COMMISSIONÒ INCENDIO ALL’AUTO DELLA GDF PER UNA RITORSIONE: PENA DIMEZZATA PER IOVINELLA

Corte d'Appello di Roma
Corte d'Appello di Roma

La Corte di Appello di Roma ha dimezzato la pena al 40enne di Nettuno, Pasquale Iovinella, accusato di aver commissionato l’incendio di un’auto della Guardia di Finanza a Nettuno

La sentenza è arrivata dopo che la Suprema Corte di Cassazione aveva accolto il ricorso della difesa e annullato la condanna di primo grado a 6 anni di reclusione. Il 40enne è stato ritenuto responsabile di aver pagato due cittadini egiziani, nel febbraio 2018, per dare fuoco a un’auto di servizio della Guardia di Finanza proprio nel piazzale della Caserma in pieno centro.

L’uomo, assistito dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Marialibera De Santis, secondo l’accusa della Procura di Velletri, che ne chiedeva la condanna a 6 anni, si voleva vendicare contro le Fiamme Gialle per un sequestro di stupefacente e di denaro contante per circa 15 mila euro patito nei mesi precedenti. La Corte d’Appello ha dimezzato la condanna inflitta in primo grado al 40enne a 3 anni. 

Come emerse dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Velletri, infatti, Iovinelle commissionò un incendio come ritorsione per l’arresto effettuato nei suoi confronti dai militari della Compagnia di Nettuno il 13 settembre 2017.

Iovinella, con la collaborazione di una guardia giurata, commissionò, per poche centinaia di euro, l’atto intimidatorio ai due cittadini egiziani  -uno dei due era minorenne e viveva in una casa famiglia a Latina, mentre l’altro controllava un autolavaggio sempre nel capoluogo pontino – i quali danneggiarono un’autovettura di servizio della Compagnia di Nettuno, data alle fiamme proprio nel parcheggio antistante la caserma, in Piazza Mazzini (al centro di Nettuno). Il fuoco fu appiccato, il 2 febbraio 2018, proprio dal minorenne che, come si legge nei verbali, riportò la storia. residente, all’epoca dei fatti, presso una casa famiglia della provincia pontina.

“Nel mese di ottobre 2017 – raccontò Elsayed (questo il nome dell’allora minorenne – sono stato avvicinato da due napoletani che avevo conosciuto ad agosto, i quali mi hanno chiesto di bruciare due autovetture della Guardia di Finanza e in cambio mi avrebbero pagato 200 euroMi hanno comunicato che volevano vendicarsi di un sequestro del valore di 25mila euro eseguito in loro danno da parte vostra (ndr: della Finanza). In quel momento ho rifiutato di farlo ma poi ho accettato per paura che si vendicassero“. Pasquale Iovinella, poi, si sarebbe rifiutato di pagare 200 euro poiché il patto era per due macchine e siccome ne fu bruciata solo una, al ragazzino venne consegnata una semplice banconota da cento euro.

Iovinella è un nome noto alle cronache giudiziarie. Nel mese di marzo del 2018 fu arrestato dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma nell’ambito dell’operazione “Gallardo”, quale componente di un’associazione a delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti, operante nel quartiere San Basilio di Roma e nella città di Nettuno, e diretta dai figli di un boss storico del clan camorristico dei Licciardi (i fratelli Salvatore e Genny Esposito, figli di Luigi detto ‘Nacchella’), reucci del Rione Berlingieri (Napoli), componenti dell’Alleanza di Secondigliano insieme alla famiglia Mallardo di Giugliano in Campania e in grado di gestire i flussi di droga direttamente con i narcos messicani.

Inoltre, sempre Iovinella fu destinatario nel 2020 di un sequestro di beni per il valore di 400.000 euro.

Articolo precedente

TENTA DI DARE FUOCO ALLE AUTO DI MOGLIE E FIGLIA: ARRESTATO UOMO ACCUSATO DI MALTRATTAMENTI

Articolo successivo

SERMONETA, AREA DELLA MANDOLINA SEQUESTRATA DI NUOVO

Ultime da Giudiziaria