CENTRO COMMERCIALE IN Q3, SCATTA IL NUOVO SEQUESTRO: VERSO LA CONFISCA

Scatta di nuovo il sequestro del centro commerciale Q3 a Latina: il provvedimento è stato notificato oggi ai gestori delle tre strutture

Nuovo sequestro del centro commerciale di via del Lido. A notificare l’avviso di sequestro finalizzato alla confisca sono stati i Carabinieri del Nipaaf del Gruppo Forestale di Latina, su disposizione del Tribunale di Latina. Ad essere contestato, come già nell’inchiesta originaria, è la lottizzazione abusiva.

Stamani, il centro commerciale si presentava senza sigilli e tutto sembrava nella normalità. La ragione sta nel fatto che l’autorità giudiziaria ha dato il tempo ai gestori di Maury’s, Eurospin e McDonald’s di smaltire la merce, in particolare gli alimenti che altrimenti andrebbero persi. Sette i giorni di tempi concessi dall’autorità giudiziaria ai gestori, dopodiché il centro commerciale, così come avvenne a gennaio 2024, sarà di nuovo sequestrato.

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A febbraio scorso, una nuova sezione del collegio dei giudici del Riesame di Latina, chiamata a giudicare di nuovo sul dissequestro del centro commerciale in Q3, a Latina, così come disposto dalla Cassazione a ottobre 2024, aveva confermato il provvedimento del medesimo dissequestro previsto dai colleghi dell’altro collegio del Riesame pontino. In sostanza il centro commerciale tornava a tutti gli effetti un bene dissequestrato.

I giudici del Riesame, nella pronuncia disposto lo scorso 28 gennaio, avevano evidenziato che “tutte le unità immobiliari sono poste all’interno di una struttura funzionalmente unitaria articolata lungo un percorso pedonale di accesso comune sul quale si affacciano, configurandosi come un insieme unitario della offerta commerciale e dei servizi connessi, organizzato in superfici coperte e a cielo aperto, presentandosi all’utente come quadro integrato d’insieme unitariamente fruibile”.

A ottobre 2024, la Corte di Cassazione di Roma aveva invece accolto il ricorso presentato dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano, titolare dell’indagine, e aveva annullato il dissequestro stabilito dall’ordinanza del Riesame di Latina, composto dai giudici Coculo-La Rosa-Trapuzzano, disposta il 29 febbraio 2024.

Gli ermellini avevano messo in discussione la decisione del Riesame di Latina stabilendo, contrariamente a quanto specificato dal Riesame, che il complesso, fatto di tre unità di medie dimensioni e un un’unità di vicinato, è un vero e proprio centro commerciale, così come ipotizzato da Procura di Latina e Carabinieri Nipaaf.

L’indagine penale, invece, è stata chiusa con l’avviso di conclusione per i reati di lottizzazione abusiva in concorso e violazioni paesaggistiche: a dover rispondere sono il titolare della Green Building, la società che ha realizzato il centro commerciale in Via del Lido, Luigi Corica (51 anni); la progettista Viviana Anagni (46 anni); l’ex dirigente del Suap (attività produttive) del Comune di Latina, Stefano Gargano (64 anni); infine, il funzionario comunale del Suap, Mario Petroccione (50 anni).

Nel frattempo, dopo il primo dissequestro stabilito a febbraio 2024, hanno aperto tutte e tre le attività commerciali, con il lasciapassare del Comune di Latina il quale, alle prese con una possibile rivalsa milionaria dei privati, aveva ceduto su tutti i fronti, certificando la validità delle autorizzazioni e risolvendo la questione viabilità con un colpo di mano.

Eppure la Cassazione era stata lapidaria sull’annullamento del dissequestro del Riesame di Latina, stabilendo che “è sufficiente osservare come l’illegittimità del progetto presentato fosse talmente evidente e macroscopica da poter essere rilevata anche da non addetti ai lavori“.

Rimessi in discussione, quindi, i titoli unici 13/2021 e 6/2022 dell’ufficio Suap del Comune di Latina che autorizzano due superfici di vendita rispettivamente di 1374 metri quadrati e di 1900 metri quadrati. Per la Cassazione si tratta di un vero e proprio centro commerciale delle dimensioni di oltre 5.000 metri quadrati realizzato nel centro urbano di Latina e posto tra Via del Lido e Via F. Ferrazza. Il Riesame di Latina non aveva invece preso in esame il fatto che il centro è sorto su aree classificate a verde pubblico le quali non rientrano nel perimetro della “variante Q3” – quest’ultima approvata sempre dal Comune di Latina e che permetteva la realizzazione di destinazioni commerciali – sia su aree dove risulta presente un vincolo di inedificabilità assoluta derivante dalla fascia di rispetto della Strada Statale 148 “Pontina”; nonché, in relazione agli accessi (passi carrabili) al centro commerciale, è stata riscontrata l’assenza dei preventivi nulla osta rilasciati dall’ANAS Spa quale ente gestore della strada pubblica (complanare Via F.Ferrazza).

Una tesi completamente a 180 gradi rispetto a quella del Riesame di Latina che aveva stabilito che “non appare affatto condivisibile la classificazione dell’intervento edilizio quale “centro commerciale”.

“Nella mattinata odierna – spiega una nota dei Carabinieri – i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Latina, coadiuvati dal Nucleo Carabinieri Forestale di Latina, hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Latina – Sezione G.I.P., con il quale veniva accolta la richiesta formulata dalla Procura della Repubblica, inerente ad una lottizzazione abusiva, attraverso la realizzazione di un imponente centro commerciale delle dimensioni di 5.484,80 mq, costituito da un unico edificio al cui interno venivano prefigurate, al piano terra, tre distinte strutture commerciali nonché un’attività di vicinato al primo piano, il tutto realizzato nel centro urbano di Latina, posto tra Via del Lido e Via F. Ferrazza – quartiere Q3.

Il sequestro ha interessato anche l’area circostante di rilevanti dimensioni (per complessivi 17.703 mq) adibita a viabilità e parcheggi tutti funzionali e connessi al centro commerciale di cui trattasi.
Il complesso immobiliare suddetto era stato oggetto già di un primo Decreto di sequestro preventivo impeditivo, emesso dal Tribunale di Latina, eseguito nel gennaio 2024, per i reati di abuso edilizio e violazioni paesaggistiche, successivamente annullato dal Tribunale del Riesame di Latina.

La Corte di Cassazione, a seguito di ricorso della Procura, accoglieva il ricorso proposto dalla Procura, annullando l’Ordinanza del Tribunale del Riesame.
In data 28 gennaio 2025 il Tribunale del Riesame, pur ritenendo sussistente il fumus dei reati ipotizzati, annullava il decreto di sequestro preventivo non ritenendo sussistente il periculum in mora.

La Procura intanto aveva depositato richiesta di sequestro preventivo finalizzato alla confisca contestando il reato di lottizzazione abusiva.
Le indagini condotte dal N.I.P.A.A.F. hanno consentito di accertare che l’Ufficio S.U.A.P. del Comune di Latina aveva rilasciato, per la realizzazione dell’insediamento commerciale tre titoli edificatori nonostante, nel caso di specie, si trattasse di un progetto unitario le cui dimensioni afferivano ad una “grande struttura di vendita” ai sensi della Legge Regionale n°33/99 la cui competenza, sotto l’aspetto autorizzativo, non era in capo al Comune di Latina, bensì alla Regione Lazio.

Dagli accertamenti compiuti, allo stato, è emerso che, per la realizzazione del centro commerciale, sono state incluse, illegittimamente, sia aree classificate a verde pubblico le quali non rientravano nel perimetro della “variante Q3”, sia aree ove risultava presente un vincolo di inedificabilità assoluta derivante dalla fascia di rispetto della Strada Statale 148 “Pontina”.

Ulteriori criticità nella realizzazione del descritto complesso commerciale – conclude la nota – risultavano essere l’eliminazione completa di una notevole superficie boscata che preesisteva nell’area prima dei lavori che avrebbe necessitato di una preventiva autorizzazione sotto il profilo paesaggistico”.

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