EVASIONE FISCALE, CONDANNA TRIBUTARIA PER TIZIANO FERRO: “CHI È FAMOSO DEVE AVERE PIÙ ETICA”

Tiziano Ferro
Tiziano Ferro

La Cassazione respinge quasi integralmente i ricorsi di Tiziano Ferro in riferimento al fittizio trasferimento della residenza fiscale nel Regno Unito: tra il 2006 e il 2008 il cantante di Latina ha evaso il Fisco dichiarando di risiedere a Manchester

La Suprema Corte (dopo Commissione tributaria provinciale pontina e regionale), nel rigettare i ricorsi di Tiziano Ferro (assolto in sede penale tre anni fa), ha ricordato il dovere più stringente di comportamenti corretti per chi è famoso come lui. Pur accogliendo in alcuni punti il ricorso di Ferro, l’evasione fiscale è accertata, pertanto, per un paio di annualità.
I giudici hanno sostenuto che per i personaggi pubblici è più stringente il dovere di comportarsi eticamente sottolineando che, nella quantificazione delle pene pecuniarie, hanno pesato una serie di elementi: la natura dolosa del comportamento e l’assenza di condotte finalizzate ad eliminare gli effetti dell’evasione fiscale. Infatti, per gli ermellini, Ferro avrebbe dovuto correggersi in ragione di un “elevato livello economico e culturale del contribuente, personaggio famoso nel mondo della musica”, quindiin possesso degli strumenti necessari per valutare la giustezza di un determinato comportamento, il quale, essendo la sua condotta “pubblica”, ha, rispetto ad altri contribuenti, maggiormente l’onere di una condotta etica“. In sostanza, le azioni dei vip sono sotto gli occhi di tutti e non possono permettersi di adottare comportamenti inopportuni.

A Tzn è stato contestato di essersi appoggiato a tre società estere, olandesi e inglesi, con soci in paradisi fiscali, per far confluire il denaro proveniente da diritti su dischi e tv.

Nel 2012 Tiziano Ferro era stato accusato di aver evaso il fisco per 3 milioni di euro, con la residenza all’estero, considerata fittizia, nel triennio 2006, 2007 e 2008. L’Agenzia delle Entrate, interpellata dal cantante nel 2014, aveva accertato “in capo al contribuente compensi non dichiarati” pari a 2.038.956 euro più un imponibile Iva di 1.373.978 euro.

Nella sentenza davanti alla Corte d’Appello, nel 2017, Tiziano Ferro era invece stato assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste”. 

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