FALSE CERTIFICAZIONI PER EVITARE IL VACCINO ANTI-COVID: AVVOCATESSA E MEDICO NEGANO LE ACCUSE

False certificazioni di esenzione per evitare il vaccino anti-Covid: arrestati un’avvocatessa del Foro di Latina e un medico

Nell’ambito dell’interrogatori di garanzia, sono stati ascoltati dal Giudice per le indagini preliminari di Velletri sia l’avvocatessa del Foro di Latina Serena Capitelli che il medico di medicina generale, originario dei Castelli, Luigi Russo, difesi entrambi dall’avvocato Edoardo Polacco, diventato noto già al tempo del primo lockdown per aver denunciato l’allora premier Giuseppe Conte per attentato alla Costituzione. Lo stesso avvocato che fu invitato a Latina dal gruppo “No Green Pass”.

L’avvocatessa Capitelli e il medico Russo hanno negato ogni addebito a loro carico con di memorie difensive e documentazione depositate in sede di interrogatorio.

I loro arresti sono avvenuto lo scorso 14 settembre quando i Carabinieri del N.A.S. di Latina hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di 2 misure cautelari: arresti domiciliari per l’avvocatessa e interdittiva del divieto di esercizio della professione medica per la durata di 1 anno per il medico. Tutti e due risultano indagati in concorso per falsità ideologica in atti pubblici.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Velletri, Ambrogio Cassiani, sono state avviate a marzo 2022 dai militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità pontino nell’ambito di attività informativa d’iniziativa. L’operazione è denominata “Eximere”.

Le verifiche svolte sul rilascio di false certificazioni di esenzione all’obbligo vaccinale hanno fatto emergere, secondo l’accusa, un radicato e diffuso sistema illecito in cui il medico di medicina generale si prestava a rilasciare falsi certificati di esenzione alla vaccinazione per covid-19 — in violazione dei propri doveri e in assenza delle necessarie condizioni cliniche documentate — su richiesta di numerose persone che intendevano proseguire la propria attività lavorativa senza ottemperare all’obbligo vaccinale impostogli. In realtà, per quanto riportano i Nas, le persone che richiedevano l’esenzione godevano di ottima salute.

Il sanitario si sarebbe avvalso della complicità dell’avvocatessa del foro di Latinala quale — dietro il pagamento di somme in denaro — gli procacciava pazienti, interessati al rilascio dei certificati di esenzione allo scopo di non incorrere nella prevista sospensione dal lavoro, emettendo per le somme ricevute, pari a 150 euro circa a persona, false fatture con cui attestava prestazioni di consulenza legale di fatto mai effettuate.

In tutto, ad essere indagati come beneficiari dell’esenzione vaccinale facile, ci sono quasi cento persone tra dipendenti pubblici, insegnanti, lavoratori nel mondo della sanità e persino appartenenti alle forze dell’ordine.

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