IL CASO ATRAL TIENE ANCORA BANCO A LATINA, M5S: “6 MILIONI DI EURO GIÀ CORRISPOSTI, MA IL CONTENZIOSO È ANCORA APERTO”

La Commissione Trasparenza e Legalità del Comune di Latina è tornata oggi ad affrontare il lungo contenzioso tra l’Ente e ATRAL, una vicenda che si inserisce nel quadro più ampio della gestione del trasporto pubblico locale e del servizio di sosta e che rappresenta una delle eredità amministrative più pesanti degli ultimi anni

Il tema era già stato inserito all’ordine del giorno della Commissione Trasparenza del 12 marzo scorso, insieme alla verifica dell’attuazione dell’attuale contratto di trasporto pubblico locale con CSC e alla complessiva ricostruzione dei rapporti contrattuali, ma non fu possibile discutere il punto per la mancata trasmissione della documentazione.

La Commissione fu nuovamente convocata il 16 luglio scorso, dopo aver ricevuto dagli uffici tutta la documentazione necessaria, ma anche in quella occasione non fu possibile svolgere la seduta, poiché una Commissione congiunta Attività Produttive e Urbanistica si protrasse oltre l’orario stabilito, sovrapponendosi a quella di Trasparenza, che dovette quindi essere dichiarata deserta. Finalmente oggi, dopo la pausa estiva, è stato possibile entrare nel merito della vicenda.

Dalla relazione trasmessa agli atti emerge un dato che non può essere ignorato: il Comune di Latina risulta aver già corrisposto ad ATRAL complessivamente 6.059.431,66 euro, tra sorte capitale, interessi, spese processuali, accessori di legge e ulteriori oneri esecutivi, così come si legge nella relazione predisposta dagli uffici. Nel corso della seduta è stato chiarito dagli stessi uffici che una parte particolarmente significativa dell’esposizione è rappresentata proprio dagli interessi maturati nel tempo.

Sul versante opposto, per le posizioni creditorie dell’Ente, risulta un accertamento in favore del Comune per 18.498,84 euro. Numeri che, da soli, restituiscono la dimensione di una vicenda che la Commissione ha ritenuto necessario ricostruire non soltanto per fare chiarezza sul passato, ma soprattutto per comprendere quali insegnamenti trarne per il presente e per il futuro.

“L’obiettivo della Commissione – spiega la presidente Maria Grazia Ciolfi – non era semplicemente quello di fare il punto su un contenzioso che dura da dieci anni, ma che si riferisce al periodo compreso tra il 2005 e il 2018, ossia a tutto il periodo di gestione del TPL da parte di ATRAL: i cinque anni di durata del contratto e i successivi otto anni di proroghe concesse dall’Ente. Abbiamo voluto capire quali siano state le cause che lo hanno generato, quali errori amministrativi o contrattuali siano stati commessi, quale sia oggi la situazione e, soprattutto, quale indirizzo l’Amministrazione intenda assumere per evitare che le criticità del passato possano ripetersi».Nel corso dell’audizione, l’assessore Gianluca Di Cocco e la dirigente Daniela Prandi hanno ripercorso le principali tappe della gestione ATRAL.

Ed è proprio la ricostruzione temporale a porre una delle questioni più rilevanti. L’affidamento originario del servizio risale al 2005, con una durata prevista di cinque anni. La scadenza naturale arrivò nel 2011, come riferito dagli uffici. Da quel momento, tuttavia, il Comune procedette con 18 proroghe successive nell’arco di circa otto anni, fino ad arrivare al nuovo affidamento del servizio nel 2018.

Una domanda, dunque, resta inevitabile: se il contratto originario aveva una durata di cinque anni, perché il servizio è stato prorogato per altri otto anni attraverso 18 proroghe? E ancora: se il servizio era ritenuto meritevole di essere prorogato così a lungo, doveva essere stato considerato un buon servizio dall’Ente. Ma, se così era davvero, come si è arrivati contemporaneamente a un contenzioso che ha già comportato esborsi per oltre sei milioni di euro?

Sono interrogativi che richiedono una risposta amministrativa puntuale, oggi non arrivata, e che non possono essere liquidati con la semplice considerazione della continuità amministrativa. La continuità, infatti, impone di conoscere e verificare ciò che è accaduto prima, anche da chi c’è oggi ed eventualmente non c’era allora, proprio per evitare di riprodurne gli errori.

Dalla ricostruzione effettuata oggi è emerso, inoltre, che il contenzioso ha avuto origine, tra le altre questioni, dalle contestazioni relative ai conguagli e agli adeguamenti contrattuali intervenuti nel corso dei diversi rapporti contrattuali. È però emerso anche che l’entità dell’esborso sarebbe da attribuire, più che alle sorti capitale, spesso non così significative, agli interessi maturati in tutti questi anni, come riferito dagli uffici. Una vicenda tecnicamente complessa, che la Commissione intende approfondire ulteriormente anche con il coinvolgimento dell’Avvocatura comunale. Un altro elemento emerso durante la seduta riguarda l’ipotesi di una possibile definizione transattiva della controversia.

Alla mia domanda sull’indirizzo attualmente seguito dall’Amministrazione, l’assessore Di Cocco ha riferito che è in corso di elaborazione, insieme agli uffici, una proposta di transazione da sottoporre alla sindaca. La dirigente Prandi ha inoltre riferito del progetto di costituire un gruppo di lavoro interdisciplinare, con il coinvolgimento di un tecnico peritale esterno, che comporterà quindi ulteriori oneri per il bilancio comunale, dell’Avvocatura, del settore finanziario, della Segreteria generale e degli uffici competenti per il trasporto pubblico.

“Su questo punto – sottolinea Ciolfi – credo sia necessario comprendere anche perché si sia arrivati soltanto oggi a ragionare concretamente di una possibile transazione, considerando che è stato lo stesso assessore ad affermare oggi che le somme dovute ad ATRAL dovranno essere corrisposte. Se una parte così rilevante dell’esposizione deriva dagli interessi maturati nel tempo, anche nel corso di 8 anni di proproghe, per somme che dovevano essere corrisposte, è legittimo chiedersi se non sarebbe stato possibile intervenire prima per tentare di arrestare questa emorragia finanziaria». La vicenda ATRAL, però, pone anche una questione che guarda direttamente al futuro”.

“Il caso ATRAL dovrebbe essere un faro per le scelte che l’Amministrazione sta compiendo oggi sul nuovo trasporto pubblico locale. Io ho espresso chiaramente la mia contrarietà, sia in Commissione sia in Consiglio comunale, alla scelta operata da questa Amministrazione della concessione in luogo dell’appalto del servizio. E l’ho fatto per una ragione molto semplice: se un Ente non è stato in grado di controllare adeguatamente un contratto di servizio, come può pensare di avere gli strumenti e le risorse necessarie per controllare una concessione, che presenta dinamiche ancora più complesse e durature?».La questione non riguarda soltanto ATRAL. Riguarda la capacità del Comune di Latina di esercitare efficacemente il proprio ruolo di controllo sui servizi affidati a soggetti esterni”.

“Abbiamo davanti agli occhi altre esperienze che dovrebbero indurre alla massima prudenza – prosegue Ciolfi – dalla piscina comunale, gravata da un contenzioso che accompagna da anni la concessione, al cimitero, dove le criticità del servizio e i contenziosi sono parte della storia della gestione, fino alla vicenda della metro, una concessione naufragata ancor prima di poter partire. Non possiamo continuare a scegliere lo strumento della concessione senza prima interrogarci sulla capacità effettiva dell’Ente di governarlo e controllarlo”.

Per la presidente della Commissione Trasparenza, dunque, la lezione che arriva dal caso ATRAL è precisa: non basta affidare un servizio. Occorre essere in grado di controllarlo, contestare tempestivamente ciò che non funziona, adempiere puntualmente agli obblighi dell’Ente e intervenire prima che le controversie diventino debiti milionari.

“La trasparenza non serve soltanto a ricostruire chi ha fatto cosa nel passato. Serve soprattutto a impedire che gli stessi meccanismi si ripetano. I sei milioni già corrisposti dal Comune devono rappresentare un monito. Perché, se dagli errori del passato non impariamo nulla, rischiamo semplicemente di trasferire il problema dal vecchio al nuovo affidamento, passando per l’attuale».

La Commissione ha quindi stabilito di proseguire l’approfondimento, anche con il coinvolgimento dell’Avvocatura comunale, per esaminare nel dettaglio l’evoluzione del contenzioso, le responsabilità amministrative e contrattuali e le prospettive della sua eventuale definizione”.

Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi, Presidente della Commissione Trasparenza e Legalità del Comune di Latina.

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