Fermarono un connazionale spacciandosi per poliziotti: accusati di rapina, due uomini sono a processo a Latina
Una rapina avvenuta undici anni fa, fine estate 2015. È il 29 agosto quando Alexandru Ionut Firan (oggi, 35 anni) e Nicu Bigu (oggi, 43 anni) fermarono, sulla strada statale Pontina, all’altezza del Comune di Aprilia, un connazionale che si stava dirigendo a Roma per passare un giorno insieme a una donna, anche lei rumena.
I due rumeni, entrambi alla sbarra dinanzi al primo collegio del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Eugenia Sinigallia, devono rispondere di rapina in concorso perché architettarono un piano per rubare all’uomo un bel po’ di soldi. Un piano messo in pratica probabilmente con l’aiuto della donna che la vittima stava portando con sé in auto.
La donna, infatti, con più scuse – andare il bagno o comprare le sigarette – fece fermare lungo il tragitto da Lavinio a Roma, più volte, il suo connazionale alla guida. Una volta fuori dalla Nettunense, l’auto imboccò la Pontina e da lì iniziò il raggiro.
La vittima, che di mestiere fa il commerciante di titoli di viaggio, in una delle soste, si vide piombare una Citroen Xsara di colore grigio con a bordo Bigu e Firan. I due, scesi dall’auto, avrebbero detto all’indirizzo del malcapitato: “Polizia! Documenti!”, con tanto di paletta e tesserino in uso alle forze dell’ordine.
Al che, Firan, entrato nell’auto del connazionale, in qualità di “poliziotto”, avrebbe sottratto un borsello contenente ben 4mila euro. Un ritrovamento che, secondo la denuncia della vittima, non fu casuale in quanto la donna, che aveva a bordo con sé, sapeva essere presente nell’auto. Infatti, prima di essere fermato dai finiti poliziotti, la stessa donna avrebbe freneticamente inviato più messaggi dal cellulare.
Ad ogni modo, accortosi del raggiro, l’uomo avrebbe tentato di fermare Firan che, di tutta risposta, tirò fuori una pistola per sparagli a salve contro.
Per tali fatti, i due rumeni sono a giudizio in un processo che è stato di nuovo rinviato al prossimo 23 dicembre. Infatti, in data odierna, 9 settembre, avrebbe dovuta essere escussa come testimone la donna che si trovava in auto con la vittima del raggiro. Non è stata possibile ascoltare la testimonianza in quanto, pur essendo video-collegata, la donna non si trovava nel Tribunale rumeno, ma nel carcere dove è reclusa. Per tale ragione, il Tribunale pontino è stato costretto a rinviare l’udienza. Firan e Bigu sono difesi dagli avvocati Tedesco e Pica.
L’indagine è stata portata avanti dalla Polizia Stradale di Aprilia da cui la vittima si era recata per denunciare. A coordinare l’inchiesta l’allora pubblico ministero Luigia Spinelli, oggi Procuratore Aggiunto di Latina.
