Punta Stendardo
Punta Stendardo

GAETA. L’OCCUPAZIONE DEL LUNGOMARE CABOTO “NON SUSSISTE”. ASSOLTI IL SINDACO E GLI ALTRI IMPUTATI

in Giudiziaria

Dopo una lunga battaglia procedurale, che è passata anche per una originaria richiesta di sequestro dell’intero fronte mare di Gaeta, per una lunghezza di oltre 9 Km., all’udienza di ieri tutti gli imputati sono stati assolti dal Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Cassino Dott. Domenico Di Croce, con sentenza di non doversi procedere perché il fatto non sussiste.

Cosmo Mitrano

Sul banco degli imputati amministratori, dirigenti e tecnici, il sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano assistito dall’avv. Antonio Buonemani, il comandante della Polizia Locale di Gaeta Mauro Renzi assistito dagli avv. Vincenzo Macari e Zaza d’Aulisio, Pasquale Fusco assistito dagli avv. Alfredo D’Onofrio e Renato Archidiacono, Antonio Di Tucci assistito dall’Avv. Pasqualino Magliuzzi, Pasquale Petrone assistito dall’Avv. Ammendola, Pasqualino Monti assistito dall’Avv. Miroli, Fabio Ciani assistito dagli avv. Giudetti e Pierantozzi, e Rosaria Casaburi (legale rappresentante delle cooperativa Blu Gaeta a cui fu assegnato dal Comune il servizio di vigilanza e controllo del parcheggio) assistita dall’Avv. Giuseppe Matarazzo.

Già nel 2016, il gip di Cassino Angelo Valerio Lanna aveva rigettato la richiesta della Procura ciociara per il sequestro preventivo dell’area oggetto del procedimento penale, ossia quella zona adibita (demanio marittimo) a parcheggio sul Lungomare Caboto che si estendeva per circa 9000 mq da Punta Stendardo (estremità ovest di Gaeta medievale) a San Carlo – La Piaia (lato est della costa al confine con il territorio di Formia).

Cassino
Tribunale di Cassino

Le contestazioni del Pm dott. Eugenio Rubolino si concentravano sull’assenza di un valido ed efficace titolo autorizzativo da parte dell’Autorità Portuale, l’ente che ha la competenza per il tratto in questione.
Tutto a partire dalla data cruciale, inizio di questa vicenda, l’8 aprile del 2013 quando l’Autorità Portuale, in seguito ad una interlocuzione con il Comune di Gaeta, inviò una nota all’amministrazione comunale invitandola alla regolarizzazione dell’utilizzo della fascia di territorio.
Il Comune si limitò a non rispondere proseguendo ad utilizzare l’area adibita a parcheggio e a espletare le gare finalizzate all’affidamento del servizio di gestione del parcheggio medesimo.

Per tale ragione, al gip Lanna non parve verificarsi “una vera e propria occupazione” per due motivi: l’Autorità Portuale, considerata la mancata risposta del Comune di Gaeta, si è poi disinteressata al destino dell’area, non procedendo a nessun sollecito; non si è realizzato nessun tipo di occupazione attraverso parcometri o l’edificazione di opere. Concludeva il gip che “sembrerebbe trattarsi più di una indebita utilizzazione“.

Per quanto riguardava l’abuso d’ufficio (al sindaco Cosmo Mitrano era contestato il concorso in abuso d’ufficio) con l’affidamento del servizio di vigilanza alla cooperativa Blu Gaeta, il gip che rigettò l’istanza di sequestro dell’area scrisse che al massimo si poteva trattare di “distorta prassi amministrativa”.

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