Condannato in abbreviato il 18enne arrestato lo scorso settembre nelle vicinanze dei Palazzi Arlecchino di Latina
Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano, ha condannato, col rito abbreviato, alla pena (sospesa) di 2 anni e 5 mesi di reclusione il 18enne G.S. (le sue iniziali), attualmente in detenzione domiciliari, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Il pubblico ministero Martina Taglione aveva chiesto la pena di 7 anni di reclusione.
Il giovane era stato arrestato a settembre 2025 nel mezzo della stagione delle bombe nei pressi dei Palazzi Arlecchino a Latina. In quel frangente era iniziata i colpi a suon di bombe carta tra la fazione degli Spinelli e l’altra fazione rivale, probabilmente riconducibile a Francesco D’Antonio, il 37enne di Latina arrestato a maggio nell’ambito dell’operazione “Pac Man”.
Il 18enne era stato arrestato insieme ad un 25enne ritenuto estraneo ai fatti. Entrambi detenuti nel carcere di Latina sono stati accusati di spaccio di sostanze stupefacenti, essendo stati sorpresi dalla Polizia con circa un chilo di hashish nel Suv. Il piĂš giovane dei due si era avvalso della facoltĂ di non rispondere; il 25enne, invece, aveva risposto alle domande del Gip, spiegando di essere estraneo allâepisodio e di non avere saputo che allâinterno dellâauto ci fosse hashish, nonostante il forte odore intrideva lâabitacolo.
Lâoperazione della Polizia di Stato di Latina era scattata nella notte di sabato, presso i cosiddetti palazzi Arlecchino, dove era stato appiccato, nella tarda serata, un principio di incendio allâinterno di un portone, utilizzando del liquido infiammabile, subito domato dallâintervento dei soccorritori, prontamente allertati dai condomini.
Mentre i poliziotti della Squadra Mobile, guidati dal dirigente Giuseppe Lodeserto, erano intenti a ricercare elementi utili alle indagini allâesterno della palazzina interessata, avevano notato sopraggiungere un SUV che aveva rallentato la marcia e si era fermato nel tratto di strada, in Via Guido Rossa, proprio di fronte alla stesso civico dove era stato appiccato lâincendio. Insospettiti, gli investigatori della Mobile avevano proceduto subito, insieme al personale delle Volanti, al controllo del mezzo e dei suoi occupanti: una ragazza di 17 anni e i due ragazzi, rispettivamente di 25 e 18 anni, tutti di Latina.
Nonostante il bagagliaio dellâautovettura si fosse presentato vuoto, era stato immediatamente percepito un forte odore di hashish e, difatti, sollevato il pianale, si era riscontrata la presenza di diversi panetti di hashish confezionati, del peso complessivo di oltre un chilogrammo.
Immediatamente erano state effettuate le perquisizioni personali e locali, estese alle abitazioni dei tre giovani; nellâabitazione del 18enne erano stati rinvenuti, in particolare, alcuni proiettili inesplosi, oltrechĂŠ che un bilancino di precisione. Erano stati inoltre rinvenuti numerosi pezzi di veicoli rubati, per i quali sono state svolte le necessarie investigazioni che hanno portato a un traffico materiale rubato dai Suv, gestito da D’Antonio.
Tutti e tre i giovani erano stati indagati, in concorso tra loro, per la detenzione a fine di spaccio della sostanza stupefacente: i due ragazzi in stato di arresto (il 18enne arrestato anche per il delitto di detenzione illegale di munizioni) e condotti nel carcere di Latina, mentre la ragazza minorenne, al termine degli atti di rito, era stata riaffidata alla madre.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Laura Morselli, aveva convalidato gli arresti dei due giovani, disponendo unâordinanza di custodia cautelare in carcere per entrambi.
Lâinchiesta “Pac Man”, come accennato, nasce dallâarresto di G.S., a bordo di un Suv insieme ad altri due giovani. Lo fermano per un chilo di droga (consegnata a lui da Alex Iannaccone, altro arrestato in “Pac Man”, per condurla a DâAntonio), dopodichĂŠ i poliziotti scoprono che lâauto su cui viaggiava è di Francesco DâAntonio, per gli amici Checco, e allâinterno della stessa câè un quantitativo di droga persino superiore a quello rintracciato dai poliziotti, in quanto il medesimo DâAntonio sarebbe riuscita a ripulirla prima del sequestro del mezzo. Braccio destro di DâAntonio è Alex Iannaccone, giovane di 26 anni, incappato nella morsa di Mattia Spinelli e dei suoi sodali: Spinelli, nello scorso autunno, è stato arrestato proprio per una tentata estorsione nei confronti di Iannaccone e della sua famiglia.
In uno dei capi dâimputazione di “Pac Man”, DâAntonio insieme Iannacone, Antonio Mazzucco e allâindagata Antonia Eramo, avrebbe minacciato il suddetto G.S. e la sua famiglia. Dopo lâarresto per droga di S. avvenuto alla Arlecchino, il gruppo chiede denaro e pezzi di ricambio che si trovano allâinterno di un garage in via Piattella a Latina, posto sotto sequestro. Ă Iannaccone a contattare la madre di S. chiedendole conto dei pezzi di ricambio nel garage che sarebbero serviti a DâAntonio per commettere frodi in ambito assicurativo.
Il 18enne S., infatti, si sarebbe avvicinato a Mattia Spinelli e avrebbe creato problemi a DâAntonio in quanto avrebbe fatto perdere a questâultimo una pratica. Secondo gli inquirenti, si riferisce a una frode assicurativa ai danni della Generali Italia. Inoltre, S. si sarebbe fatto sequestrare pezzi di BMW.
âLecca il culo a Mattia Spinelli, âsto figlio di puttana â dice DâAntonio, un tempo vicino al gruppo Spinelli e poi allontanatosi â Mâha fatto sequestrare i pezzi, mâha mandato una pratica a fanculoâ. E ancora, riferendosi al suo arresto: âDeve speraâ che esce il piĂš tardi possibileâ. Successivamente, incontrando il migliore amico di S., DâAntonio gli manda un bacio: âIl tipo di bacetto de coso, de Buscetta, questa qua e zompi per ariaâ.
Oggi, la condanna per l’hashish nel Suv.
