CLAUDIO DURIGON, DA ROMA LADRONA A ROMA PIACIONA

Claudio Durigon
Claudio Durigon

Fino a pochi anni fa nessuno avrebbe pensato che il destino politico del latinense Claudio Durigon si sarebbe potuto incrociare con la Lega Nord.

Renata Polverini, ex Presidente Regione Lazio (2010-2012)
Renata Polverini, ex Presidente Regione Lazio (2010-2012). Si dimise da Governatrice del Lazio in seguito allo scandalo derivato dall’inchiesta della magistratura riguardante il consigliere regionale Franco Fiorito, detto Batman. L’inchiesta portò alla luce un sistema di fondi pubblici elargiti ai membri del Consiglio della Regione Lazio

Stiamo parlando del sottosegretario del Ministero del Lavoro nel fu Governo gialloverde, giunto a cotanto traguardo dopo un lungo girovagare nell’ambito sindacal-politico: un vita al sindacato dell’Ugl, di cui è stato anche vicesegretario generale; un incarico ben remunerato all’Assessorato del Lavoro nella Regione Lazio dell’indimenticata e indimenticabile Renata Polverini, già segretaria generale dell’UGL; la discesa in politica con Città Nuove, la fu lista-partito della medesima Polverini, e poi con Storace per cui fu candidato alle Regionali nel 2013. Infine, arriva l’incontro con la Lega (non più Nord) e con il suo capitano Salvini in tempo per farsi eleggere, nel marzo 2018, alla Camera dei Deputati.

TUTTI SUL CARROCCIO

Se il fatidico incontro è avvenuto si deve alla pensata di Matteo Salvini, una volta diventato segretario della “Lega Nord” (ora solo “Lega”), di far diventare il suo partito una entità politica nazionale in grado di prendere voti su tutto il territorio, occupando così l’immenso spazio vuoto creatosi per la sciagurata scelta di Gianfranco Fini di chiudere Alleanza Nazionale e confluire nel PdL, che poi è tornato ad essere Forza Italia.  

L’operazione non era in realtà così semplice. Era impossibile trovare dalla sera alla mattina una classe dirigente come quella formatasi al nord nel corso di tanti anni di battaglie e di presenza nelle istituzioni a tutti i livelli (comunale, provinciale e regionale).

Salvini, volendo fare in fretta, non ha certo badato al sottile e, come documentato dalla trasmissione televisiva Report nella puntata andata in onda il 10 dicembre 2018 , nel meridione ha fatto incetta di riciclati di ogni tipo. Inoltre si è di fatto accaparrato un intero sindacato, vale a dire l’UGL rimasta nel frattempo orfana di Alleanza Nazionale.

Con l’acquisto dell’Ugl, la Lega ha comprato anche il cartellino di Claudio Durigon ed è qui che il destino del latinense si incrocia con quello del lumbard.

L’ASCESA DI DURIGON

Sicuramente il nostro non è passato inosservato, tanto da assumere, come già detto, l’incarico di sottosegretario al Ministero del Lavoro nel fu governo gialloverde e di assurgere al ruolo di frontman della Lega in virtù delle sue numerosissime apparizioni televisive.

Claudio Durigon
Claudio Durigon

Probabilmente alla sua inarrestabile ascesa ha giovato anche il fatto che la sua immagine e il suo modo di fare sono stati e sono molto funzionali al nuovo corso della Lega in cerca di voti anche al Sud e nel Lazio.

Infatti Durigon nel parlare non disdegna di mostrare la sua inflessione romanesca, anzi alcune volte sembra ostentarla; inoltre appare spesso sorridente e ha un’aria paciosa e simpatica. Insomma ha proprio le phisique du role per interpretare alla perfezione il cambiamento da Roma ladrona a Roma piaciona.

Ovviamente Durigon non ha esitato a mostrare la propria riconoscenza verso Matteo Salvini, anche con indimenticabili interventi pubblici.

DURIGON IL DEVOTO

Ne ricordiamo in particolare uno, che evidenzia da parte del nostro concittadino una vera e propria devozione nei confronti del suo capitano. 

Lo scorso mese di giugno la vicepresidente dell’AFD (Alternativa per la Germania), non sappiamo se dopo aver bevuto litri di birra, ha lanciato la candidatura di Matteo Salvini a Nobel per la pace.

Papa Giovanni Paolo Secondo e il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon
Papa Giovanni Paolo Secondo e il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon

Al nostro non è parso vero di cogliere al volo l’assist teutonico e, chissà forse anche un po’ indispettito per non averci pensato prima lui, ha rincarato la dose con le seguenti sublimi parole:

Lo meriterebbe, sta cercando di difendere gli interessi del proprio Paese e usa le parole di grandi personaggi religiosi come Giovanni Paolo II. Penso proprio che potrebbe rientrarci. Perché no?

Anche in questo caso non sappiamo se una simile dichiarazione fosse innaffiata da una damigiana di vino.

Va detto però a discolpa del nostro concittadino che Matteo Salvini, invero, nel tempo ha assunto sempre di più le sembianze di un frate piuttosto che quelle di un politico, circostanza che deve aver frastornato il nostro caro Claudio.

Come non ricordare, ad esempio, il memorabile discorso del capitano di chiusura della campagna elettorale delle Europee, al temine del quale disse testualmente dal palco:

Ci affidiamo a voi, alle donne e agli uomini di buona volontà. Ci affidiamo ai sei patroni di questa Europa: a San Benedetto da Norcia, a Santa Brigida di Svezia, a Santa Caterina da Siena, ai Santi Cirillo e Metodio, a Santa Teresa Benedetta della Croce. E io personalmente affido l’Italia, la mia e la vostra vita al cuore immacolata di Maria”.

In effetti se hai a che fare con uno che ti sciorina i nomi di Santi come se fossero i giocatori di una squadra di calcio, se sei in contatto con uno che a sua volta è costantemente in contatto con la Madonna, se frequenti uno che ha sempre in mano il rosario e lo bacia ostentatamente in pubblico, come fai a non essere condizionato da un simile profumo di santità?

DURIGON E LA CRISI DI GOVERNO

Ovviamente non poteva mancare l’alto pensiero di Claudio Durigon sulla crisi di governo e la possibilità di un accordo M5S-PD.

Peccato che lo abbia fatto in modo tale da farsi prendere in giro dal giornalista, ma soprattutto peccato che il giornalista abbia colto l’occasione per prendere in giro tutti i pontini (evidentemente colpevoli ai suoi occhi di essere rappresentati in Parlamento da un personaggio simile).

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Ecco quanto viene scritto a pagina 9 del Corriere della Sera del 31 agosto 2019 all’interno dell’articolo “Operazione Senato. È già caccia al voto”.

Al Senato, dunque, il gruppo della Lega guidato da Romeo ha dato il via <all’accerchiamento telefonico> delle truppe grilline nella speranza di suscitare qualche ripensamento dell’ultima ora sulla strada del voto di fiducia al Governo Conte due. E ieri, uscendo dall’incontro alla Camera con il presidente incaricato, l’ex sottosegretario Claudio Durigon (cresciuto politicamente a destra, a Latina, nel sindacato UGL insieme a Renata Polverini) ha esplicitato il piano del Carroccio: < Noi speriamo che non si trovino i voti per questo mercifico>, ha sintetizzato utilizzando la versione pontina del mercimonio.

Probabilmente, però, l’incolto e sprovveduto giornalista non ha capito che l’intenzione di Durigon era quella di creare un neologismo, tipico dei grandi uomini di cultura.       

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