Cimitero di Bassiano, un ulteriore sopralluogo nei loculi sigillati: Carabinieri a caccia dei riscontri decisivi
Entra nel vivo l’inchiesta sulla gestione del cimitero comunale di Bassiano. Ieri, 18 giugno, i Carabinieri della stazione locale, su delega del Sostituto Procuratore di Latina Marco Giancristofaro, hanno effettuato un mirato sopralluogo all’interno del camposanto per fare luce sulle anomalie che da mesi scuotono la comunità lepina.
I militari, supportati dai tecnici di una ditta incaricata dall’autorità giudiziaria, hanno **aperto i quattro loculi precedentemente posti sotto sequestro** con l’obiettivo di verificarne l’effettivo contenuto e accertare eventuali irregolarità. Al termine delle operazioni di ispezione e verbalizzazione, il magistrato ha disposto l’apposizione di nuovi sigilli ai coperchi dei loculi, che restano sotto custodia giudiziaria. Alle operazioni hanno assistito in prima persona anche il sindaco di Bassiano, **Giovanbattista Onori**, e il responsabile della Polizia Locale, a testimonianza della delicatezza del caso.
Il blitz della Procura rappresenta il culmine di un’attività investigativa nata per fare chiarezza su una serie di condotte ritenute opache. Gli accertamenti si concentrano su vilipendio di sepolcro: l’ispezione punta a verificare se vi siano state violazioni della pietà dei defunti o scambi di salme dettati dall’emergenza della struttura; loculi violati e lavori abusivi: nicchie che sarebbero state aperte e successivamente richiuse in assenza delle necessarie autorizzazioni, con presunti interventi edilizi ed estumulazioni eseguiti senza i regolari permessi; smaltimento illecito: sospette irregolarità nella gestione e nel trattamento dei materiali di risulta delle operazioni cimiteriali.
Le indagini si inseriscono in un contesto amministrativo già fortemente surriscaldato. Per decenni, la cronica carenza di posti disponibili ha alimentato una gestione definita da molti “poco trasparente”. Era diventata quasi una consuetudine la corsa all’accaparramento preventivo, con concessioni rilasciate molto prima del reale utilizzo e loculi lasciati vuoti per anni.
L’attuale amministrazione comunale ha avviato un piano di riordino delle concessioni per ripristinare la legalità e garantire l’accesso ai loculi solo al momento dell’effettivo bisogno. Questa stretta burocratica ha però rotto vecchi equilibri, innescando forti tensioni sociali e politiche.
Negli ultimi mesi il clima in paese si è fatto pesante: la riforma del cimitero è stata infatti accompagnata dall’affissione di manifesti polemici, contestazioni pubbliche e la diffusione di volantini anonimi contro la giunta.
L’ispezione di ieri è solo l’ultimo capitolo di una vicenda che ha già visto il cimitero di Bassiano al centro delle cronache. Già nei mesi scorsi l’opinione pubblica era rimasta scossa dal **ritrovamento di resti mortali abbandonati all’interno di una camera mortuaria in disuso**.
Mentre la magistratura prosegue il suo lavoro per accertare le responsabilità penali dei singoli e verificare le ipotesi di reato – tra cui il vilipendio di sepolcro –, sul piano politico il caso Bassiano riapre il dibattito sulla necessità di una pianificazione cimiteriale rigorosa, che metta definitivamente fine a prassi opache e favoritismi radicati nel tempo.
