GIOVANE ACCOLTELLATO A FORMIA: I DUE ACCUSATI MUTI DAVANTI AL GIUDICE

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Il tribunale di Cassino

Accoltellamento a Formia: non rispondono i due giovani individuati come responsabili dell’accoltellamento del ragazzo avvenuto in Piazza Testa a inizio dicembre

Ciro Bonifacio, 32 anni, di Castelforte, e Carmine Solda, 23enne di Santi Cosma e Damiano, difesi dagli avvocati Cardillo Cupo e Santamaria, hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere dinanzi al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino, Massimo Lo Mastro.

I due giovani del sud pontino sono accusati di aver accoltellato il ragazzo di 22 anni lo scorso 4 dicembre di fronte al locale “Perla Negra”, ubicato nei luoghi della movida formiana in Piazza Testa.

Gli agenti di Polizia del Commissariato di Formia, lo scorso 29 dicembre, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari e al divieto di dimora, su richiesta del sostituto procuratore Chiara D’Orefice, nei confronti dei due giovani : si tratta, per l’appunto, di Ciro Bonifacio e Carmine Sola. Il primo sarebbe l’aggressore, il secondo colui che ha fornito il coltello.

Ciro Bonifacio è stato recentemente condannato, in primo grado, a 8 anni e 1 mese nell’ambito dell’inchiesta dei Carabinieri denominata “Anni 2000” che ha colpito i clan tra Castelforte e Santi Cosma Damiani, Antinozzi e Mendico. Il 32enne ha sul groppone anche una denuncia per lesioni in ordine ad un altro fatto violento avvenuto tempo fa, mentre il più giovane, Carmine Sola, per altri fatti, è accusato di spaccio di droga.

L’accusa è quella di lesioni personali aggravate e porto abusivo d’arma per via dell’episodio accaduto nella notte tra il 3 e il 4 dicembre scorsi quando, a Formia, in Piazza Testa, in uno dei luoghi più frequentati dai giovani e meno giovani nelle serate in città, fu accoltellato il giovane di 22 anni.

Il 22enne rimasto ferito a una spalla fu condotto nel nosocomio locale. La prognosi è stata di 10 giorni. Sin da subito si mise in moto la Polizia di Stato con indagini che sono sfociate oggi nelle misure cautelari dei due giovani. Il movente parrebbe essere quello dei futili motivi: uno sguardo di troppo, un po’ di spumante versato sulla giacca di Bonifacio e in breve tempo si è passati alle vie di fatto.

Dopo quell’episodio, il Questore di Latina, Raffaele Gargiulo, ha emesso il 7 dicembre un provvedimento di sospensione per una settimana del locale Perla Negra da dove è partito il litigio finito nell’accoltellamento.

Gli accertamenti – motivava il provvedimento del Questore – hanno consentito di stabilire che il ferimento del ragazzo è stato l’epilogo di una lite iniziata per futili motivi all’interno dell’esercizio commerciale, dove erano presenti un gran numero di clienti. Nella circostanza nessuno degli addetti che prestavano servizio ha ritenuto opportuno segnalare alle Forze di Polizia quanto accaduto all’interno del locale al fine di scongiurare più gravi episodi così come poi si è verificato, limitandosi ad accompagnare all’esterno i due litiganti.

Neppure era stata fatta alcuna richiesta successivamente al ferimento. La mancata collaborazione registrata nell’occasione – concludeva l’atto di sospensione – è stata valutata quale elemento di rischio per l’ordine e la sicurezza dei cittadini e, visto il grave fatto di cronaca accaduto, la Questura ha ritenuto di adottare detto provvedimento al fine di scongiurare che possano ripetersi episodi analoghi.

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