EMERGENZA CLIMATICA, LBC: “A LATINA SERVE UNA RETE DI RIFUGI CLIMATICI”

Emergenza climatica, Latina Bene Comune: “A Latina serve una rete di rifugi climatici, non interventi spot”

Le ondate di calore sempre più frequenti e intense non possono più essere considerate un’emergenza occasionale. Sono ormai un fenomeno con cui dobbiamo imparare a convivere e che impone alla politica di ripensare gli spazi urbani, le modalità di fruizione della città e gli strumenti di protezione della popolazione più fragile, in particolare anziani e bambini.

È proprio questo dunque il senso della mozione su oasi e rifugi climatici presentata da Latina Bene Comune con l’obiettivo di impegnare l’amministrazione comunale a costruire una rete cittadina di spazi pubblici e sociali climatizzati, sia nelle aree centrali che nei quartieri periferici e nei borghi.

L’ipotesi di individuare il Garage Ruspi come possibile rifugio climatico va certamente nella direzione giusta, ma non può essere l’unica risposta all’emergenza. Un singolo spazio, per quanto importante, non può sostituire una strategia più ampia prevenzione e welfare di prossimità.

“Ben vengano interventi come quello sul Garage Ruspi – sottolinea Lbc, per voce della segretaria Elettra Ortu La Barbera e dei consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton – ma non possiamo limitarci a interventi spot ogni volta che arriva un’ondata di calore. Latina ha bisogno di una mappatura dei luoghi pubblici che possono diventare rifugi climatici e di una rete capillare, accessibile soprattutto alle persone più vulnerabili- Biblioteche, centri anziani e sociali, strutture comunali, spazi culturali, parchi e aree verdi possono diventare una rete di protezione diffusa. Gli spazi al chiuso dovrebbero essere dotati, laddove necessario, di climatizzazione, sedute, acqua potabile e informazioni utili, anche attraverso la collaborazione con associazioni di volontariato e protezione civile. Allo stesso tempo, nei parchi e nelle aree verdi occorre aumentare le zone d’ombra, la presenza di alberature e la disponibilità di fontanelle”.

Esperienze già avviate in altre città dimostrano che questa strada è possibile. Lecce, Matera, Bologna e altre città italiane hanno iniziato a ragionare sulla costruzione di reti e mappe di luoghi freschi e accessibili, mentre anche realtà vicine, come Cisterna, hanno attivato un progetto di “Oasi climatiche” mettendo a disposizione della popolazione spazi climatizzati, acqua e servizi di supporto.

“Dobbiamo smettere di progettare le nostre città come se il clima fosse quello di venti o trent’anni fa – prosegue Lbc – Le temperature che stiamo vivendo ci dicono che occorre cambiare prospettiva. Ogni scelta urbanistica e ogni intervento sullo spazio pubblico devono essere valutati anche alla luce della capacità di una città di proteggere le persone dal caldo. Una questione particolarmente evidente riguarda il centro di Latina. In queste giornate, le grandi superfici pavimentate e la scarsità di ombra rendono alcune aree centrali impraticabili nelle ore più calde. Il problema non è che la città si svuoti perché le persone sono tutte in vacanza: è che alcuni spazi diventano semplicemente troppo caldi per essere vissuti”.

Per Lbc occorre dunque ripensare anche gli spazi pedonali del centro, introducendo più alberature e soluzioni capaci di creare ombreggiamento. Dove la piantumazione non fosse immediatamente possibile, si possono immaginare anche strutture leggere, temporanee o rimovibili, capaci di garantire zone d’ombra senza rinunciare alla funzionalità e alla qualità dello spazio pubblico.

La mozione di Latina Bene Comune chiede quindi all’amministrazione di istituire e mappare una rete comunale di “Oasi climatiche e Rifugi climatici”, sia al chiuso sia all’aperto, e di accompagnare questa operazione con una campagna informativa capillare attraverso centri anziani, farmacie, studi medici e canali digitali.

“Latina deve avere il coraggio di ridisegnarsi alla luce dell’emergenza climatica. Non si tratta soltanto di affrontare il caldo di questa estate, ma di decidere quale città vogliamo costruire nei prossimi anni: una città sempre più cementificata e difficile da vivere oppure una città più verde, ombreggiata, accessibile e capace di prendersi cura delle persone, di famiglie, bambini, persone anziane e sole. La nostra mozione va esattamente in questa direzione”, conclude il movimento.

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