calcutta ospite a viva raiplay
Calcutta, ospite nella prima puntata del 4 novembre 2019 del programma di Fiorello Viva RaiPlay!

CALCUTTA OSPITE DEL NUOVO PROGRAMMA DI FIORELLO VIVARAIPLAY!

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Il 4 novembre è andata in onda la prima puntata del programma di Fiorello Viva RaiPlay!, trasmissione in versione short dal 4 all’8 novembre su Rai Uno e su RaiPlay che spianerà la strada al vero e proprio show che andrà in onda dal 13 novembre solo su RaiPlay. Tra gli ospiti della prima puntata c’è stato anche Calcutta, pseudonimo di Edoardo D’Erme, cantautore indie di Latina che negli ultimi anni è riuscito a farsi conoscere in tutta Italia grazie a fortunate hit come “Paracetamolo”.

Viva RaiPlay! è nato come espediente per aumentare il traffico degli spettatori sulla piattaforma web della tivù di Stato, visto che qualche soldo negli anni là è stato speso. Queste mini-puntate di Viva RaiPlay! sono come una nave rompighiaccio, un breve varietà dai ritmi concitati ma non angoscianti, scanditi dall’arrivo sul palco di diversi personaggi dello spettacolo che si esibiscono in performance veloci o cammei a mo’ di macchietta. All’appello non manca nessuno, ce n’è per tutti i gusti e in modo da non scontentare nessuno, acchiappare proprio tutti senza, quindi, scendere sotto la crosta. 

Fiorello, grande showman, fa fatica ad essere contenuto nel quarto d’ora abbondante stabilito per questa prima ondata di Viva RaiPlay!, che ricalca le tempistiche e la forma delle serie tv che si scelgono su Netflix, su Infinity o su Amazon Prime. Infatti, VivaRaiPlay! sembra essere il risultato di un esperimento di mamma Rai per ricucire lo strappo generazionale tra le fasce di pubblico. Per anni i primi canali avevano puntato esclusivamente sul target dei più che adulti, riempiendo il palinsesto con film, fiction e programmi che solleticano l’interesse di chi preferisce programmi nazional-popolari, per rincorrere al ribasso il successo dei programmi Mediaset, i quali notoriamente puntano alla pancia e al cuore dei propri telespettatori. Incantesimo spezzato, in primis, dallo scientifico sex symbol nostrano Alberto Angela, che ultimamente ha superato la Maria Nazionale nel duello del sabato sera, battendo per la prima volta con “Ulisse, il piacere della scoperta” il programma di Canale 5 “Amici Celebrities”.

In quello che si è visto nelle prime due puntate del 4 e del 5 novembre non c’è niente di scientifico, nessuna rivoluzione del contenuto (certamente del contenitore), ma a stupire è che finalmente si è tentato di fare qualcosa di nuovo, di diverso dalle minestre riscaldate che imperavano su tutte le maggiori reti italiane. Viva RaiPlay! è un pot pourri di personaggi a rappresentanza di ciascuna generazione, in cui spuntano un Calcutta e un Tommaso Paradiso che offrono al pubblico mainstream il sentore dei panorami musicali di nicchia rimasti schiacciati dai fenomeni dei talent show che hanno imperversato per anni. C’è anche un Marco Mengoni infatti, ma spunta qua e là anche una Giorgia che e poi non canta; un Biagio Antonacci preso per mitomane, Pippo Baudo che benedice l’avventura del mister karaoke, la Carrà che sgomma via con Achille Lauro e il nuovo direttore di Rai Uno, un giovanissimissimo, che risponde al telefono con un “Bella Bro” e dà il permesso a Fiorello di cantare Rose Rosse di Massimo Ranieri solo se lo farà con l’auto tune, effetto che utilizzano alcuni trapper di oggi.

Pippo Baudo che dà la propria “benedizione” a Fiorello per la nuova trasmissione

Fiorello è affiancato dalla sua spalla musicale Enrico Cremonesi, come Bonolis da De Laurentis e Costanzo da Bracardi. Rimandi al passato o schema che vince non si cambia? Comunque sia nessuno rimane scontentato, neanche i numerosi universitari tra il pubblico dello studio – vicini al pupazzo di Vincenzo Mollica che spara a zero su tutti – per compensare alla rassicurante presenza delle sempre numerose teste canute che spiccano dalla buia platea. 

Il merito di questa sperimentazione è quello di esser riuscita a bucare i confini della trasmissione televisiva creando un ponte verso lo streaming di internet, dal quale gli adulti provano a gridare “Alla conquista del Web!”, come fossero verdi praterie incontaminate che non aspettavano altro di essere catechizzate e abbellite da schemi universali. Almeno questa volta nella storia all’occhio inesperto bisognerà far notare che può sembrare di non avvistare nessuno, ma in realtà anche queste lande sono già abitate: dai nativi digitali che possiedono il proprio linguaggio, al quale, forse in altre occasioni, deve essere solo data l’opportunità di evolvere senza essere messo a paragone con altro.

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