CAPORALATO A TERRACINA: IMPRENDITORE LIBERATO. PROCACCINI SI SFOGA: “PROFESSIONISTI DELL’AGROMAFIA. IL MINISTRO SI SCUSI CON LA NOSTRA COMUNITÀ”

Nicola Procaccini
Nicola Procaccini

Caporalato nell’azienda agricola di Terracina: cadono i gravi indizi nei confronti dell’imprenditore e del figlio, revocate le misure cautelari

La versione dell’imprenditore di Terracina, Fabrizio Tombolillo, è stata ritenuta credibile dal gip del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese che ha deciso per la revoca nei suoi confronti degli arresti domiciliari e dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per il figlio.

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Accusati di aver picchiato e gettato in un canale di scolo un bracciante indiano di 33 anni, da poco assunto nell’azienda agricola di famiglia, perché questo richiedeva le mascherine per lavorare, i due, padre e figlio, erano stati individuati dagli investigatori come autori di un “sistematico sfruttamento economico, con condizioni di lavoro difformi alla vigente normativa in materia di sicurezza e sanitaria“.

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Inchiesta che, però, da ieri, ha subito un arresto poiché sono state giudicate valide le versioni di padre e figlio, interrogati dal gip due giorni fa, che avevano completamente ribaltato la versione del bracciante. Secondo l’imprenditore agricolo, infatti, non sono stati loro a minacciare il 33enne indiano, tutto il contrario. Il bracciante avrebbe preteso un anticipo sul salario e al rifiuto dell’imprenditore avrebbe minacciato lui stesso, tanto è che, questa la versione degli indagati, padre e figlio si sarebbero recati dai Carabinieri per denunciare l’immigrato.

Alla notizia della revoca delle misure cautelari, non è mancato il commento dell’ex sindaco di Terracina, e attuale Deputato Europeo per Fratelli d’Italia, Nicola Procaccini, che non senza un sentimento liberatorio, si è sfogato parafrasando addirittura Leonardo Sciascia e parlando di “professionisti dell’agromafia” accorsi per difendere il bracciante indiano. Non è mancato l’attacco al Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova la quale, il giorno successivo, aveva chiamato il bracciante indiano definendo la vicenda di Terracina “gravissima e inaccettabile“.

Di questo caso hanno parlato telegiornali, tv, commentatori, politicanti, i “professionisti” dell’agromafia, come li chiamerebbe Sciascia – ha scritto Procaccini sulla sua pagina Facebook – C’è stato persino un Ministro che ha giustificato la sanatoria di centinaia di migliaia di immigrati irregolari, citando proprio questo caso su Terracina. Rivelatosi dunque, al momento, falso. Ora, a differenza di quei signori, io preferisco aspettare che le indagini si concludano, prima di sparare condanne ai quattro venti. E comunque non cambierebbe di molto la realtà dei fatti. Quelli veri. In questa terra, quella dove abito, vivono e lavorano duramente migliaia di italiani e di stranieri regolari. Con coraggio e solidarietà tirano fuori dalla terra prodotti che vengono esportati in tutto il mondo.
Ma questo non fa notizia, né porta voti. Mentre di un solo deprecabile episodio di maltrattamenti (in questo caso probabilmente falso), si imbastisce una campagna contro la verità e contro la bellezza della nostra migliore agricoltura.
Mi aspetto adesso le scuse del ministro Bellanova a tutta la nostra comunità, a tutta le nostre aziende agricole. Ma temo che non abbia questo dignitoso coraggio e temo che non arriveranno mai
“.

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