EX MANIFATTURE DEL CIRCEO: TUTTI I DUBBI SULLA RIQUALIFICAZIONE. IL CASO FINISCE IN REGIONE E PARLAMENTO

Il sito delle ex Manifatture del Circeo
Il sito delle ex Manifatture del Circeo

Ex Manifatture del Circeo, dubbi sulla proprietà dei terreni dove sorgeva l’azienda oggetto di una proposta di riqualificazione a Cisterna di Latina. Pernarella (M5S): “La Regione intervenga”

“Il progetto di riqualificazione della Circeo Filati, meglio conosciuta come Manifatture del Circeo, a Cisterna di Latina non ci convince affatto”. Lo dichiara Gaia Pernarella, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, che proprio oggi ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta al Presidente Nicola Zingaretti e agli Assessori all’Urbanistica, Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti, Massimiliano Valeriani, e all’Agricoltura e Ambiente, Enrica Onorati. “Recuperare un sito dismesso come quello a ridosso della Pontina per realizzare un parco commerciale e un parco naturalistico, come da delibera del Comune di Cisterna di Latina dello scorso ottobre 2019 che ha accolto il progetto preliminare, con variante urbanistica, della società GIAFRA s.r.l., da qualcuno potrà anche essere visto positivamente, ma quello che ruota intorno ai terreni dove tutto dovrebbe realizzarsi ci lascia fortemente perplessi, così come hanno peraltro già evidenziato anche i nostri portavoce alla Camera Stefano Vignaroli e Ilaria Fontana che hanno presentato un’analoga interrogazione al Ministero dell’Interno”.

Sottolinea la consigliera regionale 5 Stelle: “Forse non tutti sanno che i terreni dove sorgevano le ex Manifatture sono stati oggetto di confisca nel 2013, confermata dalla Corte di Cassazione nel 2017, nell’ambito di un’inchiesta sul riciclaggio internazionale e l’evasione fiscale tra la Svizzera, Panama e Malta. Vero è che la società proponente aveva avanzato un progetto di riqualificazione già nel 2011 e di ricollocazione dei lavoratori in mobilità, di cui si era fatto promotore il Comune davanti all’Assessorato regionale al Lavoro e Formazione, e che nello stesso anno la società aveva stipulato un contratto preliminare di compravendita con la società proprietà dei terreni ma questo – evidenzia Pernarella -, è stato registrato all’Agenzia delle Entrate solo sette anni dopo e, ci risulta, senza alcuna autorizzazione del giudice delegato così come prevede la normativa sui beni confiscati”.

E dunque: “Da qui tutti i nostri dubbi, in particolare se il progetto di riqualificazione presentato nel 2011 sia ancora in essere e in caso positivo, alla luce di quanto evidenziato, se non sia il caso di attivare il Collegio di Vigilanza. Inoltre, se dopo la l’ultima delibera del Consiglio comunale di Cisterna, quella del 2019, sia stata presentata istanza di Valutazione di Impatto Ambientale e – conclude la Consigliera 5 Stelle –, anche in questo caso se sia opportuno attivare controlli approfonditi sulla disponibilità dei terreni oggetto dell’accordo”.

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