FONDI, SUCCESSO PER L’INIZIATIVA DI “VIVILA”

Tra “Fascino” e “Incanto” il Centro Storico di Fondi si è regalato altre due bellissime serate di arte diffusa. Con il sempre più apprezzato prodotto culturale proposto dall’Associazione Il Quadrato Fondi – APS che, attraverso esibizioni e performance artistiche in angoli caratteristici della Città vecchia, contribuisce a vivacizzare il fine settimana fondano. Sono stati, infatti, in circa duecento tra Sabato e Domenica, tra concittadini e turisti, a raccogliere l’invito di “Vivila”.

La tappa di Sabato 12 Settembre dedicata al “Fascino” ha registrato la presenza, nelle vesti di ciceroni, di ClaudioLuigi e Stefano dell’Associazione Liberamente. I ragazzi, accompagnati dagli operatori dell’organizzazione, hanno presentato ogni singolo artista prima delle loro esibizioni. La serata è stata aperta dal sassofono di Laura Venditti, che ha accompagnato l’esposizione fotografica di Lucia Paparello e da una sorprendente opera pittorica di Alessandro Benvenuti. 

Il fascino cambia volto tre volte: nasce da uno sguardo che non si stacca, si fa pietra millenaria che ancora attrae, si allarga nel mito di un orizzonte senza confini, e infine si posa sul ricordo, che rende tutto un po’ più bello di come fu davvero, nelle musiche di Morricone e Rota eseguite da Laura Venditti

Un viaggio tra antico e moderno quello proposto da Lucia Paparello. Attraverso tre sue fotografie raffiguranti l’Ara Pacis Augustae di Roma. Il passato avvolto in una struttura moderna realizzata nel 2006 dall’architetto statunitense Richard Meier, le luci delle vetrate donano fascino e speranza, speranza di aver anche nel nostro contemporaneo un periodo di pace senza guerra alcuna.Alessandro Benvenuti, infine, ha scelto di “giocare” con il pubblico, affiancato da sua figlia Nina. 

Ha allestito una composizione di piccoli quadri, pazientemente predisposto come un puzzle, che lasciava intravedere la sagoma di un elefante indiano. La stessa Nina è entrata nel quadro nel finale, rappresentata anche lei a bocca aperta, intenta a fotografare il mastodontico animale durante un safari immaginario. La performance è stata accompagnata dalla lettura di un aforisma di Roger Housden, che racchiude molto della poetica e della visione dell’artista, perché “Mantenere la fiducia nella vita significa sperimentare che ogni cosa, tutto ciò che ci arriva, qualunque cosa sia, ha il suo posto nel puzzle della nostra esistenza”.Alle porte del quartiere le opere della giovanissima pittrice Michela Lambraia. La sua ricerca pittorica si basa su tre punti cardine: l’indagine sul segno, la lettura e l’interesse per l’elemento naturale. La letteratura e la poesia sono un luogo di tematiche che cerca di riformulare attraverso le serie che realizza. Tutti i lavori che compongono questi cicli creano nell’insieme una narrazione totale che viene elaborata principalmente attraverso il segno, un mezzo per lei estremamente naturale, perché ogni segno, seppure informale, emula anche inconsciamente ciò che nella natura è già presente ed esiste.Nello splendido Giardino di Palazzo Prota, un particolarissimo tributo al Prof. Enzo d’Ettorre, il cui lascito è la manifestazione tangibile del fascino esercitato dal desiderio di conoscere per non perdere nulla. D’Ettorre ha raccolto tutto ciò che riguardava Fondi, dal dialetto e i modi di dire agli elementi architettonici e alla genealogia, per mantenerne viva la Memoria. La vita e la personalità di questo “straordinario uomo comune” sono state raccontate da Domenico di Biasio, accompagnato alla chitarra da Sandro Sposito, attraverso un monologo scritto da Mariacristina Cavolo.

In Piazza della Repubblica ha accolto i visitatori il Prof. Massimiliano Di Fazio. Il suo era uno degli interventi più attesi della serata e non ha tradito le aspettative. In poco più di dieci minuti ha raccontato le evoluzioni della campagna di scavi che sta portando avanti a Pianara, coinvolgendo anche alcuni studenti della sua squadra. Suggestivo il percorso verso Via Marconi dove le mura e la proiezione di immagini hanno regalato momenti indimenticabili a tutto il pubblico di Vivila.Alessandro Riccardi ha recitato, all’interno del Cortile di San Simeone, un monologo che sviluppa una riflessione sulla differenza tra bellezza e fascino, intesi come due modi opposti di rapportarsi a un luogo, in particolare un Centro Storico. La bellezza come qualcosa di passivo e “democratico”: si offre al giudizio di chiunque, si fotografa, si osserva distrattamente e si può ignorare senza conseguenze. Il fascino, al contrario, è attivo: non si lascia guardare ma guarda, sorprende chi non lo cerca e si rivela solo a chi rallenta e osserva con attenzione, come accade al narratore in un vicolo buio, dove crepe nei muri e davanzali scrostati smettono di essere segni di degrado e diventano tracce di storie non concluse. Il monologo si è chiuso con un invito diretto al pubblico: durante la passeggiata notturna, non cercare l’immagine più bella da fotografare, ma l’angolo capace di sorprendere davvero, un incontro autentico con il luogo, non uno spettacolo consumato in fretta.Vincenzo Bucci ha esposto lungo Corso Appio Claudio alcuni suoi scatti, per un “Fascino senza tempo: tra Medioevo e Rinascimento”. Le fotografie rappresentano un viaggio visivo dove lo sguardo contemporaneo incontra l’eleganza di un’epoca remota. La sua Mostra Fotografica ha esplorato la molteplicità del fascino attraverso una serie di ritratti. I soggetti, di bambini e adulti, indossano abiti e costumi accurati del periodo medievale e rinascimentale, ma il vero protagonista è l’espressività dei volti. Se la scrittura narra la società attraverso la fluidità delle parole, la fotografia la racconta per sintesi visiva: un singolo scatto diventa una pagina incisiva capace di declinare identità, cultura, mutamenti sociali e stati d’animo con la stessa forza di un romanzo. Bucci ha chiuso il suo intervento con una citazione del grande maestro della fotografia Fred Barnard: “Un’immagine vale più di mille parole”.Il giovane scrittore e sceneggiatore Francesco Grilli ha presentato “L’attesa”. Il suo racconto è risultato vincitore della targa speciale “Cronache Picene” nell’ambito del Premio Letterario Nazionale Città di Ascoli Piceno nel 2021. Riconoscimento poi pubblicato nell’antologia contenente le opere vincitrici del Premio, edita dalla Casa Editrice “le Mezzelane”. 

In Largo Ippolito de Medici gran finale con la splendida voce di Laura Di Russo accompagnata alla chitarra di Leonardo Iudicone, a seguire la presentazione di alcune opere delle pittrici Giulia Pagano ed Emanuela Di Perna. La prima, da qualche anno lontana da Fondi, ha scelto di tornare attraverso la propria arte, ha come cifra stilistica il caffè, utilizzato come pigmento per realizzare opere figurative su carta artigianale amalfitana. Una tecnica insolita, molto apprezzata dal pubblico. La Di Perna ha, invece, voluto rappresentare il dolore e la forza che può scaturire dal fascino, che non è solo bellezza ma anche energia e modo di essere. E tutto quello che ci fa male può essere trasformato in qualcosa di prezioso e bello, sicuramente autentico.

La tappa di Domenica 13, dedicata all’Incanto, è stata aperta dalla voce del giornalista e scrittore Simone Nardone. Un estratto di “Viaggio in Italia” del poeta tedesco Johann Wolfgang von Goethe nel quale descrive la Piana di Fondi nel 1787 e la sua Poesia “Come un Soffio”, dalla raccolta “Lontano da Me”, in cui Nardone omaggia in versi la sua Città hanno anticipato un commosso ricordo del Prof. Gaetano Carnevale che tanto si è speso per il recupero della zona e al quale è dedicato il vicolo adiacente il Museo Ebraico.

In prossimità dell’arco di ingresso alla Giudea hanno trovato spazio le tele del pittore Mauro Bianchi, già ospite di “Vivila” in altre occasioni. Il suo stavolta è stato un racconto artistico molto intimo e confidenziale con il pubblico, attraverso l’esposizione di tre opere, una delle quali dedicata alla nipotina di soli tre anni, e un lavoro su carta che Bianchi ha mostrato personalmente, prodotto all’indomani del tragico naufragio di migranti a Cutro. Le sue parole e la sua arte hanno toccato molto il pubblico.

La parte superiore della Portella, uno dei luoghi magici del Centro Storico di Fondi, ha ospitato la sassofonista Laura Venditti che per l’occasione ha eseguito un brano dedicato a una delle più famose maschere della commedia dell’arte, Colombina, perché incarna l’incanto dell’illusione ed è la sola tra le maschere a mostrare il volto, incanta con la forza dello sguardo, della grazia e dell’astuzia. Il suo è un incanto scenico e ritmico, un gioco brillante di intelligenza e seduzione con cui muove i fili della trama e incatena chi la osserva, trasformando la semplicità di una servetta nel fascino irresistibile della vera protagonista.Piazza della Repubblica si è trasformata per qualche minuto in una Galleria d’Arte prima, con le esposizioni pittoriche di Emanuela Di Perna e Alessandro Benvenuti, e poi in un palcoscenico naturale che si è prestato alla performance delle allieve della Dance Academy. La Di Perna ha scelto di puntare sullo sguardo di un uccello, la grazia di un volo nel buio guidato dalle lucciole, e una farfalla che si posa sulla mano, fidandosi di noi, per trasmettere l’importanza di cogliere la magia nei dettagli più fragili della natura. Ogni tela esposta ha raccontato un tentativo di fermare il tempo e proteggere la meraviglia che ci circonda. Benvenuti, invece, ha voluto spostare l’attenzione dalla magia che l’arte è in grado di esercitare sullo spettatore all’incantamento cui è soggetto l’artista. Un processo creativo che si svolge attraverso lo scambio fra ciò che è la nostra interiorità e il suo rapporto con l’esterno, da cui si prende a piene mani. Per manifestare come l’arte abbia bisogno di tornare alla fonte, Benvenuti ha realizzato un quadro in estemporanea ed esposto altre tele che parlano della performance artistica che porta da Aspera ad Astra. Per interpretare la serata di “Incanto” la Dance Academy diretta da Miriam Sciarra ha scelto di affidare alla bellezza e l’eleganza delle giovani allieve Elisa Velletri, Ludovica Iannitti, Valeria di Sarra, Matilde Arcidiacono e Sara di Mario, il compito di incantare il pubblico di “Vivila” con la danza. Le coreografie danzate su tre brani di Čajkovskij arrangiati da Carl Davis sono state realizzate dalla Maestra Rosanna Leone. Nel grazioso giardino del B&B MamaOh in Via Mazzini, lo scrittore Paolo Fiore ha proposto un cammino di musica e parole, intrecciando i volti dell’incanto e del disincanto con brani musicali cantautorali, per seguire la dimensione del viaggio. Una performance tra le più apprezzate in questa Edizione 2026 di “Vivila”. A seguire apertura straordinaria del Duomo di San Pietro per permettere al pubblico di “Vivila” di ascoltare la pianista Anisley Delgado che ha interpretato all’organo l’Ave Maria di Schubert, una preghiera d’amore in un momento storico così particolare. Un’esibizione che è piaciuta moltissimo e ci ha permesso di proporre un’altra artista che da qualche anno è diventata nostra concittadina e che sarà protagonista anche di altre tappe della Rassegna. In Via Ludovico Ariosto Francesco Grilli ha letto il suo racconto “La piccola fiammiferaia”, opera prodotta nell’ambito del Corso “Voi siete qui: la Letteratura oggi in Italia”, promosso dalla Scuola Belleville di Milano. Elaborazione supervisionata dal vincitore del Premio Strega Vanni Santoni, il racconto è stato scelto per essere pubblicato dalla rivista letteraria on line “Spore”, con l’editing di Diletta Crudeli, autrice e curatrice della collana “Cuspidi” per Moscabianca Edizioni. Tappa finale in Largo Ippolito de Medici con la pittrice Silvia Iacozza, che ha rappresentato il suo Cammino di Santiago de Compostela, in cui la parola chiave era l’essenziale. Così la magia dell’incanto si riconosceva nel valore delle piccole cose, nella meraviglia e nei gesti di ogni giorno. Un’esperienza che ha incuriosito molto il pubblico.

“Vivila” tornerà con Splendore e Grazia nelle serate di Sabato 19 e Domenica 20 Settembre. Scalpitano altri artisti, molti ancora non esibitisi in questa 2a Edizione della Rassegna, scopriremo altri luoghi magici, presenteremo progetti e inviteremo a riflettere sulle enormi potenzialità del Centro Storico. Perché siamo convinti che questa manifestazione possa stimolare le coscienze e aprire nuovi orizzonti di crescita e arricchimento culturale per questa Città.

Articolo precedente

GAETA, CELEBRATA LA CITTADINANZA ONORARIA AL PIME

Articolo successivo

FERMATO SULLA SS PONTINA CON ARMA CLANDESTINA E MUNIZIONI: CONFERMATO IL CARCERE

Ultime da Attualità