L’assessore al SUE rompe il silenzio su una situazione definita “quasi traumatica”: troppi ritardi, troppo poco dialogo. Presto una riunione per riportare ordine nei rapporti tra professionisti esterni e uffici comunali
I ritardi nelle autorizzazioni edilizie, il mancato ascolto dei professionisti del settore, una macchina burocratica che fatica a tenere il passo con le istanze dei cittadini. A Terracina, il rapporto tra i tecnici esterni e gli uffici del Comune è arrivato a un punto di rottura difficilmente sostenibile. A dirlo, senza giri di parole, è lo stesso assessore al SUE, Urbanistica, Demanio e Portualità, Gianluca Corradini.
Per comprendere la portata del problema, occorre fare un passo indietro. “La situazione che Corradini si è trovato a gestire non è figlia di questa stagione amministrativa: i settori oggi affidati alla sua responsabilità politica scontano anni di gestione che hanno progressivamente deteriorato i canali di comunicazione tra istituzione e professionisti, alimentando una diffidenza reciproca che oggi pesa come un macigno sull’ordinaria amministrazione. Ritardi cronici nel rilascio delle pratiche, scarsa interlocuzione con i tecnici esterni, un senso di abbandono diffuso tra chi, quotidianamente, si trova a fare da tramite tra i cittadini e gli uffici pubblici: questo è il lascito con cui l’assessore deve fare i conti”.
“La risposta di Corradini è concreta e immediata. Nei prossimi giorni è prevista una riunione tra i professionisti esterni e il dirigente dei settori coinvolti, l’arch. Roberto Biasini, con l’obiettivo dichiarato di aprire un confronto diretto, senza mediazioni al ribasso, per individuare soluzioni praticabili. Non una passerella istituzionale, dunque, ma un tentativo serio di ricucire uno strappo che rischia di tradursi, ogni giorno che passa, in un danno concreto per i cittadini: investimenti bloccati, progetti fermi, istanze inevase”.
“Siamo consapevoli che i nostri uffici operano in condizioni di sottorganico e che questo si riflette inevitabilmente sulla gestione dei carichi di lavoro. Questa riunione serve proprio a guardare in faccia la realtà, senza sconti e senza filtri. Voglio che ci sia un confronto serio e costruttivo tra i dirigenti dei miei settori e i tecnici esterni, perché solo partendo da un’analisi onesta possiamo individuare le soluzioni. Detto questo, è necessario essere altrettanto chiari su un punto: la mancanza di personale può spiegare alcune difficoltà, ma non può e non deve diventare una scusante. I cittadini ci portano le loro istanze, spesso con urgenze reali, con investimenti in attesa, con progetti che dipendono da una risposta di questo ente. Non possiamo sottrarci alla responsabilità di darla, in maniera professionale e celere. È questo che mi aspetto dagli uffici, ed è questo che i cittadini meritano“.
“C’è un filo conduttore nell’approccio di Corradini: la volontà di trasformare una contrapposizione sterile in una collaborazione produttiva. I tecnici esterni non sono avversari dell’istituzione — ne sono, a tutti gli effetti, interlocutori privilegiati e portatori degli interessi di quei cittadini che l’amministrazione ha il dovere di servire. Ignorarli, o peggio ancora trattarli come un ostacolo burocratico, significa voltare le spalle proprio a chi si rivolge al Comune in cerca di risposte.
La riunione che si profila non sarà, dunque, un semplice incontro di facciata. Sarà, nelle intenzioni dell’assessore, il primo passo verso un nuovo modello di relazione istituzionale: trasparente, efficiente e rispettoso del tempo e delle esigenze di tutti. Perché a Terracina, come altrove, la burocrazia deve tornare a essere uno strumento al servizio della comunità — non un labirinto in cui perdersi”.
