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Procura della Repubblica di Latina

GLOBO/EX SERANFLEX: CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER PIATTELLA, MANSUTTI E GLI ALTRI

in Giudiziaria

Il pubblico ministero di Latina Valentina Giammaria ha chiesto, davanti al giudice del Tribunale Pierpaolo Bortone, il rinvio a giudizio per tutti gli indagati del caso Globo.
I reati contestati, a vario titolo, sono lottizzazione abusiva e violazione di una serie di norme urbanistiche per la realizzazione del megastore sulla Pontina realizzato sull’area dell’ex Seranflex di oltre 32mila metri quadrati e posto sotto sequestro nel luglio 2016
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Gli indagati sono Giancarlo Piattella, amministratore unico della società Mimosa Park beneficiaria dei titolo abilitativi, il figlio Piero Piattella, l’architetto Luca Baldini che si era occupato della sanatoria accusato di aver istruito la pratica di condono presentata dai proprietari del sito ex Seranflex, pur sapendo che fosse falsa, l’ex dirigente del Comune di Latina Ventura Monti, l’imprenditore Roberto Bianconi, Nicola Di Nicola amministratore della società Cosmo srl, il tecnico della variante Patrizia Marchetto, la progettista Fiorella Abbenda, Luigi Paolelli, Stefano Gargano, Giovanni Passariello e l’avvocato, ex Presidente del PD provinciale, Maurizio Mansutti che ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato.

In sintesi, secondo gli inquirenti, gli imputati avrebbero trasformato un’area agro-artigianale in un’area commerciale compresa di parcheggio, cambiandone la destinazione d’uso. Tutto nasce con un permesso a costruire risalente al 2003, per cui è l’ex dirigente dell’Urbanistica Ventura Monti (coinvolto anche nell’inchiesta “Olimpia” come Luca Baldini) è accusato di aver autorizzato la sanatoria del mutamento di destinazione d’uso dell’opificio ex Seranflex (una fabbrica di serramenti), per il permesso a costruire del 2009, con cui si autorizzava la demolizione e la ricostruzione dell’opificio con destinazione totalmente commerciale, e per la variante con cui si autorizzava l’accorpamento di tale immobile a un altro che aveva destinazione residenziale, ubicato nelle vicinanze, oltre che per il via libera ad aree destinate a parcheggio in zona agricola non coperte dalla sanatoria: un intervento autorizzato in contrasto con il Piano regolatore e con la normativa regionale.

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