Dopo il focolaio registrato a Napoli, dove si contano oltre 70 ricoveri, casi di epatite A sono stati segnalati anche nel Lazio.
A seguito dell’aumento dei casi di infezione epatica causata dal virus Hav, la Procura e il Nas di Napoli stanno indagando sulla vendita dei frutti di mare contaminati. Il reato contro ignoti ipotizzato dagli inquirenti è di commercio e detenzione, per vendita o distribuzione, di alimenti pericolosi per la salute.
Il Nas di Napoli non esclude che siano state messe in vendita cozze nostrane mischiate con partite dello stesso prodotto, ma contaminato e acquistato all’estero. Per quanti riguarda il basso Lazio, invece, i carabinieri del Nas sono stati delegati dalla Procura a effettuare accertamenti anche in quest’area. Nella zona di Terracina, infatti, sarebbero state messi in vendita e consumati frutti di mare, in particolare cozze, provenienti da Bacoli (Napoli), che avrebbero determinato casi di epatite A.
Gli approfondimenti investigativi delegati dagli inquirenti riguardano anche accertamenti circa eventuali episodi di scarichi fognari direttamente in mare, in particolare sul litorale a nord della costa campana, che potrebbero avere determinato la contaminazione dei frutti di mare. Negli ultimi giorni i carabinieri del Nas hanno sequestrato circa 50 chilogrammi di frutti di mare e prelevato una serie di campioni destinati alle analisi che saranno effettuate all’istituto zooprofilattico di Portici.
