FRODE CON GLI PNEUMATICI: FISSATI GLI INTERROGATORI PER L’IMPRENDITORE DI FORMIA E IL 67ENNE DI MINTURNO

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Fissati gli interrogatori di garanzia per i due uomini della provincia pontina destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Tribunale di Napoli Nord che ha messo in luce una frode milionaria sul commercio degli pneumatici

Lo scorso 5 maggio, i finanzieri della Compagnia di Formia, guidati dal Colonnello Sergio De Sarno e dal Capitano Nicola Maglione, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli Nord Vera Iaselli, su richiesta del pm della Procura di Napoli Nord Valeria Palmieri, nei confronti di 5 persone (2 agli arresti domiciliari e 3 con obbligo di dimora). Tra di loro, agli arresti domiciliari, l’imprenditore 53enne di Formia, A.S., impegnato nella vendita e commercializzazione di pneumatici lungo la superstrada per Cassino.

Il 53enne è ritenuto dagli inquirenti ai vertici di un’organizzazione insieme ad un altro imprenditore originario di San Marcellino, in provincia di Caserta, anche lui posto ai domiciliari. Secondo gli investigatori (la cui indagine si è spinta fino a Trapani), il sistema di frode era stato predisposto dai due uomini: il presunto sodalizio acquistava pneumatici all’estero, in Belgio e Olanda, in regime di sospensione dell’Iva da società italiane rivelatesi cartiere, tutte riconducibili a prestanomi compiacenti. Successivamente rivendevano i prodotti sul mercato nazionale con l’applicazione dell’Iva che, non venendo versata a monte, diveniva profitto illecito della frode fiscale.

Tra gli indagati, c’è anche un uomo di Minturno, originario di Napoli, il 67enne F.D., destinatario della misura dell’obbligo di dimora.

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L’11 maggio l’imprenditore formiano, difeso dall’avvocato Vincenzo Macari, e il 67enne di Minturno, difeso dall’avvocato Andrea Mandalà, saranno interrogati in video-conferenza presso il Tribunale di Cassino dal Gip Domenico Di Croce.

Nell’operazione eseguita dalla Compagnia di Formia, sono stati sottoposti a sequestro denaro, beni mobili e immobili riconducibili a diverse società operanti nel settore del commercio di pneumatici, tra il Basso Lazio e la Campania, per un ammontare complessivo di oltre 8 milioni di euro.

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