CONTINUANO LE PUZZE MOLESTE A BORGO MONTELLO. LIBRALATO: COMUNE FERMO E NON COMUNICA CON LA REGIONE

Discarica

Non fa più notizia, è uscito dai radar delle agende politiche e dell’informazione ma la discarica di Borgo Montello esiste e, purtroppo, lotta contro di noi. Secondo una dettagliata segnalazione e analisi dell’ambientalista Giorgio Libralato, continuano le emissioni odorigene moleste in via Monfalcone, la strada che scorre di fronte al mostro che da 48 anni ha deviato la storia di quelle terre. E non mancano alcune mirate critiche alle amministrazioni regionali e, sopratutto, a quella comunale, ferma alla conferenza dei servizi di febbraio. Da lì il buio più pesto frammisto di incomunicabilità tra enti, immobilismo e impotenza.

Giorgio Libralato
Giorgio Libralato

Nella qualità di tecnico incaricato dai cittadini residenti in via Monfalcone Latina, davanti alla discarica di Borgo Montello – scrive Libralato sul suo blog pontiniaecologia – anche nelle giornate di martedì 27, mercoledì 28 agosto sono continuate le emissioni moleste in via Monfalcone, in diversi orari e con durata e intensità anche a seconda delle condizioni atmosferiche.

Era stata effettuata richiesta di accesso agli atti presso l’ufficio della Regione Lazio in via Tintoretto, individuando una prima serie di documenti di cui estrarre copia. La regione Lazio però non risponde da oltre un mese contrariamente alla normativa in materia di accesso agli atti e alla trasparenza. Per questo motivo si ripete l’istanza di accesso agli stessi documenti anche presso l’ufficio ambiente del Comune e della Provincia di Latina. Inoltre dopo la conferenza dei servizi del 15 febbraio 2019 e l’accesso agli atti del verbale per la bonifica della stessa discarica., l‘area rifiuti della regione Lazio ci ha comunicato di non aver ricevuto il verbale della stessa conferenza dei servizi del 16/2/2019 che è quindi stato consegnato dal sottoscritto. Si chiede di conoscere il motivo per il quale l’ufficio ambiente del comune di Latina non ha trasmesso lo stesso verbale all’area rifiuti oppure il motivo per il quale il medesimo verbale non è arrivato nell’ufficio dell’area rifiuti della Regione Lazio che conserva tutto l’archivio sulla discarica.

Mappa invasi Borgo Montello (2014 ARPA)
Mappa invasi a Borgo Montello (2014 ARPA)

Si chiede di sapere quando è stata convocata la nuova conferenza dei servizi per la bonifica, da parte del comune di Latina o di altro ente, considerato che l’assessore all’ambiente del comune l’annunciava come “prossima e imminente” oltre 5 mesi fa e invece, precedentemente ci è stato risposto dallo stesso ufficio ambiente del comune di Latina tale conferenza non era in programma.

Si chiede inoltre di sapere – continua Libralato – quali accorgimenti siano stati presi dalle P.A. per prevenire i fenomeni di smaltimento illecito dei rifiuti riportati nella relazione contro le ecomafie, approvato dalla Commissione nella seduta del 20/12/2017, doc. n. 32, in considerazione di quella che la relazione descrive come contiguità tra aziende del settore e P.A., nonché dell’assegnazione di pratiche a Personale che hanno dichiarato alla stessa Commissione di non conoscerne smaltimenti, condizioni illecite e situazioni di inquinamento.

Regione LazioSi chiede di sapere, inoltre, se la mancata attuazione della gestione post mortem possa corrispondere ad un mancato rispetto della normativa ambientale; se la eventuale mancata richiesta / imposizione, da parte della Regione Lazio, della Provincia di Latina, del Comune di Latina della gestione post mortem, al completamento dei volumi autorizzati possa significare omissioni in atti di ufficio; se vi sia stato l’adempimento alle prescrizioni relative alle autorizzazioni sulle emissioni che comprendevano tutta una serie di studi e monitoraggi della discarica cadenzati nel tempo (leggile per intero qui)

Roberto Lessio
Roberto Lessio, Assessore all’Ambiente nella Giunta Coletta

Anche se non è rinvenibile un riferimento espresso alle emissioni odorigene, le stesse debbono ritenersi ricomprese nella definizione di «inquinamento atmosferico» e di «emissioni in atmosfera», poiché la molestia olfattiva intollerabile è al contempo sia un possibile fattore di «pericolo per la salute umana o per la qualità dell’ambiente», che di compromissione degli «altri usi legittimi dell’ambiente», ed in sede di rilascio dell’autorizzazione, dovendo essere verificato il rispetto delle condizioni volte a minimizzare l’inquinamento atmosferico (infatti per l’art. 296, comma 2, lett. a, del Dlgs. 152/2006, il progetto deve indicare le tecniche adottate per limitare le emissioni e la loro quantità e qualità), possono pertanto essere oggetto di valutazione anche i profili che arrecano molestie olfattive facendo riferimento alle migliori tecniche disponibili.

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