CAPORALATO. CISL E COMUNE DI LATINA SI “DIMENTICANO” DI COMMODO, L’INCHIESTA SUI LAVORATORI SFRUTTATI

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Comune di Latina e Cisl, a differenza dell’Inps e dei lavoratori, non si costituiscono come parti civili al processo – contestata l’associazione per delinquere – sul caporalato scaturito dall’inchiesta Commodo.

COMMODOL’operazione di polizia, a seguito dell’ordinanza restrittiva emessa dal G.I.P. del Tribunale di Latina dr. Gaetano Negro, scattò a gennaio scorso con l’arresto “eccellente” del segretario provinciale Fai Cisl Marco Vaccaro.

Le misure cautelari furono portate a termine dallo SCO e dalla Squadra mobile di Latina, coordinati dalla Procura pontina, contro lo sfruttamento dei lavoratori agricoli nelle campagne dell’agro pontino e di tutta la regione.

In manette finirono anche i fondatori della cooperativa Agri Amici di Sezze, accusata di reperire gli agricoltori poi sfruttati, Luigi Battisti e Daniela Cerroni. Ai domiciliari l’ispettore del lavoro Nicola Spognardi, Luca Di Pietro, formalmente presidente della suddetta cooperativa, e Chiara Battisti, figlia di Luigi. 

Oltre ai destinatari della misura cautelare, che permise di disarticolare un sistema di protezione e collusione che rendeva possibile lo sfruttamento selvaggio della manodopera straniera, vi furono ulteriori 50 indagati, tra cui imprenditori agricoli, commercialisti, funzionari ed esponenti del mondo sindacale, che avrebbero dovuto vigilare sulla legalità nel mondo del lavoro e tutelare i lavoratori.
Gli arrestati, per mezzo della cooperativa succitata, si adoperavano, secondo l’accusa, nel reclutamento e nello sfruttamento di stranieri centrafricani e rumeni, somministrando illecitamente la loro manodopera a centinaia di azienda agricole committenti, con un monopolio nelle provincie di Latina, Roma, Frosinone e Viterbo.

Il Sindaco di Latina Damiano Coletta e il Segretario Generale della Cisl di Latina Roberto Cecere, entrambi sponsor dell’autostrada a pedaggio Roma-Latina

Più volte, Latina Tu si è domandata pubblicamente come mai la Cisl di Latina, invece di pensare a problemi così gravosi, pensasse a un ambito, come l’opera infrastrutturale più discussa degli ultimi anni – l’autostrada a pedaggio Roma-Latina – per la quale, ancora, non si capisce molto bene cosa abbia a che fare con l’attività di un sindacato.

Oggi abbiamo conferma che, per Comune e Cisl, la priorità evidentemente non è costituirsi parte civile al fine di portare la voce dei loro organismi e rivalersi su coloro che avrebbero portato nocumento, in un processo, peraltro, che pone al centro lo sfruttamento di persone le quali, di certo, rappresentano alcune delle fette più indifese del microcosmo pontino e della società tout court.

Roberta Lombardi
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