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DOMICILIARI PER L’AGENTE COINVOLTO NEL GIRO DI DROGA E ASTICI NEL CARCERE DI LATINA

in Giudiziaria

Gianni Tramentozzi, l’agente di polizia penitenziaria coinvolto nell’inchiesta Petrus, interconnessa con l’altra inchiesta “Astice”, dopo cinque mesi di detenzione è agli arresti domiciliari, come disposto dal giudice del Tribunale di Latina Giorgia Castriota.

Il cambiamento della misura cautelare verso una meno restrittiva a cui è sottoposto Tramentozzi deriva dalla richiesta dell’avvocato di parte, anche a seguito della scelta del Tramentozzi di optare per il rito abbreviato (con sconti di un terzo della pena) dopo che la Procura aveva chiesto il giudizio immediato.

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Le due inchieste, Astice e Petrus, avevano portato gli inquirenti a scoprire che nel carcere pontino entrava di tutto: dalle sigarette alla derrate alimentari, dalla droga agli astici. Il giro di droga, inoltre, si espandeva anche all’esterno della Casa Circondariale di Latina. Le indagini erano state condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina e coordinate dal pm Valerio De Luca e Giuseppe Bontempo, avevano portato a scoprire il sistema attraverso quale eludere i controlli grazie soprattutto alla compiacenza di alcuni agenti di polizia penitenziaria.

Le accuse e i 34 provvedimenti restrittivi firmati dal giudice Giuseppe Cario erano rimasti in piedi anche dopo le valutazioni fatte dal Riesame, ragione per cui molti degli imputati avevano scelto riti alternativi e un’altissima percentuale andrà a giudizio con il rito abbreviato, la stessa via scelta da Tramentozzi, al quale viene contestata corruzione e cessioni di dosi di droga.

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