Formia, scatta di nuovo l’ordinanza di demolizione e ripristino dei luoghi per una della case dei Bardellino in via Giorgio La Pira
A firmare l’ordinanza di demolizione è il dirigente del settore Edilizia, Pietro D’Orazio, lo stesso che, a Sperlonga, ha dichiarato abusivo l’hotel Grotta di Tiberio.
Il provvedimento impone di procedere alla demolizione delle opere abusive accertate ed il ripristino dello stato dei luoghi precedente l’esecuzione degli abusi relativamente alle due unità immobiliari. Dovranno essere demolite le opere le opere indicate nella domanda di condono negata, consistenti nella “realizzazione di una veranda, di una scala esterna in ferro di accesso dal piano al piano terra realizzazione, di un locale di sgombero al piano e un ampliamento del porticato”.
Così come ricostruisce il dirigente nell’ordinanza di demolizione, emessa lo scorso 4 settembre, nell’unità di via Giorgio La Pira emergevano già a novembre 2024, in seguito a un sopralluogo dell’ufficio tecnico comunale, diverse criticità: “modifica della sagoma con piccolo aumento di superficie e volume e cambio di destinazione d’uso da garage a civile abitazione di circa la metà della superficie dell’intero alloggio; si precisa a tal fine che la metà dell’alloggio (rappresentato garage sul grafico del parere della commissione edilizia, non risulta graficizzato sul grafico approvato dalla Soprintendenza) configura di fatto un nuovo volume; l’altezza interna dell’alloggio è difforme dall’elaborato che riporta un’altezza pari a 3 metri rispetto all’altezza misurata all’interno dell’unità pari a 2,56 metri anche in virtù del rialzo della pavimentazione interna di circa 15 cm in quanto l’altezza netta esterna del porticato misurata è pari a 2,70 metri; modifiche prospettiche”.
“Pertanto – si legge nell’ordinanza – ne consegue che quanto riscontrato risulta essere stato realizzato in assenza di permesso di costruire e relative autorizzazione e/o pareri, per cui si applicano le misure repressive amministrative; inoltre quanto riscontrato risulta essere in contrasto con il D.M. Sanità del 05/07/1975 per quanto attiene l’altezza dell’alloggio”.
A settembre 2025, l’ufficio tecnico comunale ha redatto una relazione tecnica relativa alla situazione tecnico-amministrativa dell’intero corpo di fabbrica: “l’intero fabbricato risulta essere stato realizzato in totale difformità a quanto autorizzato (parere favorevole Commissione Edilizia del 23/02/1973 e parere favorevole Soprintendenza prot. n. 449 del 06/02/1974), per cui si applicano le misure repressive amministrative”.
Inoltre, a marzo 2026, è stato emesso un provvedimento definitivo di diniego della domanda di condono edilizio assunta al protocollo generale dell’Ente. Un provvedimento contro il quale non è pervenuto, nei termini di legge, alcun ricorso giurisdizionale entro 60 giorni dalla notificazione dinanzi al T.A.R.
Le unità immobiliari ricadono inoltre in zona vincolata sottoposta alla tutela di vincolo paesistico.
Una storia controversa quella delle case dei Bardellino. Ernesto Bardellino, ex sindaco socialista di San Cipriano d’Aversa, quando il fratello Antonio era un mammasantissima della Nuova Famiglia della camorra campana, è di stanza a Formia da decenni, ossia da quando il suddetto fratello ha perso la guerra mafiosa con gli altri capi del clan dei Casalesi: Schiavone, Zagaria e Bidognetti.
All’ex primo cittadino sanciprianese, sono stati sequestrati, successivamente confiscati, diversi immobili, tra cui quelli in via Giorgio La Pira. L’intera proprietà immobiliare dei Bardellino fu oggetto di sequestro durante l’Operazione “Bonifica” eseguita dai Carabinieri nel gennaio 2005. Allora i ROS monitorarono il patrimonio attraverso una approfondita opera di ricostruzione dei beni in capo alla famiglia ormai formiana.
“In questi quattro appartamenti – dichiarava già nel 2015 la consigliera comunale d’opposizione Paola Villa, nonché ex sindaco della città, che da sempre si è battuta sulla questione delle case in via La Pira – “la vita” dopo la confisca purtroppo non è stata possibile portarcela, un po’ perché completamente distrutti, un po’ perché troppo vicini, praticamente attigui all’appartamento rimasto non confiscato dove oggi vi risiede Bardellino con la moglie. Quindi attraverso un bando Regionale del 2019 si è riusciti ad ottenere, nel marzo 2020 di quest’anno, poco più di 62mila euro, contributi necessari e sufficienti per ristrutturare uno degli appartamenti”.
“La ristrutturazione – proseguiva Villa – consentirà all’inizio del nuovo anno, l’utilizzo di questo immobile dove sarà possibile, come dice il bando, fare progetti interessanti volti ai diversamente abili oppure far trovare ubicazione a studi medico-sanitari sempre rivolti a persone con difficoltà psico-fisiche”.
Uno degli appartamenti, da protocollo sottoscritto tra enti, avrebbe dovuto essere dato in dotazione ai militari della Guardia di Finanza di Formia, solo che, in Commissione Beni Confiscati del Comune di Formia, viene fuori, a luglio 2024, che l’immobile non ha l’abitabilità. Al che l’ex sindaco di Formia aveva chiesto che gli immobili in Via Giorgio La Pira fossero oggetto di sopralluogo, in quanto – questo era il suo ragionamento – se non aveva l’abitabilità un appartamento, non ce l’aveva neanche quello dove abita attualmente Ernesto Bardellino con la moglie, essendo le case parte di uno stesso complesso. In sostanza, Villa chiedeva di procedere a una ispezione urbanistica in tutti gli appartamenti.
A distanza di anni l’immobile destinato alla Guardia di Finanza non è stato ancora messo a disposizione, tanto che vi sarebbe una indagine della Procura di Cassino sulle lentezze amministrative.
Già ad agosto 2025, era scatta una ulteriore ordinanza di demolizione nei confronti di una unità immobiliare nel complesso di Via La Pira a Formia.
Leggi anche:
CASA BARDELLINO, SCATTA L’ORDINE DI DEMOLIZIONE
