Quattro sono gli indagati per la morte del Gabriele Ubaldo Petrucci, il bambino di sette anni annegato sabato scorso alle terme di Suio, presso l’hotel “Le Vescine”.
Ad essere accusati di omicidio colposo sono dipendenti della società proprietaria della struttura e della società che la gestisce, oltreché a un dipendente della manutenzione e ad un ulteriore addetto alla sicurezza. Secondo la Procura di Cassino e i Carabinieri della compagnia di Formia, gli indagati avrebbero avuto in concorso responsabilità nella morte del bimbo.
Le indagini mirano ad accertare se i bocchettoni di aspirazione fossero dotati delle griglie previste dalle norme e se il sistema di filtraggio avesse avuto tutte le accortezze.
Secondo le testimonianze rese ai militari dell’Arma, il braccio del piccolo Gabriele è rimasto incastrato nel bocchettone a causa della forte pressione. Il braccio del minorenne ha fatto praticamente da tappo, tanto che è stato impossibile estrarlo al momento del bisogno, se non quando sono stati spenti i motori della piscina.
L’esame autoptico è stato fissato per venerdì 24 aprile quando il consulente nominato dalla Procura sarà chiamato a chiarire le cause del decesso e il tempo in cui il bambino è rimasto sotto l’acqua.
