GIORNO DEL RICORDO: FONDI RICORDA LE VITTIME DELLE FOIBE

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In memoria delle vittime delle foibe: il Comune di Fondi celebra il “Giorno del Ricordo”. Breve cerimonia mercoledì 10 febbraio con studenti e istituzioni

La deposizione di una corona ai piedi della targa di Piazza Martiri delle Foibe, la lettura di due brani a tema e un discorso alla presenza di istituzioni e studenti: sarà breve ma significativa la cerimonia organizzata dal Comune di Fondi in occasione del “Giorno del Ricordo” che ricorre mercoledì 10 febbraio.

Obiettivo dell’iniziativa, in linea con la legge approvata dal Parlamento italiano nel 2004, il ricordo di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle proprie terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra ma anche un approfondimento storico in grado di stimolare momenti di riflessione tra i ragazzi.

L’iniziativa si propone, infatti, da una parte di commemorare le vittime dell’eccidio, dall’altra di promuovere, mediante le scuole, un’approfondita e consapevole conoscenza delle ragioni storico sociali che hanno portato l’umanità a pagare un ulteriore tributo di sangue dopo il drammatico bilancio della seconda guerra mondiale.

A causa delle restrizioni anticovid, saranno presenti soltanto due classi dell’istituto comprensivo “Don Lorenzo Milani”, scelto in rappresentanza delle scuole fondane per vicinanza al luogo della cerimonia. Non mancheranno, tuttavia, iniziative di approfondimento negli altri istituti della città in linea con quanto avverrà nel resto d’Italia.

Alla cerimonia, in programma a partire dalle ore 9:00 in Piazza Martiri delle Foibe, parteciperanno il sindaco Beniamino Maschietto, la giunta, i consiglieri comunali, una rappresentanza del comitato “10 febbraio” e il comandante della Polizia Locale Giuseppe Acquaro assieme ad alcuni agenti.

Dopo la deposizione della corona, l’attore Giovanni Pannozzo leggerà due brani particolarmente significativi.

Il primo, è stato scritto nel 2011 dal poeta contemporaneo Manlio Visintini ed è intitolato “Le foibe di Trieste”. Il secondo, omonimo, è invece un breve ma toccante brano della poetessa Letizia Forchiari, scomparsa nel 2002.  

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