CRISI ALLA KOCH-GLITSCH DI APRILIA, SI: “FERMARE LICENZIAMENTI, MINISTRO E REGIONE AGISCANO”

Koch-Glitsch/KES Italy, Sinistra Italiana Aprilia: “Difendere i lavoratori, fermare i licenziamenti. Ministro e Regione rispondano del futuro industriale di Aprilia”

Sinistra Italiana Aprilia esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Koch-Glitsch/KES Italy di Aprilia, impegnati in queste ore in una mobilitazione fondamentale per difendere il lavoro, il futuro dello stabilimento e la dignità di decine di famiglie.

Nella mattinata di oggi fuori dai cancelli dello stabilimento i lavoratori hanno mantenuto un presidio fino alle ore 11 dove ha partecipato anche il Segretario di Sinistra Italiana Aprilia, Davide Casari, a testimonianza della vicinanza concreta del circolo alla vertenza e alla mobilitazione operaia.

“La vicenda è gravissima. Non siamo davanti a una crisi aziendale dichiarata, né a un destino inevitabile. Siamo davanti alla scelta di ridimensionare il sito di Aprilia e di spostare all’estero produzioni e attività, scaricando sui lavoratori il costo di una strategia industriale decisa altrove. È inaccettabile che si proceda con chiusure, tagli e licenziamenti senza un reale confronto e senza che siano state esplorate tutte le soluzioni per salvaguardare occupazione e produzione.

Quello che accade alla Koch-Glitsch/KES Italy non è un caso isolato. Tutta la città di Aprilia sta subendo da anni scelte industriali che penalizzano il territorio, indeboliscono il tessuto produttivo e mettono a rischio lavoro, competenze e prospettive di sviluppo. Aprilia continua a pagare il prezzo di decisioni prese lontano dal territorio, spesso senza una vera responsabilità sociale da parte delle imprese e senza una risposta adeguata da parte delle istituzioni.

Per questo il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero del Lavoro e la Regione Lazio devono rispondere di quanto sta accadendo. Devono spiegare quali strumenti intendano mettere in campo per difendere il lavoro ad Aprilia, impedire delocalizzazioni mascherate e garantire che il territorio non venga trattato come una piattaforma produttiva da usare e abbandonare.

Per Sinistra Italiana Aprilia la priorità è chiara: la procedura di licenziamento collettivo deve essere ritirata. Serve un piano industriale serio, trasparente e verificabile, che dica quale futuro l’azienda intende garantire allo stabilimento di Aprilia e ai lavoratori. Non bastano formule generiche sulla riorganizzazione: il territorio ha diritto di sapere se l’obiettivo è mantenere una presenza produttiva reale o trasformare Aprilia in un presidio marginale.

Chiediamo alla Regione Lazio di svolgere fino in fondo il proprio ruolo, non limitandosi a un tavolo formale, ma pretendendo dall’azienda impegni precisi su occupazione, investimenti e continuità produttiva. Chiediamo anche al Governo di intervenire: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero del Lavoro non possono restare a guardare mentre un sito industriale storico del territorio rischia di essere svuotato per ragioni di convenienza produttiva e delocalizzazione.

Sinistra Italiana Aprilia è pronta a sollecitare i propri riferimenti parlamentari affinché venga chiesto formalmente al Governo e ai ministri competenti cosa stia accadendo alla Koch-Glitsch/KES Italy, quali iniziative intendano assumere e come pensino di impedire che una scelta unilaterale dell’azienda produca un danno occupazionale e industriale così pesante per Aprilia.

Questa vertenza non riguarda solo i lavoratori direttamente coinvolti. Riguarda l’intera città, il suo tessuto produttivo, la sua capacità industriale e il futuro del lavoro nel nostro territorio. Ogni posto di lavoro perso è una ferita sociale, economica e democratica.

Sinistra Italiana Aprilia continuerà a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della vertenza e sarà al fianco dei lavoratori, delle RSU e delle organizzazioni sindacali in ogni iniziativa utile a difendere occupazione, diritti e dignità.

Il lavoro non può essere sacrificato sull’altare della delocalizzazione. Aprilia non può essere svuotata nel silenzio delle istituzioni“.

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