Il Comitato “Basta Rifiuti” e l’Amministrazione uniti contro il rischio ambientale e la speculazione all’ex Mira Lanza
“Il countdown è agli sgoccioli. Il prossimo 7 aprile si terrà presso la Regione Lazio la seduta decisiva per l’autorizzazione di una delle più grandi centrali di biometano d’Italia.
Un’opera che minaccia di stravolgere definitivamente il volto e l’equilibrio dell’Agro Pontino. Negli ultimi anni abbiamo assistito all’esclusione sistematica della cittadinanza da processi decisionali che riguardano la trasformazione radicale del territorio.
Finora, solo l’Amministrazione Comunale e le forze politiche locali si sono fatte carico della tutela della salute pubblica, in un clima di inquietante silenzio delle istituzioni superiori.
Restiamo sconcertati dalle posizioni degli organi di controllo: secondo i dati attuali, l’area che per vent’anni ha ospitato la produzione di detersivi (ex Miralanza) risulterebbe oggi un’oasi di purezza cristallina. Tuttavia, le indagini tecniche condotte da esperti indipendenti e laboratori certificati smentiscono categoricamente tale visione, evidenziando criticità che Arpa Lazio sembra ignorare.
Non sembrano contare le osservazioni tecniche, le contestazioni sulle metodologie di analisi, né la vicinanza a siti archeologici o le denunce depositate in Procura. Chiediamo da tempo semplici sondaggi mediante scavi nell’area per verificare la presenza di rifiuti interrati, una realtà che molti residenti potrebbero indicare con estrema precisione, ma finora ci sono state sbattute le porte in faccia.
A Pontinia la saturazione è ormai oltre il limite. Mentre si completa un impianto adiacente al sito Miralanza, la Provincia ne ha appena autorizzato un altro a meno di 1.000 metri dal centro urbano, a ridosso di scuole, uffici e abitazioni. È evidente il disegno di trasformare un piccolo centro rurale nella “capitale dei rifiuti”, sacrificandolo sull’altare della speculazione.
Ci chiediamo: perché un paese di 15.000 abitanti è oggetto di interessi così massicci da parte di investitori, anche stranieri? Perché il Sindaco e la classe politica locale vengono lasciati soli dalla politica nazionale a difendere la comunità? Perché lo Stato sembra agire come braccio armato di interessi privati a scapito della salute dei cittadini?
La popolazione di Pontinia è stanca di questo assedio e di imposizioni piovute dall’alto. Siamo pronti a combattere in ogni sede per far valere i nostri diritti e per difendere il futuro della nostra terra”.
Così, in una nota, Ivan Attanasio, Presidente del Comitato “Basta Rifiuti a Pontinia”.
