Costola dell’indagine dei Carabinieri di Sabaudia iniziata a novembre 2021 sullo spaccio di droga: arriva una condanna e un rinvio a giudizio
Si è conclusa l’udienza preliminare, dinanzi al gup del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, che contestava a marito e moglie la detenzione di droga finalizzata allo spaccio per una quantità di circa 184 grammi di cocaina. Davanti al giudice c’erano il pregiudicato per reati specifici Maurizio Compagno e Generosa Ciarelli, sorella dei boss Carmine e Ferdinando Ciarelli, nonché della donna che, recentemente, è assurta agli onori della cronaca per l’assegnazione della casa Ater in Via Selene.
I due coniugi dovevano rispondere di aver posseduto i due involucri rinvenuti nel febbraio 2023 e contenenti la droga rinvenuti lungo la pubblica via all’esterno del muro di cinta del lotto in cui abitano. Generosa Ciarelli, optando per il rito abbreviato, ha ottenuto un’assoluzione, nonostante che che il pubblico ministero Paolo Castaldo avesse chiesto per lei la condanna a 4 anni di reclusione. Rinvio a giudizio per Maurizio Compagno il cui processo inizierà il prossimo 7 giugno dinanzi al giudice monocratico Francesca Ribotta.
Il procedimento che ha coinvolto la coppia è uno stralcio della più articolata indagine che ha interessato lo stesso Compagno e altri imputati. Negli scorsi mesi, la Corte di Cassazione, ritenendo inammissibili i ricorsi, ha reso definitiva la condanna per i due pontini Maurizio Compagno e Gianni Compagni, rispettivamente di 52 e 43 anni, accusati di spaccio di sostanze stupefacenti. Con sentenza del 16 febbraio 2026, la Corte di Appello di Roma ha confermato la sentenza del Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Latina, emessa ad esito di giudizio abbreviato il 23 gennaio 2025.
“La sentenza impugnata – spiegava la Cassazione – va considerata come una “doppia conforme” della decisione di primo grado, cosicché ai fini del controllo di legittimità sul vizio di motivazione, le due sentenze possono essere lette congiuntamente costituendo un unico complessivo corpo argomentativo.
Secondo un principio ormai consolidato nella giurisprudenza di legittimità, ricorre la cosiddetta “doppia conforme” quando – come nel caso in esame – i giudici dell’appello, esaminando le censure proposte dall’appellante con criteri omogenei a quelli del primo giudice ed operando frequenti riferimenti ai passaggi logico giuridici della prima sentenza, concordino nell’analisi e nella valutazione degli elementi di prova posti a fondamento della decisione”.
A gennaio 2025, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Morselli, aveva condannato tutti e quattro gli uomini coinvolti in un rilevante giro di droga emerso nel 2021, con una indagine eseguita dai Carabinieri di Sabaudia. Di seguito le condanne emesse col rito abbreviato, poi confermate in Appello e, ora, dalla Cassazione: 7 anni e 4 mesi di reclusione, più 4mila euro di multa per Maurizio Compagno; 4 anni e 8 mesi, più 20mila euro di multa, per Gianni Compagni; 2 anni e 4 mesi, più 10mila euro di multa, più 10mila euro di multa, per Davide Cappelletti. Accolta la richiesta di patteggiamento a 3 anni e 2 mesi, più 14 mila euro di multa, con l’applicazione del braccialetto elettronico, per Cristian Compagni.
A novembre 2024, il pubblico ministero di Latina, Giuseppe Miliano, aveva chiesto le condanne: 9 anni di reclusione per Maurizio Compagno, 6 anni per Gianni Compagni, 3 anni per Davide Cappelletti. Tutti e tre sono stati giudicati col rito abbreviato, difesi dagli avvocati Oreste Palmieri e Cesare Gallinelli.
Dopo gli arresti eseguiti a febbraio 2023, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, aveva ascoltato nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia tre delle quattro persone, ritenute pusher tra Sabaudia e Latina.
Il 22 febbraio 2023, infatti, all’esito di articolata attività di indagine, su disposizione dell’allora Procuratore della Repubblica Aggiunto Carlo Lasperanza e del Sostituto Procuratore Giuseppe Miliano, che avevano diretto l’indagine, i Carabinieri della Stazione di Sabaudia avevano eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare emesse dallo stesso Gip Giuseppe Cario.
A comparire davanti al Gip Cario, Davide Cappelletti, arrestato già nel marzo 2022, nell’ambito della medesima indagine, Maurizio Compagno e Cristian Compagni. Questi ultimi due, sottoposti al misura cautelare del carcere, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre Cappelletti, che si trovava agli arresti domiciliari, aveva confermato di aver tenuto la cosiddetta retta, ossia di aver custodito in casa la droga. Per quanto riguarda il quarto indagato, Gianni Compagni, era stato ascoltato in altro interrogatorio in quanto il suo arresto avvenne mediante la collaborazione internazionale della Guardia Civil spagnola a Las Palmas, comune dell’arcipelago delle Canarie, laddove l’uomo aveva aperto un’attività imprenditoriale.
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L’attività di indagine, iniziata nel mese di novembre 2021 a seguito di diversi sequestri di sostanza stupefacente a carico di alcuni assuntori locali, tutti individuati nell’ambito dei servizi predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Latina, aveva permesso di appurare – spiegava una nota dei Carabinieri – come gli arrestati, di cui uno residente a Sabaudia, uno a Latina ed uno sottoposto agli arresti domiciliari per precedenti reati concernenti le sostanze stupefacenti, avessero gestito, nell’abitazione di uno di questi, un’ampia e fiorentissima attività di spaccio di sostanze stupefacenti.
A seguito di approfondite indagini, i militari dell’Arma avevano potuto ricostruire le modalità di distribuzione dello stupefacente, che veniva dapprima acquisito e custodito da uno degli odierni arrestati, per poi essere spacciato a Sabaudia, nell’abitazione di uno degli arrestati. Un’attività illecita che non conosceva soste, spiegava la nota dei Carabinieri. Giorno e notte gli acquirenti della provincia pontina affluivano verso l’abitazione sede dello spaccio, anche più volte al giorno, per acquistare le proprie dosi di sostanza stupefacente. Diversi assuntori, infatti, dopo i controlli di polizia in cui era stati segnalati all’autorità amministrativa a seguito del sequestro di sostanza stupefacente per uso personale, subito ritornavano dagli arrestati odierni al fine di acquistare nuove dosi, prontamente recuperate e sequestrate dai Carabinieri di Sabaudia.
Nel corso delle attività d’indagine, i Carabinieri, a marzo 2022, avevano già tratto in arresto due persone, tra cui Cappelletti, sequestrato oltre un chilo di cocaina purissima, recuperando materiale per il taglio, il confezionamento e la pesatura delle dosi, una pistola di provenienza illecita e somme di denaro contante ritenute provento dell’attività illecita, a riprova dell’eccellente andamento commerciale della piazza di spaccio.
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Nella mattinata degli arresti, nel corso dell’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, i militari avevano perquisito le abitazioni in uso agli arrestati anche col supporto e la partecipazione di un’unità cinofila del Nucleo Carabinieri Cinofili di Santa Maria di Galeria, rinvenendo ulteriori 184 grammi di cocaina in parte suddivisa in dosi ed in parte ancora in “palle” da tagliare, opportunamente occultate all’esterno dell’abitazione incriminata, in uno dei canali di bonifica che scorre davanti quella casa, nel comune di Sabaudia. Da quest’ultimo episodio è nato il procedimento penale per Compagno e Ciarelli, oggi definitosi in udienza preliminare.
