Campoverde, i Carabinieri arrestano un 47enne condannato per reati di associazione di tipo mafioso, furto aggravato e trasferimento fraudolento di valori
Nella giornata dello scorso sabato, i Carabinieri della Stazione di Campoverde hanno tratto in arresto un uomo di 47 anni del posto, già noto alle forze di polizia, Giuseppe Buonincontri, in esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli, dovendo espiare la pena di 10 anni e 5 mesi, poiché riconosciuto colpevole dei reati di associazione di tipo mafioso, furto aggravato e trasferimento fraudolento di valori avvenuti dal 2016 al 2021 in Campania.
Buonincontri, espletate formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’uomo è considerato intraneo al clan camorristico Sangermano. “Dal materiale probatorio illustrato e commentato – si legge nella sentenza -, senza ombra di dubbio deve dirsi provato che gli imputati Sangermano Agostino, Sepe Salvatore, Sepe Onofrio, Nappi Paolo e Buonincontri Giuseppe abbiano consentito e garantito la sopravvivenza e la perdurante operatività del gruppo camorristico riferibile alla famiglia Sangermano”.
Buonincontri, sin all’aprile 2024, stava scontando i domiciliari ad Aprilia. L’attività investigativa, svolta dal 2016 al 2019 dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha consentito di evidenziare l’operatività del sodalizio criminale, con base a San Paolo Bel Sito (Napoli) e con interessi in gran parte nell’agro nolano ed in una parte della provincia di Avellino, tendente ad affermare il proprio controllo egemonico sul territorio di interesse, anche con la disponibilità di una importante quantità di armi comuni da sparo.
Le indagini hanno fatto emergere un’ampia attività estorsiva attraverso l’imposizione di articoli caseari a numerosi esercizi commerciali della zona, nonché l’induzione degli imprenditori all’acquisto di provviste per l’edilizia da una sola rivendita di riferimento. Intensa anche attraverso l’attività di riciclaggio, l’illecito esercizio della professione creditizia e la concorrenza illecita esercitata grazie ad atti intimidatori.
