CORDEN PHARMA: RIBADITI I 125 LICENZIAMENTI DALL’AZIENDA DI SERMONETA. DISACCORDO SULLA CIGS

Il presidio sotto la sede di Unindustria
Il presidio sotto la sede di Unindustria (16 dicembre 2019)

Crisi e licenziamenti in Corden Pharma: all’incontro tra azienda e sindacati, ribaditi i 125 licenziamenti dall’azienda, disaccordo sulla Cassa Integrazione straordinaria

Corden PharmaSecondo appuntamento, dopo il primo che si era concluso con un verbale di rinvio, tra l’azienda Corden Pharma di Sermoneta, le organizzazioni sindacali e la rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) dello stabilimento presso Unindustria a Latina.

Nel vertice che si è tenuto nel capoluogo, è stata confermata la riduzione dei volumi di lavoro e la fine, in poco più di un anno, della produzione di antibiotici dalla data del 31 gennaio 2022.

Ciò che sembra essere la questione centrale, diventata una sicurezza e non più una eventualità, è la cessione del ramo di azienda che avverrà tramite bando pubblico. Per far sì che si attui la vendita del business della piattaforma ecologica, sono stati stabiliti i tre punti essenziali: l’approvazione dell’omologa per chiudere la procedura di concordato che investe Corden Pharma, l’accordo sindacale e l’ottenimento delle autorizzazioni regionali.

Laboratorio Corden PharmaAd oggi, secondo la RSU, la società che potrebbe acquistare il ramo d’azienda partirebbe con 29 persone, dieci delle quali sono tra gli esuberi prospettati dal piano di gestione di Corden Pharma.
La Rsu ha quindi ribadito l’importanza di riassorbire il maggior numero di esuberi all’interno di questa area, sottolineando come Regione Lazio dovrà giocare un ruolo attivo riqualificando e formando, laddove necessario, le risorse umane.

Il termine per l’l’incentivo all’esodo, ad ogni modo, è stato prorogato al 24 gennaio 2020.

sindacatiLe organizzazioni sindacali hanno, inoltre, chiesto all’azienda se ci fossero le condizioni per la proroga della CIGS (Cassa Integrazione straordinaria). Un motivo di scontro tra azienda e sindacati, in quanto la prima ha ribadito che tale possibilità è strettamente legata al fatto che la Cigs non preveda una rotazione obbligatoria, ricevendo dai secondi una ferma opposizione per cui, invece, la rotazione viene posta come condizione assoluta; chiesto anche, da parte dei sindacati, un aggiornamento sull’evoluzione delle esternalizzazioni, talché l’azienda ha comunicato che rispetto alla situazione in essere si sono aggiunte le risorse del payroll e del finance.

Confermati i 125 esuberi come strutturali, l’azienda ha ribadito che l’abbassamento del costo del lavoro resta un dato fondamentale per il proseguo e, sebbene al momento non si è entrati nel merito di una trattativa, ha comunque reso noto che la quattordicesima, congelata nell’accordo dell’anno scorso, ha un valore economico in termini di costo del lavoro che si può tradurre in 20/25 esuberi.

Il prossimo incontro avverrà a fine anno. Le parti si rivedranno in Unindustria lunedì 30 gennaio alle ore 11.

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