DASPO PER IL PRESIDENTE DEL CALCIO A 5: “SOLO UN LITIGIO, MAI UTILIZZATO ALCUN COLTELLO”

Destinatario del provvedimento Daspo dopo una contestazione avvenuta a Latina, Cascarini nega di aver utilizzato un coltello

Pochi giorni fa, il Questore di Latina, Raffaele Gargiulo, nel quadro delle attività dirette a contrastare il fenomeno delle violenze in occasione di manifestazioni sportive, ha emesso il provvedimento di Divieto di Accedere a Manifestazioni Sportive (D.A.Spo.), nei confronti di un 46enne di Latina: si tratta di Silviano Cascarini, Presidente della Littoriana Futsal, squadra di calcio a 5 dilettantistica.

Secondo una nota della Questura di Latina, l’uomo, in occasione di un incontro di calcio a 5 valevole per il campionato di Serie C, tenutosi presso un impianto sportivo di Latina, che ha visto di fronte la Polisportiva Li.Ve. e il Morolo, ha dapprima contestato con veemenza i giocatori in campo, costringendo il Direttore di gara ad interrompere l’incontro e subito dopo ha aggredito con un’arma da taglio un tifoso della squadra ospite, fortunatamente senza conseguenze.

Una lettera dell’avvocato Domenico Bianchi, che assiste Cascarini, puntualizza che l’uomo, in riferimento all’articolo di Latina Tu, si sente “sdegnato da quanto riportato”, smentisce quanto è stato pubblicato e chiede un’immediata rettifica. “Si rappresenta – si legge nella lettera dell’avvocato – come infatti non vi sia alcuna prova della presenza dell’asserito coltello – vero è che tra il Cascarini e il denunciante è intercorsa un’animata discussione, ma si è trattato esclusivamente di un litigio verbale; i due non si sono mai neppure sfiorati”.

“Palesemente falso è pertanto quanto riferito dal denunciante relativamente alla presenza di un coltello.
A conferma di ciò – continua la lettera dell’avvocato -, proprio dall’annotazione redatta dagli agenti intervenuti sul posto, emerge che gli stessi assumevano informazioni da tre testimoni oculari i quali hanno riferito che sono intervenuti per interrompere la discussione e riferivano di non aver visto alcun coltello”.

“I testimoni hanno assistito ai fatti e tuttavia, pur evidentemente contigui alla tesi del denunciante, non hanno confermati gli assunti di costui riguardo la pretesa arma; in altri termini, – conclude la lettera del legale – l’esternazione del denunciante riguardo il coltello non è stata confermata da nessuno dei testimoni oculari”.

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