BORGO PROTETTO A CORI: “SUL VINCOLO GIOMI DIFFIDA E LA MAGGIORANZA È INTIMIDITA”

L'area dove dovrebbe nascere il Borgo Protetto a Cori
L'area dove dovrebbe nascere il Borgo Protetto a Cori

Borgo Protetto Cori: “Sul vincolo cimiteriale la GIOMI diffida il Consiglio Comunale. La maggioranza si lascia intimidire”

Nel Consiglio Comunale del 30 aprile, le Minoranze hanno chiesto di approvare la proposta di annullamento in autotutela della Deliberazione che ha consentito la variante al Piano Regolatore e la realizzazione della città-albergo denominata Borgo Protetto, proposta dalla società I Borghi d’Italia, partecipata della GIOMI e della società agricola San Pietro.

La proposta è stata inviata all’inizio di aprile e doveva essere discussa entro 20 giorni la richiesta di annullamento in autotutela si fonda sul mancato rispetto del vincolo cimiteriale, vincolo assoluto che non può essere derogato, come riconfermato da una recente sentenza della Corte di Cassazione. 

“La maggioranza di De Lillis – spiegano i consiglieri comunali d’opposizione, Evaristo e Germana Silvi e Aristide Proietti – ovviamente ha rigettato la proposta, affermando che le norme sono state rispettate e pertanto è tutto regolare. Ma procediamo con ordine.   

Per istruire la proposta, sarebbero stati necessari una serie di passaggi. Innanzitutto i pareri tecnici motivati e la Commissione urbanistica.

Soltanto, successivamente, il Consiglio Comunale poteva esprimersi con un atto politico, ma la responsabile dell’urbanistica, tra l’altro destinataria  di un avviso di garanzia, non ha prodotto il parere di Sua competenza in tempo utile, reso invece disponibile qualche minuto prima che si aprissero i lavori del Consiglio Comunale, pertanto nessuno, nemmeno la maggioranza, ha avuto modo di leggerlo.

Ovviamente il parere urbanistico rigetta la proposta di annullamento della delibera di approvazione del Borgo Protetto, sostenendo che si può costruire a ridosso del cimitero in virtù di un Decreto fantasma del 1978 emesso dall’ormai superato Medico Provinciale, del quale non risulterebbe neanche la necessaria Delibera di approvazione. 

Inoltre nello stesso parere si afferma che in sede di conferenza dei servizi la ASL avrebbe espresso il proprio parere favorevole con la formula del silenzio-assenso che, nel caso di specie, non è consentita. 

Il Segretario Generale ha sostenuto che l’iter della proposta di Delibera consiliare presentava un vizio procedimentale: il mancato avvio del procedimento, e cioè la comunicazione che l’amministrazione deve inviare ai soggetti destinatari del provvedimento e ai soggetti potenzialmente controinteressati. Se così fosse, chi avrebbe dovuto provvedere? Secondo il Segretario Generale spettava alla responsabile dell’urbanistica, dimenticandosi, però, che il compito di vigilare sulla legittimità degli atti e delle procedure è soprattutto suo. 

Ma non possiamo non ricordare che lo stesso Segretario Generale, durante l’iter della Conferenza dei Servizi, ha provveduto alla pubblicazione degli atti del Borgo Protetto, soltanto molti mesi dopo l’approvazione della variante. E questo sì che rappresenta un grave vizio procedimentale! 

Cosa ancora più grave, è che la società proponente il progetto, la Borghi d’Italia S.r.l., partecipata della GIOMI, la sera prima del Consiglio Comunale, con una lettera – diffida, a nome del legale rappresentante, fedelmente riportata durante i lavori consiliari, ha tentato di impedire la discussione del punto all’ordine del giorno.

Ma ciò non è bastato, perché il giorno stesso del Consiglio, i legali della stessa società hanno diffidato tutti i Consiglieri ed il Segretario Generale a non trattare la questione in Consiglio perché “affetta” da vizi procedurali, in particolare della mancanza del parere urbanistico, riservandosi di adire   vie giudiziali e di “agire per conseguire il risarcimento economico” per i danni che dovessero derivare sia al suo patrimonio sia alla sua immagine. 

Non solo, da quanto riportato nella missiva, parrebbe evidente che, il privato abbia avuto accesso agli atti con “una verifica presso gli Uffici dell’Ente”. Ma come può essere accaduto se la stessa società non ne era stata informata proprio per il mancato avvio del procedimento? La GIOMI ha libero accesso agli uffici comunali? Due gravi omissioni sulle quali il Segretario Generale avrebbe dovuto vigilare!

E l’Assessore all’urbanistica, pur avendo ricevuto la proposta di deliberazione circa un mese prima, perché non si è interessata? Perché non ha verificato il lavoro dell’ufficio che dovrebbe seguire personalmente?

Poi, all’ultimo minuto, i pareri sono apparsi dal nulla, e quello urbanistico privo di protocollo, non tracciabile, non si sa quando sia stato redatto.

Le pressioni indebite percepite della GIOMI sul Presidente del Consiglio e sui Consiglieri rappresentano un fatto gravissimo e rappresentano il tentativo di influenzare le decisioni dell’Organo comunale sovrano. 

Ed è per questo che tutta la maggioranza di De Lillis, senza neppure aver letto le motivazioni tecniche, come confermato in Consiglio, ha condiviso la regolarità del proprio operato e quindi il Borgo Protetto si dovrebbe fare in quanto per loro non esiste alcuna violazione del vincolo cimiteriale. Bisogna però sottolineare che non tutta la maggioranza si è mostrata così certa di questa posizione.

In primis, lo stesso sindaco De Lillis ha dichiarato la contrarietà all’annullamento in autotutela del progetto Borgo Protetto, pur riservandosi “opportune e successive verifiche”. Non solo! Lo stesso sindaco ha affermato che, proprio per quel vizio procedurale del mancato avvio del procedimento, si sarebbe dovuto procedere con il ritiro della proposta e riparlarne in un altro momento.

Una Consigliera ha abbandonato l’aula prima della discussione di questo punto, ed altri tre consiglieri hanno manifestato perplessità sulla regolarità del rispetto del vincolo cimiteriale, ma si sono comunque allineati.

Ciò significa che nonostante le incertezze normative, nonostante le irregolarità generate dalla stessa maggioranza e che la cosa migliore da fare sarebbe stato il ritiro della proposta, tutta la maggioranza, sotto il dictat del suo dominus, ha respinto la proposta di annullamento in autotutela della delibera riconfermando per l’ennesima volta che il Borgo Protetto “si deve fare”.

Perché la realizzazione di questa maxi-cittadella da 5 ettari con palazzi alti oltre 11 metri, a ridosso del cimitero e del fosso, con un investimento dichiarato di circa 30 milioni di euro, è un impegno che De Lillis evidentemente non può eludere, costi quel che costi.

L’affronto diretto al Consiglio Comunale e alle istituzioni è di dimensioni gravissime. L’insulto rivolto all’intelligenza dei cittadini di Cori e Giulianello non ha confronti. Di fronte a tanta arroganza di potere, la politica, quella vera, non ha più efficacia. Non per questo, non si deve continuare a denunciare ed informare i cittadini.

Ma soprattutto, quanto accaduto dimostra una compromissione della credibilità istituzionale tale da rendere politicamente doverose le dimissioni del Sindaco e della maggioranza che lo sostiene”.

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