un tassello concreto di reinserimento e di futuro possibile.

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