CARCERI ITALIANE, IL CONVEGNO IN PROVINCIA DI LATINA. CELENTANO: “DOVERE MORALE IMPEGNARSI”

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“Diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane”, il convegno si è tenuto questa mattina presso la Sala Cambellotti, nella sede della Provincia a Latina.

“Essere qui oggi assume un significato ancora più profondo, poiché la nostra comunità aderisce con convinzione alla giornata nazionale di mobilitazione sulla condizione dei detenuti in Italia, promossa dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione.

Il tema di questa giornata, “Diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane”, ci richiama direttamente al terzo comma dell’Articolo 27 della nostra Costituzione: ‘Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato’.

Queste parole sono un mandato preciso, un dovere morale e civile che interroga le istituzioni a ogni livello. Ci ricordano che la qualità di una democrazia e il grado di civiltà di una società si misurano anche, e forse soprattutto, dalle condizioni delle sue carceri e dalla capacità di non abbandonare chi ha sbagliato.

Colgo l’occasione per salutare la nostra concittadina Suor Emma Zordan, nominata, dal presidente Sergio Mattarella, Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana per ‘l’impegno profuso nel migliorare le condizioni di vita e le possibilità di reinserimento dei detenuti’ per 12 anni volontaria nel carcere romano di Rebibbia. A lei rivolgo un abbraccio speciale.

Come Sindaco di Latina, sento forte la responsabilità di far sì che la nostra amministrazione comunale sia parte attiva per il rispetto dell’articolo 27 della Costituzione.

Il carcere non può e non deve essere un mondo a sé stante, separato e dimenticato dietro a delle sbarre. Deve essere un pezzo della nostra comunità, un luogo in cui il tempo della pena si trasformi in tempo di riscatto, di formazione e di reale reinserimento sociale.

Io stessa cerco sempre di partecipare alle iniziative che si svolgono all’interno della Casa circondariale di Latina, che soffre anche il problema del sovraffollamento, per far sentire la vicinanza ai detenuti. Che sia un concerto, una mostra, la presentazione di progetti di reinserimento lavorativo, non mi sono mai tirata indietro.

Comune amministrazione comunale, appena insediati, ci siamo subito attivati affinché, una volta a settimana, i servizi di anagrafe e stato civile del Comune di Latina si recassero in trasferta nella casa circondariale di via Aspromonte, per permettere ai detenuti di ottenere con più facilità carte di identità ed altri documenti indispensabili.

I progetti che verranno presentati oggi, come le iniziative nate dalla sinergia con l’Università Sapienza e il lavoro instancabile del volontariato penitenziario, dimostrano che un modello alternativo e inclusivo è possibile. Dimostrano che, per usare una bellissima espressione che leggeremo nei successivi interventi, ‘non dobbiamo buttare le chiavi delle celle’, ma dobbiamo invece saperle usare per aprire porte sul futuro, per costruire percorsi di dignità.

La sicurezza delle nostre città non si garantisce solo con il rigore, ma anche e soprattutto prevenendo la recidiva e offrendo reali opportunità di cambiamento. Quando un detenuto intraprende un percorso rieducativo ed esce dal carcere pronto a dare un contributo positivo alla società, abbiamo vinto tutti: ha vinto la giustizia, ha vinto lo Stato e ha vinto l’intera comunità.

Garantire i diritti e l’umanità all’interno delle carceri è una sfida complessa, che nessuna realtà può vincere da sola. Richiede una rete solida, un’alleanza, appunto, tra magistratura, istituzioni locali, mondo accademico, associazionismo e comunità ecclesiale.

Latina c’è e continuerà a fare la sua parte per sostenere ogni iniziativa volta a dare concretezza al dettato costituzionale, affinché la pena non sia mai una negazione della speranza.
Vi ringrazio e auguro a tutti buon lavoro.”

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