EX CHEMTURA, SITO CONTAMINATO: DOPO 15 ANNI LA BONIFICA SENZA RESPONSABILI

Lanxess ex Chemtura: il sito a Latina Scalo dovrà essere bonificato pur non essendoci al momento nessun responsabile dell’inquinamento

A stabilirlo è una determina del Servizio Ecologia e Tutela del Territorio firmata dal Dirigente della Provincia di Latina Antonio Nardone. Il provvedimento, infatti, ha all’oggetto l’individuazione del responsabile della contaminazione (non pervenuto dopo anni) e gli obblighi del proprietario attuale non responsabile, secondo nota del Ministero dell’Ambiente e giurisprudenza amministrativa (una sentenza del Consiglio di Stato datata 2020) che stabiliscono i doveri dei proprietari al di là della responsabilità, o meno, dell’inquinamento.

La storia è annosa e inizia quando il 21 dicembre 2006, ben 15 anni fa, la Provincia prese atto da parte dell’allora direttore responsabile dello Stabilimento Chemtura Italy Srl, ubicato a Latina Scalo, della “situazione di potenziale contaminazione“. Il direttore dello stabilimento comunicava che “durante delle indagini ambientali svolte in sito nell’ambito di un programma aziendale è stata rilevata la potenziale contaminazione del sottosuolo e della acque sotterranee“. Stiamo parlando di un’azienda chimica che presentava e presenta tuttora tutti i rischi del cosiddetto incidente rilevante.

A gennaio 2007, le indagini preliminari in loco evidenziarono superamenti della cosiddette concentrazioni soglia di contaminazione le quali rappresentano quei livelli di contaminazione delle matrici ambientali al di sopra di cui è necessaria la caratterizzazione del sito e l’analisi di rischio ambientale. A settembre 2007, peraltro, la Chemtura si sgrava da ogni responsabilità: è l’allora Direttore dello Stabilimento Sergio Generali a dichiarare che, dopo una riunione tecnica aziendale, “risulta che nessuno dei contaminanti evidenziati nel piano della caraterrizazione sia stato mai utilizzato nel ciclo produttivo (incluse materie prime e prodotti finiti dismessi)”. Insomma, il sito è inquinato ma non “siamo stati noi”.

Occorrono altri sette anni per far sì che il Comune di Latina, dove ricade lo stabilimento ex Chemtura, ad oggi Lanxess Solutions Italy Srl, trasmetta nel 2014 alla Provincia di Latina l’approvazione della bonifica. Un progetto che è dovuto passare sotto le forche caudine della burocrazia e solo dopo che nel 2009 fu approvata l’analisi di rischio specifica.

Passano altri quattro anni e, nel 2018, la Lanxess trasmette il documento di “bonifica operativa” del sito redatto dalla società incaricata Aecom Urs Italia Spa.

A giugno scorso, l’Ente provinciale ha comunicato ai soggetti interessati dalla bonifica l’avvio del procedimento amministrativo avente ad oggetto la bonifica dei siti contaminati, chiedendo loro di relazionare sui responsabili della contaminazione medesima. Epperò, lo scorso 18 giugno, il Comune di Latina comunica ufficialmente che ” allo stato non sussistono atti di accertamento di competenza di questo Ufficio, circa l’identità del/i trasgressore/i”.

Il 21 luglio appena trascorso, la Provincia non può che dichiarare l’impossibilità di individuare i soggetti responsabili della contaminazione della falda, e che non risultano procedimenti giudiziari in corso presso la Procura della Repubblica di Latina.

Ecco, allora, che l’Ente di Via Costa ricorda all’attuale proprietario, la Lanxess, che è tenuto ad adottare tutte le misure di prevenzione per contrastare “la minaccia imminente per la salute o per l’ambiente“. Sarà invece la pubblica amministrazione competente a provvedere agli interventi di bonifica per poi rivalersi sul proprietario del sito, considerata l’impossibilità di individuare il responsabile della contaminazione dello stesso.

E dopo 15 anni non poteva essere altrimenti: nessun responsabile e, per ora, pagherà Pantalone.

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