DECRETO FLUSSI NEL LAZIO E A LATINA, FLAI CGIL: “DATI SCONFORTANTI”

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Dati definiti “sconfortanti” e un sistema ritenuto inefficace. È un giudizio netto quello espresso dalla Flai Cgil Roma e Lazio e Frosinone Latina, che torna a puntare il dito contro il funzionamento del Decreto Flussi, alla luce dell’analisi diffusa dalla campagna “Ero straniero”.

“Per il Lazio i dati seguitano a essere sconfortati e negativi, con un tasso di successo nella procedura pari al 4,9%”, si legge nella nota del sindacato, che evidenzia il divario tra quote assegnate, domande presentate e permessi di soggiorno effettivamente rilasciati.

Particolarmente critica la situazione nella Capitale: “Tra le province la peggiore, anche con il raffronto a livello nazionale, risulta essere proprio Roma, capitale in questo caso della inefficienza, con lo 0,08% di successo della procedura”.

Uno scenario che mette in luce profonde criticità nel sistema di ingresso dei lavoratori stranieri, con risultati molto differenti da territorio a territorio. Latina, pur con numeri giudicati comunque insufficienti rispetto alle aspettative, registra un andamento migliore: “Con un tasso di successo del 15,09%, pari a 466 permessi di soggiorno richiesti a fronte di 1.332 visti rilasciati, Latina risulta tra le province più “virtuose””, insieme ad altre realtà nazionali come Ragusa, Verona, Milano e Brescia.

Tuttavia, anche questo dato solleva interrogativi: “Un dato che desta particolare preoccupazione e che andrebbe attentamente valutato”, sottolinea la Flai Cgil, evidenziando come il numero di visti rilasciati non si traduca automaticamente in ingressi regolari e stabili.

L’analisi entra nel dettaglio delle dinamiche regionali: “Roma, con quasi il 49% delle domande ricevute, ottiene appena il 7% dei permessi di soggiorno; mentre Latina, con circa il 37% delle domande, arriva a finalizzare oltre il 70% dei permessi nel Lazio”. Un dato che evidenzia una forte disomogeneità nel sistema.

Altro elemento rilevante riguarda la tipologia di lavoro: “Circa l’86% dei permessi riguarda il lavoro stagionale, a conferma che questo canale resta il più utilizzato, ma anche il più fragile”.

Numeri che, secondo il sindacato, non rispondono alle reali esigenze del mercato del lavoro. “Nel 2025 a Latina sono state previste 3.088 quote, ma sono pervenute 5.963 domande, un dato comunque inferiore rispetto agli anni precedenti, mentre 413 persone risultano ancora in attesa di ingresso”.

Alla luce di questi dati, la posizione della Flai Cgil è netta: “Il tasso complessivo del 4,9% conferma tutti i nostri giudizi negativi sul sistema del Decreto Flussi. Un sistema che non è modificabile ma solo da cancellare”.

Secondo il sindacato, è necessario un cambio radicale: “Serve sostituirlo con norme più efficaci, rispettose delle persone in cerca di occupazione e capaci di rispondere alle esigenze delle aziende, evitando quel meccanismo perverso fatto di truffe e intermediazioni già nei Paesi di origine”.

Una critica che si estende anche al meccanismo del cosiddetto “click day”: “Non consente di far entrare la manodopera programmata, ma determina a ogni passaggio una perdita consistente dei posti di lavoro previsti”. Infine, l’allarme sulle conseguenze sociali: “Questo sistema rischia di generare clandestinità, trasformando lavoratori che arrivano con la promessa di un impiego regolare in persone esposte allo sfruttamento, nelle mani di caporali e intermediari senza scrupoli”.

Un quadro complessivo che, secondo la Flai Cgil, impone una riflessione urgente a livello nazionale, per superare un modello che, nei fatti, “continua a produrre inefficienze e vulnerabilità nel mondo del lavoro”.

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