GIUDICE DI PACE A TERRACINA, TINTARI BACCHETTATA DALL’ORDINE DEGLI AVVOCATI

Roberta Tintari
Roberta Tintari

Giudice di Pace di Terracina, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati Giacomo Mignano al Sindaco di Terracina: “I disagi restano”

“Facendo seguito alla riunione tenutasi il giorno 30 giugno, presso Ia sede dell’Ufficio del Giudice di Pace di Terracina, per verificare Ia più volte denunciata situazione di grave crisi che sta interessando lo stesso e per assumere le opportune iniziative, onde scongiurare una sua possibile soppressione, cui non ha inteso partecipare, si spera, non per disinteresse, ma, perché assorbita da più rilevanti impegni, con la presente intendo significarle il permanere del dedotto disagio“. A scriverlo, in una nota, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Latina dopo un oltre due settimane dall’incontro che si è tenuto a Terracina proprio per risolvere la grave situazione che si vive all’ufficio del Giudice di Pace.

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“Inutile dire – prosegue Mignano rivolto a Tintari – che ha perso una grossa occasione, per avere una compiuta contezza delle gravissime disfunzioni che il Presidio sta facendo registrare, come ha potuto accertare il Dott. Giampiero Negossi (nda: Dirigente del settore Finanza del Comune di Terracina), intervenuto all’incontro in Sua rappresentanza. Per sua opportuna conoscenza intendo farle presente che i correttivi nel frattempo adottati dall’Amministrazione sono dei meri palliativi inidonei a risolvere le impellenti problematiche che affliggono I’Ufficio. II trasferimento di una unità lavorativa, per il limitato periodo di tre mesi, non può ritenersi altro che una mera soluzione tampone, non in grado di dare prospettiva all’attività giudiziaria e soprattutto aIla acclarata situazione di crisi e di ritardo nell’evadere gli affari”.

“L’inserimento di un funzionario in un Ufficio Giudiziario, quale dovrebbe essere quello di Terracina, per la particolarità delle attribuzioni svolte, presuppone una particolare formazione tecnica ed il Ministero della Giustizia, del tutto coerentemente, non propenso ad investire risorse e tempo su addetti di mero passaggio. Al fine di chiarire una volta e per tutte Ia situazione e quella che deve essere la sorte del Presidio, appare opportuno conoscere se il Comune di Terracina, al di là della cortesia e dell’impegno profusi dal Dott. Negossi, abbia effettivamente interesse a preservarlo o preferisca che venga accorpato a quello di Latina ovvero a quello di Fondi, ove la locale Amministrazione, con lungimiranza, chieda di poter acquisire nella sua circoscrizione anche quella terracinese”.

“Inutile dire che Ia paventata soppressione rappresenterebbe una vera e propria privazione per il suo ambito di riferimento alla luce degli scenari che si stanno profilando con Ia nuova riforma della geografia giudiziaria. Secondo il disegno proposto e che sta trovando l’unanime consenso di tutte le forze politiche, le strutture del Giudice di Pace esistenti potrebbero essere trasformate in veri e propri piccoli Tribunali, con tutto quello che simili strutture sono in grado di offrire al territorio interessato. Le ricordo che gli Uffici Giudiziari non rappresentano uno strumento a servizio della sola Classe Forense ma di tutta la collettività, in quanto, se obiettivamente funzionanti, sono idonei a supportare appieno l’economia locale oltre che a offrire un forte punto di riferimento per contrastare Ia criminalità e le forme di insediamento di quella organizzata“.

“Ma a quanto pare, tutto questo, – conclude Mignano – non sembra interessarla più di tanto. Vorrà dire che un Presidio, nato nel 49 a.C., per volontà delle autorità romane, sotto i Consoli Lucio Cornelio Lentulo e Gaio Claudio Marcello, rischia, dopo più di duemila anni, Ia sua fine sotto Roberta Tintari Sindaco: una cosa questa di cui, di certo, non si potrà andare molto fieri, ma purtroppo è cosi”.

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