Una vendita a prezzi molto favorevoli dell’area dell’ex Frigomarket Pacifico e all’orizzonte il progetto di un nuovo centro commerciale a Latina
La MGDR srl, ditta romana di Paolo Cetorelli, ottiene la conclusione positiva della Conferenza di Servizi indetta lo scorso 4 novembre per l’autorizzazione a costruire un centro commerciale nell’area dell’Ex Pacifico. Parei positivi da parte di tutti gli enti chiamati a partecipare: Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma-Latina, Vigili del Fuoco, Asl, Agenzia delle Dogane di Gaeta e Comune di Latina: in realtà Vigili del Fuoco, Asl e Agenzia Dogane non hanno depositato gli atti di assenso o dissenso. A certificarlo è il Comune di Latina con la determina del servizio attività produttive datata 16 gennaio.
Ad aprile 2025, infatti, la MGDR srl aveva inoltrato al settore Attività Produttive del Comune di Latina una dichiarazione di inizio attività per opere di manutenzione straordinaria per l’immobile, quali diversa distribuzione spazi interni, opere impiantistiche e opere di sistemazione esterna al complesso commerciale sito a Latina Scalo, in Via Carrara. Inviata anche una domanda di autorizzazione per l’esercizio di media struttura di vendita alimentare e non alimentare per una superficie di vendita totale di 2495,89 metri quadrati.
Già il 6 settembre 2024, una delibera del commissario straordinario aveva autorizzato la proprietaria del sito, la P&D srl di Sermoneta, alla locazione per la MGDR.
Come anticipato nel mesi scorsi, era chiaro che l’ex Frigomarket Pacifico avrebbe potuto ospitare un centro commerciale. Occorre fare un passo indietro. La società P&D, proprietaria dell’area, è div diventata ancora più nota alle cronache per essere stata identificata dal sindacato come la responsabile di aver ridotto i pacchi da consegnare, in qualità di mandataria della GLS di Latina. La riduzione dei pacchi avrebbe indotto la nuoco proprietà della GLS a proporre una procedura di licenziamento, scongiurata dalla mediazione del sindacato Sicobas di Roma.
Ma a ben vedere è il Consorzio industriale per lo sviluppo industriale Roma-Latina ad aver affidato alla società pontina P&D di Via delle Industrie a prezzo favorevole, nonostante vi fosse l’interesse di altri soggetti che avrebbero offerto cifre più cospicue.
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L’affidamento dell’area di via Carrara, a Tor Tre Ponti, viene effettuato evitando l’asta giudiziaria, in quanto, come noto, l’ex Pacifico è fallito ed è quindi gestita dalla curatela fallimentare.
Il 14 ottobre 2020, la P&D della famiglia Pietrosanti di Sermoneta presenta al Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma-Latina, che diverrà proprietaria dell’area dalle ceneri del fallimento Pacifico, un’istanza di utilizzazione preventiva del sito dismesso una volta Frigomarket.
Il 19 novembre 2020, infatti, il Consorzio comunica alla curatela del fallimento l’avvio del procedimento di riacquisizione coattiva del sito dismesso , previo parere favorevole del CDA del Consorzio stesso, composto dal Presidente Cosimo Peduto, dal vice presidente Alessandra Scaraggi e dai consiglieri Luciano Mocci, Stefania Petrianni e Antonello Testa.
Il 3 dicembre del 2020, è stata fissata la vendita senza incanto dei beni immobili situati in Via. Carrara numero 6. Si tratta di cinque lotti compresi di migliaia di metri quadrati tra edifici e capannoni.
In tutto i prezzi a base d’asta dei beni immobili posti in vendita ammontavano a 4 milioni e 217mila euro, solo che il fallimento Pacifico, ricevuta la comunicazione del Consorzio Roma-Latina, revoca la vendita.
Al Consorzio Industriale da ottobre 2020 a marzo 2021 arrivano altre manifestazioni d’interesse per l’acquisizione del sito dismesso e per l’utilizzazione preventiva. Ad aprile e settembre 2021, è la P&D srl a trasmettere quello che il Consorzio giudicherà come il meglio. La società di Via delle Industrie comunica il piano industriale della GLS Latina e, a ottobre dello stesso anno, formalizza la richiesta di utilizzazione definitiva del sito nel quale dichiarava di voler svolgere attività di “logistica e trasporti”.
Al che, il Consorzio chiede al Presidente del Tribunale di Latina, dove è incardinato il fallimento Pacifico, la nomina di un perito per la stima dello stabilimento dismesso previa decurtazione delle risorse pubbliche per esso versate.
Il perito nominato dal Tribunale, ossia l’allora presidente dell’ordine degli ingegneri di Latina, determina il valore del sito in complessivi 4.687.500 euro, a fronte però di erogazioni pubbliche ricevute e attualizzate per 4.776.374,87 euro.
Da questa stima, consegue che il valore della riacquisizione degli immobili sia pari a zero, al contempo il valore delle aree viene quantificato dal perito in appena 1.585.100 euro, praticamente un terzo della stima originaria.
È così che il giudice delegato del Tribunale, con provvedimento del 16 gennaio 2022, autorizza la cessione volontaria del sito al prezzo di 1.585.100 euro e il 30 marzo 2022 viene sottoscritto l’atto di cessione volontaria.
Il giorno successivo, viene emesso dal Consorzio Roma-Latina il decreto di riacquisizione coattiva. Dopodiché alla P&D viene concesso termine di 2 anni dalla data di comunicazione dell’assenso all’utilizzo del sito ad ultimare i lavori e termine di 4 anni per la messa in funzione. Inoltre la P&D si si impegna a mantenere il tipo di attività produttiva dichiarata nella richiesta, ossia logistica e trasporti. Le eventuali variazioni dovranno essere preventivamente autorizzate dal Consorzio pena la decadenza automatica del consenso ottenuto.
Alla fine la P&D acquisisce l’area effettuando il versamento di 1.585.100 euro più Iva, oltreché l’importo di 570mila euro relativo alle spese e oneri consortili. In pratica con poco più di 2 milioni di euro, la società privata si assicura il compendio che con l’asta avrebbe potuto fruttare quantomeno il triplo.
I progetti della società privata vengono dichiarati dal Consorzio Roma-Latina – ora assorbito nel Consorzio unico del Lazio, tutti di emanazione politica regionale e locale – di pubblica utilità. Ma c’è di più.
Il Consorzio accetta di modificare il piano industriale che prevedeva un’attività logistica e di trasporto così come richiesto dalla P&D che, nel frattempo, dà in locazione all’azienda romana MGDR srl una porzione del compendio dove sorgeva lo storico supermercato Pacifico che, negli anni Ottanta, faceva soldi a palate.
Come detto, ad aprile 2025, la MGDR srl inoltra al settore Attività Produttive del Comune di Latina una dichiarazione di inizio attività per opere di manutenzione straordinaria per l’immobile. Il punto è che la società romana non ha nulla a che vedere con logistica e trasporti, bensì ha come “core business” e oggetto sociale le attività commerciali. Il codice Ateco è inequivocabile: Supermercati. È tanto vero che la società romana gestisce la catena di supermercati Iper Pewex e, quindi, non può che voler utilizzare la parte del compendio dell’ex Frigomarket come un nuovo supermercato. Con buona pace della logistica e trasporti.
Ora, la conferenza dei servizi positiva costituisce il primo dei rilevanti tasselli per la realizzazione dell’ennesimo centro commerciale in terra pontina e nel capoluogo. Al contempo, come noto, ad agosto scorso, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mario La Rosa, ha convalidato il sequestro dell’area di circa mille metri quadrati a Tor Tre Ponti, dentro la proprietà della ex Frigomarket Pacifico.
I militari, coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano che contesta l’omessa bonifica e la gestione illecita di rifiuti, hanno scoperto che dietro uno dei capannoni, la ditta P&D, proprietaria attuale del sito, è responsabile di aver autorizzato gli operai a rimuovere diversi pannelli Isopan delle celle frigorifere che, invece di essere smaltiti secondo la legge, sono stati interrati nel terreno. È per tale ragione che la Procura della Repubblica di Latina ha sequestrato il pezzo di area dove sono stati interrati i rifiuti speciali. Risulta indagata per abbandono di rifiuti la legale rappresentante della ditta di logistica P&D, che, come noto, ha acquistato a prezzi molto convenienti l’ex Frigomarket fallita dal Consorzio Industriale. La P&D, assistita dall’avvocato Massimo Frisetti, ha ottenuto di poter rimuovere i rifiuti, tanto che il Gip La Rosa ha consentito di rimuovere i sigilli dall’area sotto sequestro.
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