• palazzo-di-vetro.jpg
    Latina. Edicola vicino al Palazzo di Vetro in Via Pierluigi Nervi
  • piazza-del-popolo.jpg
    Latina. Edicola in Piazza del Popolo
  • piazza-orazio.jpg
    Latina. Edicola in Piazza Orazio (Villaggio Trieste)
  • Q4.jpg
    Latina. Edicola nel quartiere Q4 (Nuova Latina)
  • Q5.jpg
    Latina. Edicola nel quartiere Q5 (Quartiere Nascosa)
  • viale-kennedy.jpg
    Latina. Edicola in Viale Kennedy

EDICOLE CHIUSE A LATINA. UNA PROPOSTA PER RISUSCITARLE

in Attualità/Gallery

La crisi della carta stampata è cosa nota a tutti e si ripercuote inesorabilmente anche sull’ultimo anello della catena distributiva: le edicole.
Anche a Latina ne esistono molte che ormai, a passarci davanti, prende solo tristezza e malinconia. Chiuse.
In molti quartieri del capoluogo pontino ci sono esempi di edicole in disuso e non più operanti da anni. Nella gallery, è possibile vedere sei edicole chiuse dentro la città di Latina: si va dal Villaggio Trieste alla Q4. Uno spettacolo non certo edificante.

Le cause di questa moria, oltre alla diffusa crisi che ha investito ogni reparto economico-produttivo, vanno ascritte al forte calo della vendita dei giornali (ormai da anni), alcuni dei quali senza l’ossigeno dei soldi pubblici non avrebbero potuto andare avanti, e ai diversi stili di vita dei cittadini/lettori, dovuti alla frenesia del quotidiano e al bisogno di leggere tutto e subito sugli smartphone, spesso a detrimento dell’approfondimento della notizia.
Sul tema, lo scorso novembre, la redazione Rai Tre ha mandato in onda un esaustivo e completo servizio di Report, a firma di Bernardo Iovene, che spiega nel dettaglio le criticità e su cui è difficile poter aggiungere qualcosa di più. La situazione, senza giri di parole, è drammatica come si apprende nel video sotto.

Report – Edicole S.O.S. – 05/11/2018 – video – RaiPlay

Come viene riportato dal servizio di Iovene, è illuminante e, al contempo, molto pragmatico ciò che hanno fatto al Comune di Firenze per ovviare allo stato comatoso delle edicole. Il Comune del capoluogo toscano ha dato la possibilità alle edicole esistenti o a quelle già chiuse di rinnovarsi e offrire altri servizi, tra quali, alcuni di interesse pubblico.

Come si legge nella nota di Anci, Associazioni Nazionali Comuni Italiani, della Toscana, “il Comune di Firenze – con l’obiettivo di tutelare la categoria delle “edicole” per il valore culturale e di diffusione dell’informazione che questa rappresenta – ha messo in atto una serie di azioni volte ad aumentare la possibilità di attrazione di nuovi clienti mediante l’attribuzione di nuove funzioni, quali l’attivazione di servizi anagrafici in convenzione con l’amministrazione comunale e la vendita di biglietti per attrazioni culturali o sportive presenti in città“. È così che “grazie alla convenzione firmata dal Comune e dalle sigle sindacali della categoria degli edicolanti (leggi la Convenzione firmata nel 2017 ancora in corso), le edicole fiorentine convenzionate sono divenute punti anagrafici decentrati. A seguito dell’esperienza avviata dal Comune di Firenze, Anci nazionale ha siglato un Protocollo d’intesa con la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) in ordine alla regolamentazione locale in materia di edicole al fine di sostenere la categoria medesima“.

Il Comune di Firenze ha scelto di ridurre i costi di tali esercizi economici mediante l’abbattimento del canone, con la riduzione del 70% della tassa sul suolo pubblico, dando la possibilità, attraverso al convenzione stipulata con l’ente, di offrire il servizio anagrafico (ma si può pensare anche ad altro).

Non sarebbe peregrino mettere seduti allo stesso tavolo il Comune di Latina (o qualsiasi altro Comune della provincia che voglia aderire), le sigle sindacali degli edicolanti, la Fieg e la Dogre srl, la società che riscuote per conto del Comune di Latina la tassa del suolo pubblico.
Una piccola idea per uno dei tanti settori in crisi. Chissà che non ne nasca un modo diverso per un uso intelligente e circolare (nel senso di economia) di ridare vita a un mondo che rischia di fare la fine dei dinosauri.

Latest from Attualità

Torna su