DESERTIFICAZIONE NELL’AGRO PONTINO: LE AZIONI PER LIMITARE LA SALINIZZAZIONE

desertificazione nell'Agro pontino, azioni da compiere subito

La salinizzazione dei suoli e dell’acqua di falda, analizzata nell’articolo “Tra Sabaudia e Terracina emergenza salinizzazione: desertificazione e falda in pericolo” , è come una malattia cronica dalla quale non è possibile guarire ma che è possibile curare procedendo con ordine.

La polivalenza delle cause che cagionano la desertificazione va distinta in due classi: quelle che devono essere contrastate a livello nazionale (come il graduale innalzamento globale della temperatura terrestre e del livello delle acque marine) e altre, come l’erosione costiera o l’emungimento sregolato dell’acqua dai pozzi che, invece, richiedono una concertazione regionale e locale.

Parimenti, esistono delle azioni attuabili che possono, anzi, devono essere intraprese nell’immediato e nel locale da tutti coloro che, a vario titolo, sono effettivamente coinvolti nei risvolti di questo fenomeno cronico che sta compromettendo il futuro di tutte le generazioni, presenti e future, di individui, di flora e fauna, insomma degli ecosistemi dell’Agro Pontino e, soprattutto di quelli del Parco Nazionale del Circeo.

1. COSA POSSONO FARE SUBITO GLI AGRICOLTORI

Le azioni che possono essere adottate subito per mitigare gli effetti della salinizzazione dei suoli riguardano soprattutto l’eccessivo sfruttamento delle falde di acqua dolce sotterranea, e quindi la salinizzazione secondaria, si fondano sulla necessità di cambiare radicalmente alcune abitudini agricole soprattutto collegate ai metodi di irrigazione.

OTTIMIZZAZIONE DELLE IRRIGAZIONI E DEL CONSUMO DI ACQUA

Pannello di controllo del portale IRRIFRAME

IRRIFRAME – Portale dell’irrigazione che, previa registrazione, offre gratuitamente servizi funzionali ad indicare agli agricoltori il preciso momento di intervento irriguo ed il volume di acqua ottimale, basandosi su dati del bilancio idrico relativo a suolo-pianta-atmosfera e sulla convenienza economica dell’intervento irriguo. Latina Tu ha effettuato l’iscrizione e il portale risulta attivo, funzionale e sufficientemente intuitivo, e va inteso come un servizio che migliorerà all’aumentare dei dati inseriti di volta in volta dagli utenti/imprenditori agricoli che si registrano.

TECNIRRI: un sito web che offre un insieme di programmi di calcolo che consentono agli utenti di orientarsi verso l’adozione di impianti più opportuni alle varie esigenze agricole, considerando le caratteristiche qualitative e di omogeneità di distribuzione per il tipo di coltivazione. Il sito considera solamente sistemi di irrigazione a goccia e ad aspersione

NUOVE TECNICHE: LA SUB-IRRIGAZIONE

Esempio di impianto di sub-irrigazione
Esempio di impianto di sub-irrigazione

La sub-irrigazione è una tecnica per cui l’acqua necessaria al sostentamento di ciascuna coltura viene somministrata direttamente all’apparato radicale, in modo da minimizzare gli sprechi di acqua. Al momento, la subirrigazione non viene ancora considerata come alternativa da Irriframe e Tecnirri, gli strumenti per l’ottimizzazione dei sistemi irrigui riportati nel paragrafo precedente. Questa modalità di irrigazione sotterranea è ancora oggetto di ulteriori studi e perfezionamenti ma ha già dimostrato la propria dirompenza in diverse sperimentazioni, come ad esempio a Pavia dove è in corso un progetto per la subirrigazione del riso: le piante non sono più sommerse per metà della loro lunghezza dall’acqua perché il riso, seminato a file, vede le proprie radici subirrigate e protette da un telo biodegradabile posto sulla superficie del terreno.  

Per intraprendere l’alternativa innovativa della sub-irrigazione è preferibile collaborare, in maniera singola o associata tra più imprenditori agricoli, con professionisti e con università, come ad esempio la facoltà di Ingegneria de La Sapienza che ha proprio sede a Latina. Con partner di questo calibro potrebbe essere più semplice accedere a finanziamenti comunitari diretti in regime di partenariato. Per quanto riguarda i finanziamenti europei indiretti, cioè quelli messi a disposizione tramite gli enti regionali, la Regione Lazio non ha ancora manifestato l’intenzione di creare bandi ad hoc per questo tipo preciso di innovazione in ambito irriguo.

COLTIVAZIONE DI DIFFERENTI PRODOTTI AGRICOLI

Le colture tipiche di un territorio forniscono al paesaggio un particolare valore edonistico ed evocativo, come i terrazzamenti a secco di limoni sulla Costiera Amalfitana o le distese di grano del Tavoliere delle Puglie, il granaio d’Italia, aumentando così la potenziale disponibilità emotiva e pratica dei soggetti che si sentono coinvolti dal proprio territorio. Il venir meno di questo contesto di cultura rurale locale, in questo caso non sarà più imputabile solo a ciò che detta il mercato di massa, ma sarà la conseguenza dalle cattive abitudini della generazione agricola in comando, sorda all’emergenza climatica e alla sostenibilità della vita dei loro posteri, circostanza che sta letteralmente mandando in fumo la possibilità di conservazione delle colture che caratterizzano l’identità di un territorio.

COLTURE IRRIGUE E NON IRRIGUE

Le colture non irrigue sono quelle che non necessitano una irrigazione artificiale giornaliera e per la maggior parte comprendono le colture cerealicole (tranne mais e sorgo che vengono impiegate fresche per la zootecnia): grano, orzo, farro, avena per la maggiore, perché hanno un ciclo vitale che si sostenta con l’acqua piovana; vengono seminati nel tardo autunno o alle porte dell’inverno e maturano a inizio estate. Ci sono anche alcuni tipi di leguminose (lupino, fava e favino), che, per il loro ciclo colturale che parte dall’autunno, non hanno bisogno di irrigazione. Da considerare anche il girasole e la canapa che crescono bene senza irrigazione puntuale, pur se il periodo di semina coincide con l’inizio della primavera.

Soltanto alcune colture irrigue, cioè che hanno bisogno di un piano giornaliero di irrigazione per il loro sviluppo e per una resa economicamente sostenibile, presentano un’elevata tolleranza alla salinità e vengono annoverate nella classe delle piante “tolleranti” e tra queste rientrano la barbabietola, l’asparago, lo spinacio e alcune qualità di pomodoro. Ad esempio, il pomodoro coltivato nei suoli torbosi da leggermente a moderatamente salini delle Valli del Mezzano, nel Ferrarese, raggiunge una produzione mediamente più bassa, circa 700 quintali, ma con colore e grado zuccherino (Brix) mediamente maggiore. La classe “sensibile” comprende relativamente poche specie tra le quali si possono citare il fagiolo, la lattuga, l’arancio ed il pesco. 

2. COSA PUÒ FARE IL GESTORE DEL SERVIZIO IDRICO (E I CONSORZI DI BONIFICA)

La mancata manutenzione ordinaria e straordinaria della rete di distribuzione d’acqua sul territorio determina consistenti perdite in termini di qualità e quantità del prezioso bene idrico. Una maggiore attenzione alla qualità del servizio e una rivalutazione dei costi sopportati dagli utenti in bolletta (auspicabili minori costi della gestione del sistema e maggiori costi del consumo vero e proprio d’acqua) risultano necessarie per ridurre la continua rincorsa a nuove esigenze di consumo e prelievo idrico. Recentemente, l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha pubblicato un documento contenente delle indicazioni sull’utilizzo efficiente dell’acqua in cui si parla dell’evidente calo delle disponibilità idriche particolarmente evidente nell’Europa meridionale, causato principalmente da livelli più bassi delle precipitazioni, secondo un indicatore AEA.

3) COSA POSSONO FARE GLI ENTI LOCALI: REGIONE, PROVINCIA E COMUNI

Italia: aree affette da salinizzazione in Italia secondo l'Agenzia europea ambiente
Italia: aree affette da salinizzazione in Italia secondo l’Agenzia europea ambiente

Non perdere tempo con la convocazione di tavole rotonde almeno fin quando non si abbia una proposta seria e completa di cui discutere, per dare forma successivamente a un preciso e concreto protocollo di azione che abbia come scopo non derogabile quello della salvaguardia delle risorse idriche e, dunque, della vivibilità tout court dei territori di competenza degli enti locali responsabili.

COLLABORARE CON UNIVERSITÀ E ISTITUTI DI RICERCA

L’acqua utilizzata in agricoltura, di fatti, non avendo un prezzo di mercato e non essendo per essa ben definiti i diritti di proprietà viene, inevitabilmente, sfruttata, con ripercussioni sul benessere collettivo e sulle generazioni future (Zilberman e Schoengold, 2005). Per gestire al meglio un bene pubblico è importante considerare, oltre ai benefici diretti che la sua fruizione comporta, anche le esternalità da esso prodotte ovvero le variazioni di benessere positive o negative su individui o sulla produttività di imprese che non intervengono direttamente nella attività di consumo o produzione di quel bene”. Così scrivono i ricercatori De Meo, Yoshida e Valente dell’Università di Foggia e dell’Università di Santiago di Compostela (Spagna), i quali hanno elaborato uno studio su “Le esternalità ambientali dovute all’irrigazione: un caso di studio riferito alla valutazione economica della salinizzazione delle acque di falda in ambienti mediterranei”.

L'agricoltura di precisione è un modo per ottimizzare le risorse naturali nel perseguimento della sostenibilità ambientale ed economica
L’agricoltura di precisione è un modo per ottimizzare le risorse naturali nel perseguimento della sostenibilità ambientale ed economica

Questo calcolo delle numerose variabili che determinano l’andamento agricolo di un’area è stato sviluppato sulle caratteristiche del distretto di Capitanata, nel foggiano, molto simile alla conformazione idrogeologica dell’Agro Pontino. Nel caso oggetto di studio, si analizzano separatamente due scenari: il primo rappresenta la situazione attuale, in cui l’acqua sotterranea viene sfruttata in modo eccessivo e, di conseguenza, la concentrazione salina aumenta progressivamente nel tempo, causando una riduzione delle rese colturali; nel secondo si ipotizza un utilizzo sostenibile dell’acqua di falda passando da coltivazioni irrigue a quelle non irrigue affinché venga garantita una certa sostenibilità economica. La differenza dei profitti ottenuti nel tempo rappresenterà la stima dello sfruttamento dell’acqua di falda e questa osservazione ha portato i ricercatori alla conclusione che la somma dei margini lordi delle colture prodotte con eccessivo dispendio idrico eguaglieranno nel tempo quelli delle colture non irrigue che possono sostituirle in campo.

Come dire, ci conviene ma non vogliamo rendercene conto.

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